di Andrea Ossino
La Repubblica, 20 ottobre 2023
Il quarantaduenne romano è stato trovato impiccato nel penitenziario Massama di Oristano il 12 ottobre del 2022. La sorella: “Le nuove prove dicono che non fu suicidio. Ora subito l’autopsia”. “Sicuramente ha preso qualche pugno. Comunque alla fine è stato strangolato e hanno fatto come se si fosse suicidato”. Dopo un anno qualcuno ha parlato. E ha spiegato che dietro alle strane coincidenze che ruotano intorno alla morte di Stefano Dal Corso c’è un altro scenario. Una visione finora offuscata da indagini lacunose che non permettono di affermare con certezza cosa sia accaduto al detenuto romano trovato impiccato nella cella numero 8 del carcere Massama di Oristano, il 12 ottobre del 2022.
di Liana Milella
La Repubblica, 20 ottobre 2023
E sulla prescrizione: “Non si torni indietro”. Dura conferenza stampa al Senato dei dem: “La Cartabia sta funzionando e ha ridotto del 30% i tempi dei processi in Appello”. A tutto campo il Pd al Senato contro il governo sulla giustizia. I meloniani? Non sono “garantisti”, vedi caso Apostolico. Non sanno fare le riforme, tolgono l’improcedibilità di Cartabia quando sta riducendo i tempi dei processi in Appello e rispetta le previsioni del Pnrr. Non sono capaci di scegliere un Garante dei detenuti, come dice Alfredo Bazoli, all’altezza di quello uscente, Mauro Palma, “il Garante dei garanti”. Mentre il Guardasigilli - accusa la responsabile Giustizia dei Dem Debora Serracchiani - “non sappiamo neppure dov’è, visto che tutto quello che sta avvenendo sulla giustizia è l’esatto opposto di quello che lui ha sempre detto proprio sulla giustizia”. Le riforme meloniane? Per usare le parole della vice presidente del Senato Anna Rossomando siamo “all’archeologia giudiziaria”. Mentre Walter Verini, sul caso Cospito, parla di un atteggiamento “farisaico” di Nordio, visto che avrebbe potuto sospendere quel 41bis già a gennaio.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 ottobre 2023
Serracchiani: “Ora riabilitano la legge del nostro Orlando sui tempi di estinzione dei reati, ma all’epoca la avversarono”. Rossomando: “Il ddl penale è velleitario”. I dem contro il ministro della Giustizia: i processi accelerano grazie alla Cartabia, lui li vuole stravolgere. C’è un allarme giustizia: a sostenerlo è stato ieri il Partito democratico, in una conferenza stampa che già dal titolo, “La giustizia in ginocchio ai tempi della destra”, si annunciava come un attacco alle politiche della maggioranza e del governo, a partire dal dossier prescrizione.
di Errico Novi
Il Dubbio, 20 ottobre 2023
Il guardasigilli riapre i giochi sulla riforma che manderà in archivio le leggi di Bonafede e Cartabia: settimana prossima vertice a Via Arenula con Sisto, Delmastro e Ostellari per perfezionare il testo, poi il via libera in commissione. Paura di sbagliare? Sindrome dell’ultimo miglio? “No, casomai desiderio di non lasciare nulla al caso. Di assicurare a magistrati, avvocati e cittadini una riforma della prescrizione che duri, che non sia destinata a repentini stravolgimenti. Il ministro Nordio ci tiene molto e non intende assistere da spettatore ai lavori del Parlamento su una materia così delicata. Ecco perché convocherà un vertice, da tenersi a breve, con il viceministro Sisto e i due sottosegretari, Ostellari e Delmastro”.
di Paolo Fruncillo
La Discussione, 20 ottobre 2023
L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, presentando un’indagine sulla Giustizia riparativa ha ripetuto che “non è uno sconto di pena,” “funziona” e “favorisce la ricostruzione della coesione sociale.” L’indagine dell’Autorità ha preso in considerazione i 36 enti, pubblici e privati, attivi in questo campo in Italia. Ne è emerso che dei 782 programmi di Giustizia riparativa, portati a termine nel 2021, il 75,8% è costituito da mediazioni penali, seguono poi i “circle” (17,4%) e le conference (6,8%). Un altro aspetto che si ricava dall’indagine è che si ricorre ai programmi di Giustizia riparativa prevalentemente nei casi di “messa alla prova.” Altra ipotesi ricorrente è l’accesso allo strumento nel corso delle indagini preliminari o dell’udienza preliminare. Meno frequente, infine, l’inserimento nella fase esecutiva della pena. Quanto all’accesso ai percorsi di Giustizia riparativa da parte dei minorenni non imputabili, questo avviene oggi in 13 distretti di corte d’appello (Torino, Milano, Brescia, Trento, Bolzano, Bologna, Sassari, Cagliari, Salerno, Lecce, Catanzaro, Reggio Calabria e Palermo).
di Paola Balducci
L’Espresso, 20 ottobre 2023
Insieme con interventi di tipo sanzionatorio e repressivo è necessario investire nella prevenzione e nel recupero. Serve agire sulle famiglie fragili e col supporto delle scuole. L a devianza minorile e, nello specifico, la criminalità giovanile rientra tra le problematiche che destano maggiore preoccupazione a livello sociale. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a eventi tragici di fronte ai quali è nostro dovere chiederci quali siano le lacune da colmare.
di Filoreto D’Agostino
Il Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2023
Il sottosegretario Alfredo Mantovano e il vicepresidente Csm Fabio Pinelli hanno sostenuto recentemente in un convegno, che “la credibilità del giudice passa dal grado di fedeltà alla lettera della legge in grado di frenare ogni impulso creativo” (Pinelli) e tale criterio opera anche in sede di disapplicazione di una norma, sulla quale non devono incidere opinabili interpretazioni tra l’ordinamento nazionale e quello comunitario (Mantovano).
di Vitalba Azzollini
Il Domani, 20 ottobre 2023
La Corte potrebbe confermare le pronunce dei giudici o ritenerle del tutto infondate, chiudendo così le vicende giudiziarie. Ma potrebbe anche procedere al rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea, per verificare la conformità del diritto interno a quello europeo; oppure sollevare la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Consulta. Si stanno succedendo pronunce giudiziarie di mancata convalida del trattenimento di richiedenti asilo, mediante la disapplicazione del cosiddetto decreto Cutro. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, continua ad annunciare ricorsi alla Corte di Cassazione. In attesa delle decisioni, può essere utile esporre le diverse opzioni percorribili dalla Corte.
Caso Cavallotti, la Cedu: le misure di prevenzione sono applicate in base a una legge “prevedibile”?
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 20 ottobre 2023
Con l’ordinanza resa nel caso Cavallotti/ Italia, la Corte Edu pone al governo italiano, tra gli altri, un quesito che amplia il senso di un analogo interrogativo, rimasto inevaso dopo la sentenza De Tommaso/Italia, ripresa e in qualche modo superata dalla pronuncia n. 24/19 della Corte Costituzionale. I giudici europei, infatti, chiedono di sapere se le misure di prevenzione italiane, in special modo quelle patrimoniali, siano applicate in base a prove (e non a semplici sospetti); vogliono sapere se queste misure abbiano una sufficiente base legale e, ancora più in particolare, se siano consacrate in una legge “prevedibile”.
palermotoday.it, 20 ottobre 2023
Il programma prevede la collaborazione con gli istituti penitenziari dell’Isola. Possono presentare la domanda per partecipare gli enti locali, oltre che i servizi sanitari territoriali e specialistici, imprese profit, fondazioni e patronati. Saranno duecento le persone, detenute o sottoposte a misure e sanzioni di comunità, coinvolte in un progetto per la realizzazione di percorsi di inclusione sociale o di inserimento lavorativo. L’assessorato regionale della Famiglia e delle politiche sociali ha emanato un avviso rivolto agli enti del terzo settore interessati a partecipare alla partnership per l’attuazione degli interventi e dei servizi. Il progetto, presentato dalla Regione Siciliana che ne è anche capofila, è stato approvato dalla Cassa ammende, ente vigilato dal ministero della Giustizia, e avrà una durata complessiva di 18 mesi. L’importo totale è di 2,6 milioni di euro: due milioni finanziati dalla Cassa delle ammende e 600 mila dalla Regione.
- Cuneo. Trasferiti i detenuti che hanno denunciato le violenze nel carcere
- Monza. Arriva il no ufficiale al dibattito elettorale dietro le sbarre
- Milano. Far vivere la cultura in carcere e far nascere l’idea del ricominciare
- Padova. Lavoro e carcere, i giovani avvocati di Aiga: “Opportunità da incentivare”
- Parma. “Per una giustizia che salva”: incontro martedì 24 ottobre all’Università









