di Enrico Sbriglia*
L’Opinione, 9 febbraio 2023
È di ieri il messaggio giuntomi da una persona a me cara, un Rabbino che conosco da tantissimi anni e che ho sempre apprezzato per il modo lucido e razionale con il quale affronta le problematiche sociali che attanagliano i nostri tempi. Il saggio uomo mi ha invitato ad esprimere la mia opinione sulle discussioni, che indicava come un po’ surreali, che in questi giorni si sono moltiplicate sul caso del detenuto Alfredo Cospito, sul 41 bis e sui temi securitari afferenti il mondo penitenziario, trovando vasta eco anche all’estero.
di Umberto Baccolo
L’Identità, 9 febbraio 2023
In concreto l’applicazione del 41bis si è trasformata in qualcosa di diverso. Feltri ha brillantemente definito “raffinata forma di tortura”. Il vero problema, però, è la sua incostituzionalità: non si può convincere le persone a confessare torturandole.
di Maria Concetta Tringali
micromega.net, 9 febbraio 2023
A partire dai casi Messina Denaro e Cospito le considerazioni del magistrato Sebastiano Ardita. La cattura di Matteo Messina Denaro, arrivata dopo una latitanza durata trent’anni, e lo sciopero della fame di Alfredo Cospito contro il 41-bis animano il dibattito nel paese, da settimane. Messa a tacere la questione dell’ergastolo ostativo a dicembre con la legge sulle misure in materia di divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti dei detenuti che non collaborano con la giustizia, al centro rimane il tema caldissimo del regime penitenziario speciale.
di Francesco Bercic
Il Foglio, 9 febbraio 2023
La relazione del procuratore Melillo raccomanda al governo di rivalutare il caso dell’anarchico detenuto in regime di carcere duro. Il ministero della Giustizia può ancora intervenire prima che si esprima la Cassazione il prossimo 24 febbraio.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 9 febbraio 2023
Il 12 scade il termine per il ministro per scegliere sul 41 bis all’anarchico. La via d’uscita della Superprocura: si potrebbe tornare all’Alta sicurezza. Il caso Alfredo Cospito è sempre lì, impossibile da aggirare per il governo. Non tanto perché ci sono diverse università in ebollizione - ieri sono state occupate l’Orientale di Napoli e la Statale di Milano - ma perché lo sciopero della fame dell’anarchico contro il 41 bis nelle carceri va avanti ad oltranza. Sono quasi 110 giorni di digiuno, aggravati nell’ultima settimana, da quando Cospito non assume più integratori, e va avanti solo ad acqua e zucchero.
di Guido Salvini*
Il Foglio, 9 febbraio 2023
Spezzare i circoli viziosi spostando l’anarchico in un altro regime carcerario ad alta sicurezza: l’AS2. L’analisi del magistrato della procura di Milano. Per trovare una via d’uscita ragionevole dal caso di Alfredo Cospito, che riempie da settimane lo spazio sui giornali e ha causato uno scontro politico ai livelli più alti, una via d’uscita senza danni innanzitutto per la sua vita e nello stesso tempo per la credibilità delle istituzioni e della giustizia, bisogna innanzitutto comprendere il mondo di cui fa parte e che si muove intorno a lui, non solo in Italia.
di Filoreto D’Agostino
Il Fatto Quotidiano, 9 febbraio 2023
Il caso Cospito è segnato sia da attentati e proteste dei fiancheggiatori sia dal dibattito sul 41-bis, evolutosi in Parlamento, sul modello teatrale, con toni degni delle opere di Harold Pinter e Yasmina Reza, nelle quali si passa da relazioni apparentemente tranquille ad aspre contese. Lo scontro deriva dal pellegrinaggio sardo del 12 gennaio (sei giorni dopo quello dei re magi) di quattro parlamentari democratici non per onorare Sant’Efisio, ma per incontrare Cospito.
di Errico Novi
Il Dubbio, 9 febbraio 2023
L’azzurro Pittalis: “A breve la nostra proposta per eliminare gli arresti basati sulla reiterazione, bene l’ipotesi del viceministro di FdI”. E si muove pure Costa. “Garantisti al massimo finché la persona è sotto processo, rigorosi al massimo nella certezza della pena”: pochi sanno tradurre in forma concreta la controversa massima di Fratelli d’Italia.
di Gianfranco Ragona
Il Manifesto, 9 febbraio 2023
In questi giorni la comunicazione e la politica si sono lanciate sul “caso Cospito” con una enorme foga, pari soltanto alla generale approssimazione. Si dimentica che al centro di tutto c’è la vita di un essere umano, un anarchico, cui è stato applicato il 41 bis in maniera molto discutibile, se si guarda ai fatti noti.
di Francesco Marone*
Il Domani, 9 febbraio 2023
La minaccia mai davvero sopita dell’anarco-insurrezionalismo si muove con una strategia decentralizzata. La descrizione del network “informale” senza coordinamento potrebbe non corrispondere alla realtà dei fatti. Prima che Cospito finisse al centro del dibattito, molte “azioni dirette” erano già state compiute “in solidarietà rivoluzionaria con i compagni imprigionati”.
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