di Francesco Anfossi
Famiglia Cristiana, 8 maggio 2014
Non si può dire che il tema del sovraffollamento disumano delle carceri in Italia stia a cuore al Governo Renzi: alle primarie, del resto, il futuro premier aveva detto di essere contrario all'indulto o all'amnistia. Nonostante i due messaggi alle Camere di Napolitano, i numerosi appelli del Papa, la telefonata di Francesco a Pannella, che continua a digiunare per questa causa, Renzi insiste a non farne alcun cenno nelle numerose interviste (né a dire il vero i suoi intervistatori si sognano di fargli domande sull'argomento).
Ansa, 13 ottobre 2013
Una nigeriana detenuta dal 2009 nel carcere femminile genovese di Pontedecimo è in gravidanza da tre mesi. La notizia è rivelata dal Corriere Mercantile. La donna, che sta scontando una pena per reati legati al mondo della prostituzione è sposata, ma da quando è reclusa non ha mai goduto di permessi che le abbiano dato la possibilità o di uscire dal carcere o di avere incontri privati con il marito che ha sempre e solo incontrato nella sala colloqui del carcere sotto la sorveglianza degli agenti penitenziari.
Nei giorni scorsi la donna ha rifiutato l’incontro con il marito. La notizia choc ha fatto subito scattare una indagine. le attenzioni si concentrano sugli operatori che lavorano nelle celle o negli spazi di socializzazione e sugli agenti. L’indagine, qualora la gravidanza fosse da attribuire ad un agente, dovrà anche appurare se il rapporto sessuale sia stato consenziente o se la donna sia stata costretta per avere benefici all’interno dell’istituto.
La vicenda fa riemergere il caso dell’ex direttore del carcere di Pontedecimo, Giuseppe Comparone, condannato a 30 mesi per concussione e violenza sessuale per aver concesso benefici e permessi in cambio di favori sessuali a una detenuta marocchina, reato aggravato dall’abuso di autorità La nigeriana incinta sarebbe un teste che permise di incastrate l’ex dirigente dell’istituto.











