di Liana Milella
La Repubblica, 14 giugno 2023
Dopo sette mesi, Nordio porta sul tavolo del governo la sopressione del reato di abuso d’ufficio e gli altri interventi garantisti che sono stati a lungo sostenuti dall’ex premier. “Il miglior omaggio che possiamo fare a Silvio Berlusconi” dicono in via Arenula dallo staff del Guardasigilli Carlo Nordio. Portare già giovedì in Consiglio dei ministri - dopo ben sette mesi di attesa - la riforma della giustizia che lo stesso Guardasigilli, in più di un recentissimo intervento pubblico, ha definito ormai “pronta”. Domani, come si può leggere in un ordine del giorno inviato da palazzo Chigi a tutti i ministri, alle 10 e trenta, la riforma sarà sul tavolo del preconsiglio, dove i tecnici dei vari ministeri potranno leggere ed eventualmente apportare qualche correzione. Con tempi stretti però perché tutto dovrà chiudersi per mezzogiorno.
di Liana Milella
La Repubblica, 14 giugno 2023
A palazzo Chigi arriva il disegno di legge del Guardasigilli. Un solo testo in otto articoli. Stasera il consiglio dei ministri. Annacquato il reato di traffico di influenze. Interrogatorio obbligatorio prima dell’arresto. Dopo sette mesi di “passione” a palazzo Chigi si materializza la riforma della giustizia del Guardasigilli Carlo Nordio. Confermate le indiscrezioni di Repubblica a partire dal colpo di maglio alla libertà di stampa, vietato riferire di intercettazioni se queste non sono contenute espressamente negli atti dei giudici. Ma ecco i capitoli del disegno di legge.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 14 giugno 2023
Arriva dopo mesi il via libera a Nordio: domani il disegno di legge su abuso d’ufficio, traffico di influenze e stretta su intercettazioni, arresti e avvisi di garanzia arriva in Consiglio dei ministri. Intanto tra i magistrati è polemica per il messaggio di Cordoglio dell’Anm.
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 14 giugno 2023
Accordo su bavaglio, abuso d’ufficio e inappellabilità delle sentenze. La decisione è stata presa ieri mattina, sulla scia dell’emotività per la morte di Silvio Berlusconi: giovedì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni vuole portare in Consiglio dei ministri la riforma della Giustizia firmata dal ministro Carlo Nordio. Si chiamerà “Riforma Berlusconi” perché, spiegano fonti di governo, si muoverà “nel solco delle battaglie del leader di Forza Italia per omaggiarlo”. Ma il passaggio del Consiglio dei ministri non è solo importante per la riforma in sé, ma anche per un fatto politico: per la prima volta dopo la scomparsa di Berlusconi, Meloni ha fatto asse con Forza Italia contro la Lega di Matteo Salvini. L’accordo, infatti, è stato raggiunto dopo diverse telefonate ieri tra la presidente del Consiglio e Gianni Letta, eminenza grigia di Berlusconi e rappresentante delle colombe dentro Forza Italia. Un accordo che eleva la figura di Letta - insieme a Tajani - come una sorta di capodelegazione di Forza Italia, l’architrave tra Fratelli d’Italia e il partito di Berlusconi. I due si sono incrociati nuovamente ieri sera alla camera ardente allestita ad Arcore. Dall’accordo però è stato tenuto fuori Salvini. Uno schema che si ripeterà fino alle Europee, provocando tensioni nel governo.
di Felice Manti
Il Giornale, 14 giugno 2023
Al via il dibattito sulle misure. Dalla separazione delle carriere delle toghe alle nuove regole sul Csm, fino all’abolizione dell’abuso d’ufficio. Mani Pulite, coscienze sporche. La riforma della giustizia appare come il regalo più grande che il centrodestra può fare al Cavaliere, seppure postumo, dopo 30 anni di persecuzione giudiziaria conclamata, ora che le chat tra magistrati hanno disvelato faide e veleni, con i vecchi pm che hanno maciullato la Prima Repubblica come Piercamillo Davigo finiti alla sbarra, ora che persino Paolo Mieli ammette a mezza bocca che il Corriere nel 1994 ricevette dalla Procura la notizia della prima indagine a carico di Silvio Berlusconi.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 14 giugno 2023
Pochi giorni fa sul Gazzettino è stata pubblicata la notizia di una donna, Silvia Padoan, che ha sporto denuncia contro il carcere di Venezia: il compagno Bassem, tunisino, lì detenuto, si era appena tolto la vita. Silvia conosceva le intenzioni di Bassem e aveva provato in tutti i modi di avvertire il carcere. Chiedendo alla Direzione di prestare particolare attenzione e di monitorarlo “più del necessario”. Bassem, infatti, aveva appena ricevuto la notizia di una nuova ordinanza di misura cautelare, e le aveva comunicato di volersi togliere la vita.
di Claudia Brunetto
La Repubblica, 14 giugno 2023
La denuncia: “Per la sanità i tempi di attesa in carcere raddoppiano. Vale anche per i tumori”. A Pagliarelli ci sarà anche un reparto psichiatrico. Settantatré anni e quasi trenta a occuparsi della condizione dei detenuti. Come consigliere comunale, deputato regionale, fondatore e presidente dell’associazione Antigone Sicilia e, dallo scorso aprile, nel ruolo di garante per le persone detenute del Comune di Palermo, figura mai esistita prima. Pino Apprendi non usa giri di parole: “Il carcere è un inferno, un posto da cui non sai se uscirai vivo o morto e in ogni caso sei compromesso per tutta la vita. Quando senti la chiave della cella che si chiude alle tue spalle sai che in quel momento si è messa la parola fine ai diritti sanciti della nostra Costituzione”.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 14 giugno 2023
Dopo la morte recente di due carcerati, l’istituto torna in emergenza. Oltre 100 i casi di disagio psichiatrico. La visita del presidente dell’associazione Antigone nel carcere del siracusano. Hanno fatto scalpore, ma solo da morti, i due detenuti del carcere di Augusta stroncati da un lungo sciopero della fame, nei giorni scorsi. “Devono fare notizia anche gli altri che hanno avviato la protesta per varie ragioni”, dice l’avvocato palermitano Giorgio Bisagna, il presidente regionale di Antigone, che martedì 6 giugno ha visitato il penitenziario in provincia di Siracusa finito al centro delle polemiche e di un’inchiesta della procura della repubblica. “Quel giorno, erano in quattro a fare lo sciopero della fame - spiega. Uno chiedeva di essere trasferito in un penitenziario della sua regione, la Campania. Dietro queste forme di protesta c’è sempre una forma di disagio”.
di Massimo Nerozzi
Corriere di Torino, 14 giugno 2023
Non tutti i soprusi in carcere sui detenuti sono “tortura” - giuridicamente - e per questo i reati che stanno al confine, come l’abuso di autorità, dovrebbero ricevere “un trattamento sanzionatorio più severo”, tale da consentire l’applicazione di misure cautelari: è la riflessione contenuta nell’ordinanza del tribunale del Riesame che ha annullato la sospensione dal servizio di 23 agenti del carcere di Biella, indagati per tre episodi di maltrattamenti “fisici e psicologici”.
di Maria Ducoli
La Nuova Venezia, 14 giugno 2023
Le aziende che assumeranno avranno sgravi fiscali. Gli albergatori: “Avvieremo percorsi di formazione”. Le porte degli hotel veneziani si aprono ai detenuti e alle detenute, per favorire il reinserimento nella società. Si tratta di un progetto che vede la collaborazione tra l’Associazione Veneziana degli Albergatori e il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per il Triveneto. Progetto che strizza l’occhio all’aspetto sociale, ma permette anche di arginare le difficoltà degli albergatori, sempre più sguarniti di personale.
- Eboli (Sa). Fuori, ascoltando il mare: prove di riscatto per detenuti
- Pistoia. Il teatro entra nel carcere, detenuti protagonisti davanti ai giovani studenti
- Brindisi. Una carezza senza sbarre, i bambini abbracciano le mamme e i papà detenuti
- Trani (Bat). Il detenuto che fa origami per i bimbi malati: “Sono supereroi”
- Cremona. Detenuto pittore e bibliotecario: “Combatto lo sconforto grazie a libri e pennelli”











