di Paola Pioppi
Il Giorno, 30 giugno 2022
Si è impiccato in cella, ieri mattina, mettendo fine alla sua vita e a tre mesi tormentatissimi che lo avevano condotto in carcere. La vittima è un uomo di 38 anni di Cantù, che era finito al Bassone a fine aprile con l’accusa di tentato omicidio. Caratterialmente problematico, pare avesse dimostrato una evidente pericolosità sociale e aggressività, sfociata nel gesto estremo che ha messo fine alla sua esistenza. Nessuno si è accorto e ha fatto in tempo a intervenire ieri mattina, quando il trentottenne ha deciso di compiere quel gesto, scoperto dai compagni di sezione e dalla polizia penitenziaria quando ormai non c’era più niente da fare.
tusciatimes.eu, 30 giugno 2022
Comunicato dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria. “Nella serata di ieri invano è stato il tentativo di rianimare un detenuto italiano, che ha deciso attraverso impiccagione il suicidio. Dispiace del tragico fatto, non ci è dato sapere le motivazioni e le sue condizioni psicologiche che lo hanno portato a questo gesto estremo.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 30 giugno 2022
Dopo la denuncia del cappellano del carcere. La direttrice: “I problemi? Sì, ma siamo al lavoro”. Ottanta ventilatori in arrivo a Sollicciano per dare sollievo ai detenuti e agli agenti penitenziari che stanno affrontando il caldo torrido all’interno del carcere fiorentino.
Corriere di Verona, 30 giugno 2022
Cinquant’anni. Tutto cominciava nell’estate del 1972 in via Rigaste San Zeno. Lì, nelle sette stanze della soffitta di un edificio di proprietà dei Salesiani, don Sergio Pighi prendeva ad accogliere i giovani senza dimora della città. Nasceva così la “Comunità dei Giovani”. Quella comunità che domani sera alle 20.30 organizza un momento di riflessione in via Rigaste e domenica - alle 9.30, nella chiesa di Albarè a Costermano, in Località Villa - celebra una messa “in ricordo di don Sergio e di tutti i volontari saliti in cielo”.
di Tino Nicolosi
Il Mio Cavallo, 30 giugno 2022
Un progetto ambizioso voluto da Engea nel carcere di Como per formare figure professionali che abbiano vere possibilità di inserimento nel lavoro una volta scontata la pena. Il sistema penitenziario nazionale da molti anni si occupa del reinserimento dei detenuti nel mondo lavorativo e quindi nel tessuto sociale. Scontata la pena, molti cittadini italiani (e non più etichettabili come detenuti) hanno difficoltà a rientrare nell’ambiente lavorativo.
di Marianna Vazzana
Il Giorno, 30 giugno 2022
Spettacolo a Opera per il Municipio 5. Lavori socialmente utili e concerto con i violini prodotti in carcere. “Il dramma della caverna”. È il titolo della rappresentazione teatrale messa in scena ieri dai detenuti di alta sicurezza del carcere di Opera davanti a una platea composta dai consiglieri di Municipio 5, che per la prima volta nella storia hanno organizzato un consiglio all’interno dell’istituto penitenziario (“con ingresso affacciato sul nostro territorio”, fa sapere il presidente Natale Carapellese”), gli agenti e tutto lo staff che ogni giorno si occupa di questa macchina gigantesca, “che deve funzionare nell’ottica di dare un’opportunità a 1.400 detenuti”, spiega il direttore Silvio Di Gregorio. “Le persone rimangono da noi per 10, 15 anni in media. Un periodo lungo. Quindi il sostegno deve essere totale: il detenuto viene accolto e guidato in un percorso che è prima di tutto introspettivo, per arrivare a un cambiamento reale”. Ha apprezzato lo spettacolo, attraverso il quale i reclusi “hanno mostrato le dinamiche del carcere di aver compreso la differenza tra chronos, il tempo che si misura, e kairos, quello di qualità, del fare”. Quanto alla presenza del Municipio 5: “È stata preziosa. Ci aiuterà a trasformare ancora di più il carcere in un’opportunità, visto che grazie a questa collaborazione alcuni detenuti svolgeranno lavori socialmente utili sul territorio, in un’ottica di riparazione del danno”.
di Massimiliano Boschi
altoadigeinnovazione.it, 30 giugno 2022
La stragrande maggioranza dei cittadini italiani non ha idea di che cosa sia un carcere, eppure viene evocato a gran voce come soluzione rapida e definitiva di numerose questioni al grido di “In galera e buttate la chiave!”
Corriere di Bologna, 30 giugno 2022
Quattro atti per quattro chiese. È “La scandalosa gratuità del perdono”, spettacolo itinerante scritto e diretto da Paolo Billi che vede in scena il 4 luglio per la prima volta tutti i protagonisti con cui il regista bolognese lavora da oltre vent’anni: i ragazzi dell’Istituto Penale minorile di Bologna, quelli in carico all’Ufficio Servizio Sociale Minorenni e le detenute della Casa Circondariale di Bologna riunite nella Compagnia delle Sibilline, a cui si aggiunge un gruppo di cittadini. Il testo si ispira alla parabola del Figliol prodigo e “il perdono - spiega Billi - non è concesso perché richiesto, ma è un atto gratuito, per questo è scandaloso”. In collaborazione con la Curia di Bologna si parte dalla Basilica di San Francesco, poi la seconda stazione alla Basilica di Santo Stefano, prosegue alla Chiesa dei Santi Bartolomeo e Gaetano e si conclude a Santa Maria della Vita (Ore 20. Replica ore 21. Info 333/1739550. Gratuito, prenotazioni su Eventbrite.it). “Questa iniziativa rappresenta una speranza su cui fondare i processi rieducativi” commenta la presidente del Tribunale per i Minorenni di Bologna, Gabriella Tomai.
rovigo.news, 30 giugno 2022
“Il carcere in piazza”. Due serate, venerdì 1 luglio in piazza Annonaria alle 21 e sabato 2 luglio in piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo alle 21, dedicate alla condizione carceraria organizzate dall’Associazione Voci per la Libertà.
di Carlo Lania
Il Manifesto, 30 giugno 2022
Lega e FdI attaccano i ddl. Salvini: “La sinistra vuol far saltare il governo”. Divisi sul territorio, Lega e Fratelli d’Italia si ricompattano alla Camera pur di fermare la riforma della cittadinanza e il disegno di legge sulla cannabis. I due provvedimenti sono arrivati ieri nell’aula di Montecitorio dopo il via libera delle commissioni e hanno avuto l’effetto di accendere subito lo scontro. Al punto che Matteo Salvini non si risparmia e arriva a parlare di “volgare provocazione che mette a rischio la maggioranza”, mentre Giorgia Meloni chiede che entrambi i ddl vengano cancellati dal calendario dei lavori.
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