La Nazione, 24 luglio 2022
Un torneo per i detenuti organizzato dall’Ansmes: “così si può tornare a vivere”. Liberi dentro, tra sport e aria aperta. È cominciato così il primo Torneo dell’Amicizia di calcio a 5, riservato ai detenuti del carcere di Don Bosco di Pisa. Organizzato dal Comitato provinciale dell’Ansmes (Associazione Nazionale Stelle Palme e Collari d’Oro al Merito del Con e del Cip), presieduto da Michele D’Alascio, il comitato è impegnato da oltre un anno in attività sportive all’interno della casa circondariale pisana.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 24 luglio 2022
Un pensiero scabroso che può diventare un orizzonte tangibile. Giuristi e costituzionalisti provano a immaginare un mondo senza più prigioni. Non è una provocazione, non è un’utopia, non è il sogno di un criminale incallito. ‘Abolire il carcere’ nelle intenzioni degli autori Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone e Federico Resta per Chiarelettere, è un libro sul perché e sul come. Perché si debba osare un pensiero così scabroso e come si possa farlo diventare realtà.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 24 luglio 2022
La campagna elettorale rischia di svolgersi, complice la fretta e il periodo estivo, sotto una campana di vetro. Con molta fantasia e una vacanza dai problemi reali del Paese.
di Stefano Iannaccone
Il Domani, 24 luglio 2022
Zero risultati dopo cinque anni di polemiche e promesse: niente ddl Zan sull’omotransfobia, niente legge sullo ius scholae, niente suicidio assistito. Con le elezioni si blocca tutto e, visti i sondaggi, non ripartirà mai.
di Duccio Facchini
altreconomia.it, 24 luglio 2022
A metà marzo 2022 la ministra Lamorgese ha firmato un decreto che dichiara “inaccessibili” gli atti relativi alla “gestione delle frontiere e dell’immigrazione”, inclusa la cooperazione con Frontex. Gli effetti, cioè i dinieghi agli accessi civici, si vedono. “Si vanifica un diritto dei cittadini”, denuncia l’avvocata Giulia Crescini di Asgi.
di Simone Alliva
L’Espresso, 24 luglio 2022
Nello stesso Paese che applaude Paola Egonu, le forze dell’ordine fermano il calciatore del Milan solo perché nero. L’identificazione etnica è un problema ma non lo raccontiamo. “Rappresentare la comunità in maniera diversa, è l’unico modo per rompere i pregiudizi che alimentano il razzismo”.
di Nona Mikhelidz*
La Stampa, 24 luglio 2022
La chiesa ortodossa russa è l’alleata più vicina a Putin nell’invasione dell’Ucraina. Soldati benedetti e identità, così il patriarca crea le giustificazioni morali alle bombe.
di Matteo Garavoglia
Il Manifesto, 24 luglio 2022
Tre manifestazioni in due giorni contro le due tornate elettorali che da domani ratificheranno l’avvento del regime ultra presidenziale di Kais Saied. Tre manifestazioni in due giorni, mille persone in totale e la netta sensazione che non serva aspettare la giornata di domani per vedere compiuti i piani del presidente della Repubblica Kais Saied: l’accaparramento totale dei poteri in Tunisia.
di Fabrizio Floris
Il Manifesto, 24 luglio 2022
Dove quei carichi di cereali erano più attesi. Si intrecciano più cause e più livelli di responsabilità, politici e speculativi. Ben prima della guerra in Ucraina, la fame colpiva a fondo in Etiopia. “In un Paese dove la stampa è libera non c’è la carestia” affermava Amartya Sen. Il premio Nobel per l’economia in un meticoloso lavoro di ricerca ha dimostrato che un Paese con “un regime democratico e una stampa relativamente libera non ha mai sofferto una carestia”. Quindi com’è possibile che la regione nord dell’Etiopia sia affetta da una gravissima crisi alimentare? Com’è possibile che delle 750 mila persone che il Programma Alimentare Mondiale (PAM) ritiene che siano prossime a rischiare la vita per fame (o in conseguenza di fame) ben 400 mila si trovino nella regione etiope del Tigray? E poi, al di là degli aiuti internazionali, un Paese di oltre 100 milioni di abitanti, com’è possibile che non sia in grado di soccorrerne 400 mila?
di Giuliano Battiston
L’Espresso, 24 luglio 2022
Gli islamisti rivendicano il consenso del popolo e la presa di Kabul contro il caos. Soffocano il dissenso con il sangue e la paura. E istituiscono un’apartheid di genere chiudendo le scuole e impedendo a donne e ragazze di studiare o farsi vedere.
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