di Giuliano Foschini
La Repubblica, 6 dicembre 2022
Un rapporto dell’Ong Safeguard Defenders rivela che nel mondo ci sarebbero cento posti di polizia segreti per controllare cinesi. “Facciamo solo lavoro burocratico: passaporti e patenti” dicono da Pechino. Ma il sospetto è che cerchino, per arrestarli, i dissidenti scappati all’estero.
di Sara Creta
Il Domani, 6 dicembre 2022
Un nuovo video, ottenuto in esclusiva da Domani in collaborazione con Lighthouse Reports, mostra un giovane siriano ferito dai colpi di un’arma da fuoco dopo essere stato respinto al confine bulgaro-turco. Secondo l’analisi del collettivo Lighthouse Reports - in collaborazione con Domani, Sky News, The Times, Le Monde, ARD, RFE e SRF - il giovane rifugiato siriano si trovava al confine europeo, in un’area controllata dalle forze di sicurezza bulgare.
di Farian Sabahi
Il Manifesto, 6 dicembre 2022
Le dichiarazioni del capo della magistratura testimoniano solo la spaccatura nel Paese. Ma la rivolta non accenna a fermarsi. Serrande chiuse da ieri per i bottegai delle città iraniane, in solidarietà con le proteste, o forse spaventati per i possibili danni durante lo sciopero generale di tre giorni che culminerà il 7 dicembre. In coincidenza con la giornata dedicata agli studenti universitari, un raduno è stato organizzato in piazza Azadì, la piazza della libertà, nella capitale Teheran. Come in passato, dopo lo sciopero si prevede una continuazione delle proteste. I manifestanti non hanno intenzione di fermarsi, perché altrimenti sarebbe vano il sacrificio di almeno 470 persone uccise nella repressione, tra cui 64 minorenni. E a nulla serve la notizia, non confermata dal ministero degli Interni di Teheran, dell’”abolizione” della polizia morale. A comunicarlo era stato il capo della magistratura, che non è però il soggetto preposto alla buoncostume e in ogni caso si era limitato a comunicare che le funzioni della polizia morale erano state “sospese”.
di Mario Iannucci*
quotidianosanita.it, 5 dicembre 2022
Apprendo oggi, da Ristretti Orizzonti, che Antonio Gelardi, Direttore della Casa Circondariale di Piazza Armerina, è andato in pensione per limiti di età. La circostanza mi fa piacere e, insieme, mi dispiace. Mi fa piacere perché spero che Antonio Gelardi, da pensionato, possa trovare ancora più tempo e più energie per quel carcere al quale ha dedicato tanta parte della sua vita professionale e della sua pacata riflessione. Mi dispiace perché, poiché il carcere continua a essere una istituzione verticistica, uno degli istituti di pena italiani perde un vertice che aveva senz’altro una luce, anzi una bella luce.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 dicembre 2022
Dal Guardasigilli la rassicurazione che il rinvio di due mesi della riforma penale non cambierà il calendario degli accordi presi per garantire gli accordi del Piano. Le modifiche, contenute nel decreto sui rave party, e già depositate al Senato, saranno approvate definitivamente a fine dicembre.
di Paolo Comi
Il Riformista, 5 dicembre 2022
Le misure di prevenzione sono ‘contro’ la Costituzione. Parola di Giuliano Amato, presidente emerito della Consulta. La presentazione romana questa settimana dell’ultimo libro del direttore Alessandro Barbano dal titolo “L’inganno. Antimafia, usi e soprusi dei professionisti del bene”, edito da Marsilio, è stata l’occasione per fare il punto sull’istituto quanto mai controverso delle misure di prevenzione. Amato ha ricordato di quando era un giovane giurista negli anni Sessanta e, in compagnia di Leopoldo Elia e Augusto Barbera, sollevò per la prima volta il tema della compatibilità delle misure di prevenzione con il dettato costituzionale.
di Davide Varì
Il Dubbio, 5 dicembre 2022
Il titolare del Viminale parla anche dei flussi migratori: “I nuovi ingressi di migranti regolari avverranno tenendo in considerazione i percettori del reddito di cittadinanza”.
di Maurizio Assalto
linkiesta.it, 5 dicembre 2022
Chi è a favore di una giustizia penale spiccia e sommaria viene definito giustizialista. Il termine è stato importato dal justicialismo argentino che però è tutt’altra cosa.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 5 dicembre 2022
Il Palagiustizia di Torino accoglierà l’ultima udienza del processo per le bombe di Fossano. Allerta alta dopo la molotov contro Susanna Schlein. I due imputati rischiano l’ergastolo. Appariranno in video collegamento. Alfredo Cospito dal carcere di Sassari dove è recluso nel regime del 41 bis, Anna Beniamino da quello di Rebibbia. Entrambi con i segni evidenti dello sciopero della fame che stanno portando avanti da più di un mese per contestare il regime di carcere duro cui è sottoposto l’uomo. E renderanno spontanee dichiarazioni, nel tentativo di non essere condannati all’ergastolo.
di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 5 dicembre 2022
La controversa vicenda di Luigi Di Lonardo, 47 anni. I familiari: “Lo Stato italiano non gli ha dato la possibilità di curarsi”. Quando venne trasferito dal carcere di Verbania a quello di Torino le sue condizioni di salute erano critiche. Stava male, ma al Lorusso e Cutugno decisero di trattenerlo in infermeria invece di accompagnarlo in ospedale. Il giorno dopo, alle 17, è morto: era il 13 febbraio 2017. Il detenuto si chiamava Luigi Di Lonardo, aveva 47 anni e per oltre cinque anni la sua vicenda è stata al centro di un controverso fascicolo giudiziario rimbalzato da Torino a Verbania e poi di nuovo a Torino, con reclami e istanze degli avvocati e consulenze tecniche dei medici. Pochi giorni fa è stato scritto quello che in apparenza è il capitolo finale di questa storia: il gip ha archiviato le accuse di omicidio colposo rivolte a 15 indagati. Ma ora i legali Chiara Luciani e Niccolò Bussolati, che assistono la famiglia della vittima, hanno deciso di fare ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
- Bergamo. Dalla “Capitale del volontariato” un messaggio alla Ue: investire su di noi
- Milano. “In carcere si può lavorare e studiare e i volontari sono preziosi”
- Roma. “Non tutti sanno che”, la voce dei detenuti per costruire un ponte con il mondo di fuori
- Forlì. Liceo Monti di Cesena, in 48 al laboratorio di teatro coi carcerati
- Bari. Il teatrino delle meraviglie in scena con i detenuti attori del progetto Sala Prove









