Riforma della giustizia, Grasso: “Così Nordio legalizza l’illegittimità e stravolge la Costituzione”
di Liana Melilla
La Repubblica, 17 giugno 2023
Riforma della giustizia, Grasso: “Così Nordio legalizza l’illegittimità e stravolge la Costituzione”. Piero Grasso ha sul tavolo il ddl Nordio. Lo guarda, scuote la testa, e a Repubblica dice subito: “Non pensavo si potesse arrivare a tanto, addirittura fino a legalizzare l’illegittimità. Nonché stravolgere i principi costituzionali di parità tra accusa e difesa. Per finire con un’indebita pressione sull’utilizzo delle intercettazioni utili per le indagini”.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 17 giugno 2023
La mini riforma. La presidente aggiunta dell’ufficio gip di Milano Ezia Maccora: “Si affida il giudizio cautelare a un collegio di tre giudici, ma si continua a lasciare ancora a un giudice solo la decisione nel merito per pene di dieci anni e più. Dal ministro misure dirompenti per gli uffici giudiziari e i nuovi ingressi in ruolo non basteranno”. Ezia Maccora è la presidente aggiunta dell’ufficio gip di Milano. Con lei partiamo dunque dalle novità in tema di misure cautelari per esaminare la (mini) riforma Nordio della giustizia.
di Gian Domenico Caiazza
Il Foglio, 17 giugno 2023
Le condotte di abuso della funzione e del potere da parte dei pubblici ufficiali sono punite severamente nel nostro Paese e continueranno pacificamente ad esserlo. In vista della sacrosanta abrogazione del reato di abuso di ufficio, è iniziata la narrazione dolente delle sciagure che ne conseguiranno. L’Europa ci incenerirà; le Procure saranno defraudate del “reato-spia” (lo chiamano proprio così) per beccare mafiosi all’opera sottotraccia; i pubblici amministratori potranno tornare a fare il bello ed il cattivo tempo. Se a quei severi critici opponi i famosi numeri (4000 procedimenti per abuso, 18 condanne), ti dicono che è colpa delle troppe modifiche della norma succedutesi nel tempo, senza però interrogarsi sulle ragioni di quelle modifiche succedutesi nel tempo. La norma non funziona, non ha mai funzionato. Ha solo causato danni all’ordinato svolgimento della vita democratica, disseminando a piene mani, e pressocchè sempre senza ragione, dimissioni di sindaci, assessori, giunte, o alterando in pieno corso campagne elettorali ed esiti del voto. È allarmante questa diffusa indifferenza alla tutela, che dovrebbe essere prioritaria, del corretto svolgimento delle competizioni elettorali e, più in generale, dell’ordinato corso della vita democratica. Non sorprende invece che i Magistrati insorgano: per quanti di loro intendano la funzione come un formidabile potere di controllo preventivo e di condizionamento della politica e della pubblica amministrazione, il colpo è micidiale.
di Giulia Merlo
Il Domani, 17 giugno 2023
Per i primi cittadini la cancellazione del reato di abuso d’ufficio voluta dal governo è “una vittoria”, i parlamentari sono contrari. La segretaria è per l’opposizione al ddl del governo, ma così la conflittualità interna al partito cresce ancora. Il governatore della Campania Vincenzo De Luca, con cui è in corso una guerra a distanza, ha affondato il colpo: “Credo che l’iniziativa assunta dal Governo sia importante e positiva”
di Debora Alberici
Italia Oggi, 17 giugno 2023
Non può essere condannato per spaccio chi detiene scorte di marijuana in casa: il bilancino di precisione e le 45 dosi nel frigo non sono sufficienti a dimostrare la vendita della sostanza. A sdoganare la droga più usata al mondo è la Cassazione.
odg.it, 17 giugno 2023
Riparte, sotto forma di commissione consultiva, l’Osservatorio sulle carceri dell’Ordine della Lombardia. Il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia ha approvato la costituzione, sotto forma di commissione consultiva, dell’organismo, già attivato sotto la presidenza di Letizia Gonzales e poi di quella di Alessandro Galimberti.
di Anna Russo
Gazzetta del Sud, 17 giugno 2023
Aperta un’inchiesta sulla morte di Francesco Cufone. Nelle scorse settimane aveva reso dichiarazioni ai magistrati della Dda. Il pubblico ministero titolare dell’indagine ha disposto l’autopsia sulla salma. È stata sequestrata la salma di Francesco Cufone, 33 anni, l’uomo di Corigliano, coinvolto e arrestato nell’ambito delle indagini correlate all’omicidio di Pasquale Aquino, avvenuto un anno fa, che nella mattinata di giovedì scorso si è suicidato nella sua cella nel carcere di Taranto dove era stato trasferito.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 17 giugno 2023
La protesta: “È una vergogna tenere bambini in cella”. A sollevare il caso il consigliere comunale del Pd Daniele Nahum: “Come ci è finito, non potevano essere disposti i domiciliari per la madre?”. In cella con il suo bambino di un anno. È la storia di una detenuta condannata di recente per droga e reclusa per tre giorni assieme al figlio a San Vittore. Una situazione denunciata da Daniele Nahum, consigliere comunale Pd e presidente della sottocommissione Carceri di Palazzo Marino: “È una vergogna che si possa tenere in quelle condizioni un bambino di un anno”, dice. Ieri pomeriggio l’amministrazione penitenziaria ha trovato una soluzione-ponte: madre e figlio sono stati trasferiti nella sezione nido di Bollate, una struttura più adatta, nell’attesa che i magistrati di sorveglianza si esprimano sulla concessione o meno dei domiciliari. Ma la questione resta aperta.
di Ilaria Carra
La Repubblica, 17 giugno 2023
L’istituto ospita mamme detenute con i loro figli fino a dieci anni: offre ai piccoli una vita simile alla normalità e alle donne una chance di riscatto. Jana è appena rientrata da un’udienza, l’ha scortata avanti e indietro il blindato della Penitenziaria. Il doppio cancello si è aperto piano, e poi si è richiuso subito. Suo figlio è nel passeggino, ha sei mesi, stamattina è agitato, piange un po’ ma poi si dà pace. Lo chiamano Pasqualino, in istituto, una stortura molto affettuosa, troppo complicato come si chiama all’anagrafe e qui i nomi propri si pronunciano in continuazione. Appena tornata Jana lo culla un po’, poi si mette subito in cucina al lavoro. Oggi merluzzo, “l’ho fatto nella stagnola con le olive e un po’ d’aglio”.
di Nuccio Anselmo
Gazzetta del Sud, 17 giugno 2023
Una sentenza “apripista” del Tribunale di Messina sulle condizioni subite da un detenuto. Il giudice della prima sezione civile del tribunale di Messina Assunta Cardamone ha accolto il ricorso dell’avvocato Giuseppe Tortora sulle condizioni carcerarie di un suo assistito, e ha condannato il ministero della Giustizia al risarcimento del danno in favore di M.R., oltre al pagamento delle spese processuali. Il giudice peloritano ha riconosciuto che le condizioni carcerarie cui è stato sottoposto presso la casa circondariale di Messina furono “inumane e degradanti e contrarie ai principi dettati da parte dall’art. 3 della Cedu”.
- Messina. Convegno su “Il tempo trascorso in carcere: solo vita sospesa?”
- Lecce. “Must by Made in carcere”: dallo “scarto” gadget ideati ad hoc per il museo
- Torino. Una partita con il papà, il carcere apre ai più piccoli
- Migranti. Il dolore, la vergogna e la ragione
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