di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 5 dicembre 2022
Gli imputati rischiano fino a vent’anni. Ma a Trapani non si sa come tradurre le udienze. Darius Beigui è incredulo. Per la terza volta in tre mesi è volato dalla Germania fino a Trapani per potersi difendere nel processo in cui rischia vent’anni di carcere per associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per la terza volta non ci è riuscito. Parla tedesco e non conosce l’italiano e, per incredibile che sembri, a Trapani né la polizia né la Procura sono in grado di portare in aula un interprete. È ridicolo - sbotta - La stessa Procura che si è coordinata con successo con cinque diverse agenzie di polizia, comprese le unità antimafia e i servizi di intelligence, per fermare una nave di soccorso, ha ripetutamente fallito nel garantire il diritto fondamentale ad un processo equo. Mi sembra che non vogliano nemmeno sapere cosa ho da dire”.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 5 dicembre 2022
Da oltre due mesi una formidabile ondata di contestazione sta scuotendo le fondamenta della repubblica sciita: un clima bollente che ricorda la rivoluzione del 1979. Sono giovani di ogni classe sociale che chiedono più libertà, di movimento, di pensiero, di abbigliamento ricevendo in cambio solamente una repressione feroce.
di Gabriella Colarusso, Paolo Mastrolilli
La Repubblica, 5 dicembre 2022
Il procuratore generale Montazeri annuncia la creazione di una commissione per riesaminare la questione del velo. Poi accenna alla sparizione dalle strade degli agenti che vigilano sull’abbigliamento femminile. Perplessità degli Usa.
di Andrea Nicastro
Corriere della Sera, 5 dicembre 2022
Dai tempi del fondatore Ayatollah Khomeini, la Gasht Ershad ha avuto nomi e violenze diverse, ma non è mai sparita. Tutto nasce dall’hisbah, concetto del Corano, che invita ad apprezzare ciò che è giusto e disprezzare ciò che è sbagliato per rendere migliore se stessi e quel che ci circonda. In nome dell’hisbah si può portare la pace nel mondo, aiutare i poveri, non rubare, non tradire come in ogni religione oppure ossessionarsi con i vestiti delle donne. Nell’Afghanistan talebano c’era (ed è tornato) un ministero per “la promozione della virtù e la repressione del vizio”: ha fruste e pietre per punire gli adulteri o le donne che col “sensuale” rumore dei loro tacchi turbano gli uomini. In Arabia Saudita e Palestina si accontentano di comitati. Nei secoli, l’hisbah ha giustificato altre persecuzioni (vino o strumenti musicali, ad esempio), ma oggi gira tutto attorno al sesso.
La Repubblica, 5 dicembre 2022
In alcune aree delle due principali città del Paese le bande hanno incendiato autobus e ucciso conducenti che non pagavano la loro “tassa di guerra”, spingendo aziende e persone a cedere per paura alle estorsioni. Stretta anche in Salvador.
di Franco Corleone
L’Espresso, 4 dicembre 2022
Il sistema carcerario è incompatibile con la rieducazione, perché troppo brutale. Le sue strutture edilizie e le condizioni inumane sono al limite della tolleranza, sono una vergogna della nostra pretesa giuridica”.
agenparl.it, 4 dicembre 2022
L’intervento rientra nel più ampio incremento delle piante organiche della magistratura ordinaria, complessivamente di 82 unità. Previste 21 unità negli Uffici di Sorveglianza.
Gazzetta del Mezzogiorno, 4 dicembre 2022
“La proposta del governo? Va oltre le appartenenze”. “C’è un piano carceri che sta per essere varato che non riguarda soltanto il tema della costruzione di nuovi carceri ma la ridistribuzione all’interno dell’esistente. Si chiama architettura penitenziaria”. Lo ha detto a Taranto il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, a margine delle “Giornate della Formazione” organizzate dall’Ordine provinciale degli Avvocati di Taranto.
di Igor Traboni
L’Osservatore Romano, 4 dicembre 2022
Da un secolo esatto i volontari di Sesta Opera San Fedele di Milano portano misericordia nelle carceri: “Ero carcerato e siete venuti a trovarmi… è fondamentale per noi, è quello che ci muove” afferma subito il presidente Dario Chiaretti.
di Lucia De Ioanna
La Repubblica, 4 dicembre 2022
In occasione del Natale, un invito a condividere un filo narrativo di resistenza. Antonella Cortese: “La risposta al nostro appello è stata una mobilitazione sociale che non avremmo mai immaginato”.
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