di Luca Attanasio
Il Domani, 13 giugno 2023
La condanna del leader dell’opposizione Sonko ha scatenato un’ondata di proteste tra i giovani, contro l’eventualità di un terzo mandato del presidente Macky Sall. Le manifestazioni e la repressione della polizia ora devastano il paese, andando anche a colpire luoghi simbolo come l’università Cheikh Anta Diop di Dakar. La rete e i social sono stati bloccati o funzionano al minimo mentre lo scorso 6 giugno, il ministero degli Esteri del Senegal ha annunciato la chiusura temporanea dei suoi consolati all’estero
di Riccardo Noury*
Il Domani, 12 giugno 2023
Il sistema della tortura è sempre all’opera: un ispettore e quattro agenti di polizia indagati per le torture commesse nella questura di Verona. Intorno a loro, tanti sapevano e tacevano. I dettagli che emergono dall’ordinanza della giudice Livia Magri sono aberranti: dietro la formula, giuridicamente corretta, che chiama in causa comportamenti “gravemente lesivi della dignità delle persone”, emergono azioni criminali abiette, compiute nei confronti di persone inermi, per lo più straniere e in condizioni di grave vulnerabilità.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 12 giugno 2023
Il capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia al Senato, Pierantonio Zanettin, chiarisce: “Non abbiamo presentato alcun proposta in tal senso”. La riforma del reato di tortura non è in calendario. Lo hanno fatto sapere ieri dalla maggioranza. “Non abbiamo presentato alcun proposta in tal senso”, afferma il capogruppo di Forza Italia in commissione Giustizia al Senato Pierantonio Zanettin. “Riteniamo, peraltro, sconsigliabile un simile intervento normativo all’indomani dell’indagine di Verona su cui restiamo garantisti come sempre, senza posizioni “a pendolo” a seconda dei casi”, aggiunge Zanettin.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 12 giugno 2023
L’assemblea dell’Associazione nazionale magistrati ha votato una mozione unitaria promossa, dopo diverse mediazioni, dalle quattro correnti di Magistratura Indipendente, AreaDg, Unicost e Magistratura democratica, nella quale si chiede un incontro urgente con il ministro Nordio.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 12 giugno 2023
Botta e risposta a distanza tra l’Associazione nazionale magistrati e il ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’Anm ieri ha deciso di proseguire lo stato di agitazione indetto a maggio a causa dell’azione disciplinare promossa dal Guardasigilli contro i giudici d’appello milanesi che hanno concesso i domiciliari, rafforzati dal braccialetto, al russo Artem Uss, fuggito mesi dopo. Il ministro ha ribadito di aver esercitato una sua prerogativa e ha interpretato pro domo sua dichiarazioni del presidente Sergio Mattarella sul rispetto della separazione dei poteri.
di Giulia Merlo
Il Domani, 12 giugno 2023
“La funzione disciplinare non può essere piegata per orientare i giudici”, dice il segretario dell’Anm, Salvatore Casciaro.
di Raffaele Cantone
La Repubblica, 12 giugno 2023
Eliminarlo indebolirebbe il già difficile contrasto alla corruzione. Si rischierebbe di privare la magistratura di uno strumento di deterrenza contro gli illeciti. Il ministro Nordio, parlando delle riforme sulla giustizia, ha affermato che la materia rientra nelle prerogative del Parlamento e che quest’ultimo deciderà senza farsi più di tanto influenzare dal chiacchiericcio riversato sui media. Il ministro ha ragione; in una democrazia compiuta è il Parlamento che legifera: lo fa prendendo anche scelte politiche chiare e assumendosi le responsabilità di esse.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 12 giugno 2023
Il caso del Presidente della regione Sardegna Christian Solinas e del capo gabinetto della Giunta Grazia Vivarelli. Il reato di abuso d’ufficio è il classico terno al lotto. La stessa condotta, per alcune Procure è penalmente rilevante, per altre invece rientra in quella che è la normale “discrezionalità amministrativa” del dirigente o del politico di turno.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 12 giugno 2023
40 anni fa l’arresto del celebre conduttore. Le colpe dei giudici, della politica e dei media. Il caso Tortora non fu soltanto un gigantesco errore giudiziario ma l’emblema stesso della deriva giustizialista di un Paese, una vergogna collettiva che ha coinvolto la magistratura, il mondo politico, e (quasi) tutto il sistema dell’informazione.
di Aurelio Panetta e Francesca Panetta
Italia Oggi, 12 giugno 2023
In tema di estradizione per l’estero, ove la richiesta sia avanzata dalla Repubblica Popolare cinese, sussiste il rischio concreto, evidenziato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (nel procedimento Liu c. Polonia), di sottoposizione a trattamenti inumani o degradanti, in quanto plurime fonti internazionali, affidabili, dànno atto di sistematiche violazioni dei diritti umani e del tollerato ricorso a forme di tortura, nonché della sostanziale impossibilità, da parte di istituzioni ed organizzazioni indipendenti, di verificare le effettive condizioni dei soggetti ristretti nei centri di detenzione.
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