di Barbara Morra
La Stampa, 20 ottobre 2023
Nell’inchiesta per torture, lesioni e abuso di potere in cui sono indagati 23 agenti della polizia penitenziaria in servizio a Cuneo si attende che il giudice per le indagini preliminari fissi la data dell’incidente probatorio. Quest’ultimo è un istituto previsto dal codice che permette di fissare una prova senza dover attendere il dibattimento. È utile quando c’è ragione di temere che la prova, in qualche modo possa, nel tempo, venir meno. La richiesta avanzata dal pubblico ministero Mario Pesucci riguarda l’audizione come testimoni delle persone offese che si ipotizza siano state percosse, minacciate e insultate da alcuni dei poliziotti in servizio al carcere Cerialdo. Si tratta di sette persone, cinque di origini pakistane e due nordafricani, trasferite per precauzione in altri penitenziari. Trattandosi di cittadini stranieri il timore degli inquirenti è che una parte di questi, una volta usciti dal carcere possa decidere di tornare nel proprio Paese d’origine e far perdere le tracce. La speranza di chi fa e coordina le indagini è che l’incidente probatorio venga fissato entro novembre.
Il Giorno, 20 ottobre 2023
Il provveditorato regionale lombardo per l’amministrazione penitenziaria ha negato la richiesta di un dibattito tra i candidati alle elezioni suppletive nel carcere di Monza, limitando così i diritti politici e di parola dei detenuti e dei candidati. La richiesta era partita dalla direttrice del carcere. “Apprendiamo con sgomento” che il provveditorato regionale lombardo per l’amministrazione penitenziaria “e quindi il ministro hanno risposto no alla richiesta del dibattito nel carcere di Monza” tra i candidati alle elezioni suppletive. Lo dice Alessandro Giungi, consigliere comunale del Pd a Milano e vicepresidente della sottocommissione carceri di Palazzo Marino. “Tutto ciò senza uno straccio di motivazione, nonostante così si limitino i diritti politici e di parola dei detenuti e degli stessi candidati”. La richiesta era partita, sulla base di un interessamento di diverse forze politiche, dalla direttrice del carcere di Monza, Cosima Buccoliero. A seguito della mancata risposta era nata una catena di scioperi della fame a staffetta.
di Lisa Ginzburg
Avvenire, 20 ottobre 2023
Volto e voce dell’informazione italiana, a lungo corrispondente televisivo dagli Stati Uniti, Paolo Aleotti da quasi dieci anni lavora come volontario nel carcere milanese di Bollate. Conduce assieme a dei detenuti, donne e uomini, un laboratorio dedicato al lavoro televisivo e radiofonico, dal nome “Teleradioreporter”. Nella speranza di restituire sulla pagina la polifonia di voci che contraddistingue il lavoro, Aleotti ha deciso di raccontare la sua esperienza in un libro corale (Che sapore hanno i muri, Casa Sirio, pagine 344, euro 20,00). Vi racconta del proposito iniziale che ha fatto da spinta al lavoro (“fare radio, televisione e informazione sul metodo Bollate. Con le luci, e senza nascondere le ombre”). Anche, racconta che cosa significhi incontrare settimanalmente dei detenuti, ascoltare le loro storie di vita, le loro testimonianze, confessioni, riflessioni. Uomini e donne italiani e stranieri, persone dalle vite segnate per sempre, e che tuttavia, corroborati dalla sensibilità d’ascolto del loro interlocutore d’eccezione, riescono a trovare le parole per dire pieni e vuoti di quelle stesse vite che si svolgono “dentro”. A leggere le tante storie, una volta di più ci si sofferma a pensare quanta forza di resilienza sia necessaria a sopravvivere in carcere, un luogo dove si è autentici, ma sempre nella consapevolezza che per resistere bisogna anche saper indossare una maschera. Risultato è un diario di lavoro, svolto insieme a persone che hanno sì commesso reati, ma le quali con ostinazione si rifiutano di essere additate come “reati che camminano”.
padovaoggi.it, 20 ottobre 2023
Il Presidente Nazionale Aiga avv. Francesco Paolo Perchinunno, il sen. Avv. Andrea Ostellari, il direttore della casa di reclusione “Due Palazzi” di Padova dott. Claudio Mazzeo e del dott. Nicola Boscoletto, presidente e fondatore della Cooperativa Sociale Giotto ne hanno discusso in convegno tenutosi presso la sala della Scuola della Carità di via San Francesco.
parmadaily.it, 20 ottobre 2023
Si svolgerà martedì 24 ottobre all’Università di Parma un dibattito sull’importanza della formazione in carcere. Ne parleremo con Vincenza Pellegrino e Veronica Valenti e Barbara Cusi. La nostra Costituzione all’articolo 27 precisa che la funzione della pena è di rieducare il condannato, affidando agli elementi del trattamento definiti dall’ordinamento penitenziario - l’istruzione, il lavoro, la religione, le attività culturali, ricreative, sportive, i contatti con l’esterno ed i rapporti con la famiglia - le basi per la costruzione di un nuovo progetto di vita della persona condannata.
di Flavio Vanetti
Corriere della Sera, 20 ottobre 2023
Il progetto “The Cagers” voluto fal governo, si svilupperà a Trieste, dove una squadra di detenuti si allenerà per un anno agli ordini di quattro ex cestisti di alto livello. Si chiamerà “The Cagers” - il nome, come vedremo, ci riporta proprio agli albori della pallacanestro - ed è un progetto che ha il sostegno di due Ministeri, quello della Giustizia e quello per lo Sport e i Giovani. Si svilupperà a Trieste, dove una squadra di detenuti si allenerà per un anno agli ordini di quattro ex cestisti di alto livello (due uomini e due donne) che dovranno renderla pronta a scendere sul parquet. I coach che formano questo staff tecnico di alto livello sono Federica Zudetich, Stefano Attruia, Donato Avenia e Francesca Zara. I primi tre si occupano di visionare e arruolare gli aspiranti Cagers, mentre Francesca curerà la preparazione atletica.
ansa.it, 20 ottobre 2023
L’esperienza del Cammino di Bonaria entra nel carcere di Badu e Carros, a Nuoro, con i rappresentanti dell’omonima associazione che avanzeranno una proposta: utilizzare il Cammino come strumento di “messa alla prova” per la rinascita sociale di alcuni detenuti laddove la normativa lo consenta. Si parte con i reclusi minorenni, ma successivamente si avanzerà la richiesta anche per i detenuti adulti.
di Anna Oliverio Ferraris
La Stampa, 20 ottobre 2023
“Quando la violenza diventa una costante nella vita quotidiana la mente dei più piccoli entra in confusione: perché tanto odio”. Le guerre sono un enorme disastro per tutti. Sia dal punto di vista fisico che psicologico. Sappiamo che anche i soldati subiscono traumi psichici sul terreno di guerra i cui effetti possono manifestarsi anche a distanza di tempo, quando si è tornati a casa, come nel film di Clint Eastwood “Gran Torino” in cui un veterano non riesce a controllare la propria aggressività in un ambiente assai diverso dal fronte.
di Iuri Maria Prado
L’Unità, 20 ottobre 2023
La legge che impone la sanità a pagamento ai neri non è la prima legge razziale: prima ci sono stati i decreti sicurezza di Conte e Salvini, per non parlare delle tutele differenziate per i lavoratori di colore. Non sono una novità, in Italia, le leggi fondate su discriminazione etnico-razziale. E non ci riferiamo a quelle approvate durante il Ventennio, ma a quelle allegramente introdotte ben dentro il periodo repubblicano (naturalmente senza una rubrica esplicita che ne avrebbe denunciato in modo più plateale il carattere discriminatorio). Avevano quella tempra i cosiddetti “Decreti sicurezza”, sia nella versione originaria - mantenuta in purezza, per un annetto, dal governo grillin-progressista - sia nella versione edulcorata che toglieva qui e là qualche virgola al generale impianto che costruiva un diritto speciale per chi - a patto che fosse povero e nero - approdava da noi.
di Angela Stella
L’Unità, 20 ottobre 2023
Il rapporto Caritas-Migrantes: su 5 milioni di residenti (il 9% degli italiani) un terzo non ha da mangiare: essere neri è garanzia di indigenza. Mentre ieri alla Camera era in corso l’informativa urgente del Governo in ordine “all’eccezionale incremento del fenomeno migratorio, con particolare riguardo alla situazione presso l’isola di Lampedusa” l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Carla Garlatti, ascoltata sempre in mattinata in audizione, ha ribadito alla Commissione affari istituzionali della Camera le raccomandazioni sui diritti dei minori stranieri non accompagnati. Quel che assolutamente non deve accadere è che i minori vengano ospitati, seppure temporaneamente, nelle stesse strutture degli adulti.
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