di Marco Belli
gnewsonline.it, 17 giugno 2023
Un programma di formazione per gli operatori penitenziari dedicato specificamente ai diritti e alle prerogative dei detenuti stranieri e una migliore conoscenza, da parte di quest’ultimi, delle prospettive di recupero e reinserimento possibili anche nel loro Paese d’origine. Sono questi gli obiettivi del protocollo d’intesa che il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, e il Presidente dell’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione, Lorenzo Trucco, hanno sottoscritto nei giorni scorsi.
di Marco Belli
gnewsonline.it, 17 giugno 2023
Siglato un Accordo Interistituzionale tra Ministero della Giustizia e CNEL per promuovere, con attività concrete, il lavoro e la formazione quale veicoli di reinserimento sociale per le persone private della libertà. L’intesa, siglata dal Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e dal Presidente del CNEL, Renato Brunetta, promuove “una collaborazione orientata a diffondere le condizioni per un lavoro penitenziario formativo e professionalizzante, finalizzato all’utilizzo proficuo del tempo della reclusione e all’accrescimento delle competenze personali dei soggetti reclusi”, si legge nel testo dell’Accordo.
di Marco Grieco
L’Espresso, 17 giugno 2023
Nelle carceri italiane, così anomale da essere definite col superlativo di un superlativo come “sovraffollate”, le persone transgender vivono una doppia prigione. La loro reclusione diventa, cioè, l’espiazione di una colpa verso una società che ancora oggi non tutela i loro diritti, specialmente in carcere, dove Il codice culturale è binario e fortemente sessualizzato.
vita.it, 17 giugno 2023
La Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, alla luce della Relazione annuale del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, sottolinea l’importanza di un impegno attivo nel volontariato penitenziario in Italia, per il reinserimento sociale dei detenuti.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 17 giugno 2023
C’è l’abolizione dell’abuso d’ufficio e basta. Per il resto ogni misura garantista è accompagnata da limitazioni così grandi da annullarla. E voi la chiamate riforma della Giustizia? E voi dite che è stato reso onore a trent’anni di battaglie di Berlusconi e dei garantisti? E voi magistrati, addirittura, urlate ai quattro venti che vi stanno stroncando le gambe e che imbavagliano la stampa? Ma che stupidaggini! La riforma proposta da Nordio è come un bicchiere di acqua fresca. Non cambia una virgola nel processo penale, o forse cambia qualche virgola, ma giusto quelle, e lascia intatto il potere e lo strapotere delle procure.
di Simona Musco
Il Dubbio, 17 giugno 2023
Il ddl Nordio non incide affatto sulla pubblicabilità delle intercettazioni: a decidere sono sempre i giudici. La riforma sulle intercettazioni? Tante parole e pochi fatti. Eppure, all’indomani dell’approvazione del ddl Nordio in Consiglio dei ministri, la stampa è scesa in campo per gridare ad un nuovo tentativo di bavaglio. Bavaglio che, di fatto, non ci sarà e non c’è mai stato, considerando che tutte le riforme approvate fino ad oggi non hanno impedito la pubblicazione di qualsiasi cosa, in spregio al codice di procedura penale e ad ogni deontologia. Perché sfidare la legge - giusta o sbagliata che sia - in questo caso costa pochissimo: una sanzione minima, che spesso - anzi, la maggior parte delle volte - non viene nemmeno irrogata.
di Donatella Stasio
La Stampa, 17 giugno 2023
Il ministro Nordio non punta al garantismo, ma va a caccia della resa dei conti con magistratura e media. “In primo grado mi avevano assolto. Poteva finire lì se fosse rimasta in piedi quella simpatica legge che Berlusconi si era fatto per sé. Una legge del cavolo, giustamente dichiarata incostituzionale; ma aboliva l’appello del pm contro le sentenze di proscioglimento e mi avrebbe salvato. Invece mi hanno condannato e ora aspetto la Cassazione. Ho paura. Capisci che cosa vuol dire se mi strappano via da tutto quello che nel frattempo ho costruito, mi condannano per un reato di quindici anni fa, e mi fanno tornare dentro? Questa cosa mi ucciderà”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 17 giugno 2023
Sono due gli schieramenti interni all’Anm. Ma le novità non scaldano davvero il dibattito. Prima di ogni considerazione sarebbe opportuno partire dai numeri, forniti dallo stesso ministero della Giustizia. Dal 2020 ad oggi sono stati aperti 5418 fascicoli per il reato di abuso d’ufficio. Questi fascicoli si sono chiusi con 9 condanne e 35 patteggiamenti. I rimanenti sono stati tutti archiviati. Si possono, dunque, fare le barricate per una riforma che abolisce un reato che nella quasi totalità dei casi è destinato a finire in un nulla di fatto?
di Angela Stella
L’Unità, 17 giugno 2023
Molto clamore per l’inappellabilità delle sentenze da parte del pm, che in realtà riguarda soltanto piccoli reati sui quali già oggi l’accusa desiste. Il primo pacchetto di riforma della giustizia targato Nordio ha superato due giorni fa - senza problemi ovviamente - il vaglio del Cdm.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 17 giugno 2023
La lagna sulla riforma Nordio mostra il vero sogno del partito della gogna: continuare a spacciare lo sputtanamento per diritto di cronaca. Ma perché combattere il business delle intercettazioni-spazzatura? Sentite Mattarella.
- Riforma della giustizia, Grasso: “Così Nordio legalizza l’illegittimità e stravolge la Costituzione”
- Il boomerang di Nordio: “Così rallenterà la giustizia”
- Riequilibrare i poteri dei pm non è un sacrilegio
- La riforma della giustizia spacca il Pd. I sindaci dem d’accordo con Nordio
- Marijuana in casa: non è spaccio











