di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 10 giugno 2023
Tre direttori per 10 istituti penitenziari. C’è un grosso problema riguardante la gestione delle carceri sarde, che si prospetta ancora più complessa durante l’estate. A lanciare l’allarme è Maria Grazia Caligaris, esponente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme”.
di Nicola Munaro
Il Gazzettino, 10 giugno 2023
Da una parte la procura, che ieri pomeriggio ha conferito l’incarico per l’autopsia. Dall’altra il Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che nei prossimi giorni manderà degli ispettori. Due inchieste indipendenti - al momento - che però convergono verso un unico obiettivo: fare luce sugli ultimi minuti di vita di Bassem Degachi, il trentottenne morto suicida in carcere martedì mattina dopo aver ricevuto la notifica di una nuova ordinanza di custodia cautelare. Sul caso la moglie Silvia Padoan ha presentato una denuncia in questura raccontando, in tre ore di deposizione, che prima di impiccarsi, Bassem le aveva telefonato annunciandole la sua decisione. E lei per tre volte aveva chiamato il carcere chiedendo di andare a verificare ma ricevendo rassicurazioni che tutto era tranquillo. Salvo poi essere richiamata dall’ufficio matricola ed essere informata della morte del marito.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 10 giugno 2023
Il Comitato Verità e Giustizia ribadisce le proprie richieste dopo i tragici eventi al Sant’Anna di tre anni fa. “Il sovraffollamento e le condizioni degradanti dei detenuti sono alla base degli scontri avvenuti”. Hanno descritto ciò che era avvenuto all’interno del “casermone”, una struttura esterna al carcere, ma all’interno dell’area del penitenziario. Hanno parlato di “calci, pugni e violenze durate interminabili minuti, quando già erano stati resi inoffensivi, una volta portati fuori dalle mura carcerarie”.
di Pasquale De Luca
napolitoday.it, 10 giugno 2023
Al via in questi giorni la seconda edizione del corso formativo quale tecnico di palcoscenico a favore dei detenuti della Casa Circondariale Giuseppe Salvia. Il Teatro San Carlo di Napoli a favore dell’inclusione sociale. Malgrado il fermento di quest’ultimo periodo scoppiato in una spaccatura tra lavoratori e dirigenza, è riuscita a partire anche quest’anno la nuova edizione del programma formativo per i detenuti della Casa Circondariale Giuseppe Salvia di Napoli.
di Samuele Govoni
La Nuova Ferrara, 10 giugno 2023
Lunedì all’Abbado c’è “Agnusdei”, così i detenuti diventano protagonisti. Czertok: “Quanto lavoro per il teatro in prigione, ho dato la vita per questo progetto”. Lunedì alle 21 sul palco del Teatro Comunale Abbado di Ferrara (corso Martiri della Libertà, 5) andrà in scena “Agnusdei”, spettacolo scritto e diretto da Marco Luciano con la collaborazione alla regia di Horacio Czertok; in scena i detenuti/attori del carcere di Ferrara. Per la prima volta la pièce verrà proposta all’esterno dell’istituto penitenziario e non in un luogo qualunque, bensì sul palcoscenico simbolo della città. Non è la prima volta che i detenuti calcano le tavole dell’Abbado e, anche se ormai è una felice consuetudine, quello che accade è comunque sempre un piccolo miracolo.
di Cristina Benenati
La Stampa, 10 giugno 2023
“È stato un anno difficile, i ragazzi sono senza bussola, sempre più aggressivi e insofferenti. Gli studenti sono fragili e tendono a non aprirsi con lo psicologo scolastico. È un momento delicatissimo, bisogna ripristinare il dialogo a casa e tra le famiglie e noi insegnanti”.
di Francesca Basso
Corriere della Sera, 10 giugno 2023
Solidarietà obbligatoria e rimpatri nei Paesi “di transito”. Polonia e Ungheria votano contro. Piantedosi: “L’Italia ha avuto una posizione di grande responsabilità”. Sono passate le sei di sera quando arriva la “minaccia” della ministra per le Migrazioni svedese, Maria Malmer Stenergard: “Sono ancora dell’opinione che siamo molto vicini: ho tutta la notte”. Due ore e mezza dopo è arrivata l’intesa con voto a maggioranza qualificata: contrarie Polonia e Ungheria, astenute Malta, Lituania, Slovacchia e Bulgaria. Stoccolma ha la presidenza di turno dell’Ue e dunque era l’arbitro nel negoziato sui due principali regolamenti del nuovo Patto per la migrazione e l’asilo su cui ieri ha trovato l’accordo il Consiglio Affari interni a Lussemburgo. Una “decisione storica”, come l’ha definita la commissaria Ue agli Affari interni Ylva Johansson. Sia chiaro, si tratta della posizione negoziale del Consiglio che poi dovrà trattare con il Parlamento Ue, ma sono sette anni che gli Stati membri discutono senza trovare un’intesa.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 10 giugno 2023
La soddisfazione ostentata da Meloni e Piantedosi per gli obiettivi centrati al Consiglio europeo non corrisponde ai fatti. Con tutti i grattacapi che le sta dando il Pnrr può sembrare strano che l’attivismo, anzi l’iperattivismo, della premier si concentri sul fronte immigrazione. Ma strano non è e non è neppure il vizio antico di trasformare in emergenza ciò che emergenza non è a puro uso della propaganda. C’è anche questo, ovvio, ma stavolta la presidente è preoccupata davvero e ne ha tutte le ragioni. La propaganda facile sull’immigrazione è un’arma a doppio taglio. Se dopo aver strillato e minacciato ci si trova alle prese con un esodo biblico la ricaduta molto negativa in termini di credibilità e consensi è inevitabile. Anche se gli sbarchi sono drasticamente aumentati negli ultimi mesi quell’esodo biblico ancora non c’è. Però è dietro l’angolo e Giorgia Meloni lo sa perfettamente. La frenesia diplomatica di questi giorni è giustificata e comprensibile.
di Filippo Miraglia
Il Manifesto, 10 giugno 2023
L’accordo nel Consiglio europeo. Nel gioco delle parti al quale abbiamo assistito per l’ennesima volta in un summit europeo sull’immigrazione, gli unici due Paesi che hanno votato contro, presentandosi come i cattivi, hanno portato a casa il risultato che volevano: un impegno unitario per cancellare il principio cardine del diritto d’asilo, il principio di non respingimento, e un investimento prioritario sull’esternalizzazione delle frontiere, ossia sull’impedire alle persone di arrivare in Europa, costi quel che costi.
di Rocco Vazzana
Il Dubbio, 10 giugno 2023
Per il giurista Fulvio Vassallo Paleologo il trattato di Dublino non è neanche sfiorato. “Il criterio cardine di Dublino che finora ha penalizzato l’Italia non viene toccato: la responsabilità piena e totale del Paese di primo ingresso dei migranti”. Fulvio Vassallo Paleologo, avvocato e giurista esperto di diritto d’asilo, prova ad analizzare l’accordo sui migranti, raggiunto l’ 8 giugno dal Consiglio degli affari interni Ue, senza le lenti della propaganda. E ciò che resta, sotto un consistente strato di dichiarazioni roboanti e qualche ritocco furbino, sono le criticità che già esponevano il nostro Paese alla solitudine davanti al fenomeno migratorio. Gli egoismi europei, provenienti soprattutto dagli alleati “orientali” di Giorgia Meloni, non sono stati accantonati.
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