di Armando Spataro
La Repubblica, 3 giugno 2022
L’istituto del referendum è da salvaguardare ma ciò non può impedire di denunciare le spinte populiste che talvolta danno origine ai quesiti che si sottopongono ai cittadini: ciò vale per quelli su cui si voterà il 12 giugno, caratterizzati da un’ansia punitiva nei confronti della magistratura, presentata come un’associazione criminale, e del Csm che ne costituirebbe una sorta di “cupola”. Bisogna dunque impegnarsi per il “NO” anche in questo caso, cercando di portare allo scoperto ciò che, anche per la incomprensibilità dei quesiti, costituisce il “nascosto” ed il “non detto.
di Filippo Facci
Libero, 3 giugno 2022
Terza puntata della mini-guida ai referendum sulla giustizia, utile anche per via dell’incomprensibilità dei cinque testi che andrete a votare il 12 giugno. Il referendum che analizziamo oggi, peraltro, è il più complicato da leggere in assoluto: da solo consta in 7.300 battute (una pagina di Libero) e alla fine non si capisce assolutamente di che cosa abbia parlato: se di “separazione delle carriere” dei magistrati, se di “separazione delle funzioni” dei medesimi, oppure se si tratti di votare un loro “divieto di passare dalla funzione requirente alla funzione giudicante” ossia di poter passare liberamente dalla funzione di pubblico ministero (che rappresenta solo la parte dell’accusa, contrapposto alla parte della difesa assunta da un avvocato) alla funzione di giudice, che dovrebbe essere “terzo” (ed equanime) nel giudicare tra le due parti. Nel testo del referendum (tanto non lo leggerete mai) sappiate che ci sono indicazioni di norme contenute in cinque leggi diverse, peraltro da abrogare parzialmente.
di Simona Musco
Il Dubbio, 3 giugno 2022
“Questi referendum appaiono una sorta di vendetta della politica contro la magistratura. Su una cosa, però, mi trovo d’accordo: tutto l’assetto giudiziario ha bisogno di una ristrutturazione”. L’ex presidente della Camera ed ex magistrato Luciano Violante è convinto che le soluzioni ai problemi del sistema giudiziario non stiano nel fondo dell’urna del 12 giugno. Ma non si sottrarrà al voto, anzi: nonostante il suo scetticismo sulla campagna referendaria, è convinto a votare sì al quesito che prevede l’abrogazione della legge Severino. “Certe responsabilità - spiega al Dubbio - spettano ai partiti. Non possiamo affidare alla magistratura compiti che non le competono”.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 3 giugno 2022
L’obiettivo del referendum sulla valutazione dei magistrati (scheda grigia) è di realizzare una piena partecipazione, estendendola al diritto di voto, dei membri “laici” del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei Consigli giudiziari. Si chiede dunque di abrogare le norme che limitano il ruolo di avvocati e docenti universitari, inseriti negli organismi locali che esprimono pareri sulla professionalità di giudici e pubblici ministeri, equiparandoli ai componenti togati.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 3 giugno 2022
Giandomenico Caiazza, presidente dei penalisti italiani: togliere autoreferenzialità ai magistrati che, ora per un motivo ora per un altro, non accettano valutazioni esterne. Domenica 12 giugno si potrà votare, insieme alle Amministrative, sì o no su cinque referendum centrati sulla giustizia. A promuoverli sono stati il Partito radicale e la Lega. Il via libera della Cassazione è arrivato il 29 ottobre scorso, quello della Corte costituzionale il 15 febbraio. I quesiti riguardano se abrogare parte della legge Severino; se abolire la raccolta delle firme per presentare la candidatura al Csm; se ridurre i reati per cui è previsto il carcere; se separare le carriere dei magistrati; se consentire ai non togati di valutare i magistrati. Questa è la prima di una serie di puntate per spiegare i quesiti e le diverse posizioni
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 giugno 2022
Dai referendum alla riforma di mediazione Cartabia, passando per le prossime elezioni del Csm: dialogo con Stefano Musolino, segretario di Magistratura democratica.
di Osservatorio carcere e territorio di Milano
affaritaliani.it, 3 giugno 2022
Il problema: le lunghe liste di attesa per i detenuti con disturbi mentali prima di ricevere le cure specialistiche. C’è preoccupazione per i ripetuti suicidi, a distanza di pochi giorni, da parte dei detenuti del carcere milanese di San Vittore. Due giovani detenuti presso il settimo reparto della Casa Circondariale ‘Francesco De Cataldo’ San Vittore di Milano si sono tolti la vita a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, lo rende noto l’Osservatorio carcere e territorio di Milano.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 3 giugno 2022
Stavolta è ammesso tutto, pure le lacrime di coccodrillo, ma la finta meraviglia almeno no. Perché G.T., il 21enne detenuto uccisosi con inalazioni di gas nel carcere milanese di San Vittore, dove in una settimana anche il detenuto di 24 anni A.E.M. si era tolto la vita, non soltanto aveva già tentato 15 giorni fa il suicidio, ma soprattutto non sarebbe proprio dovuto stare in carcere. E questo perché la diagnosi delle sue condizioni mentali lo aveva destinato a una delle “Rems-Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza”, subentrate nel 2014 alla sacrosanta chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e però zavorrate da una lista d’attesa - dieci mesi la media - di persone “non imputabili” (e perciò poi non giudicabili nei processi per reati commessi in “incapacità di intendere e volere”), ma al contempo “socialmente pericolose” a motivo dei propri disturbi.
di Francesca Galici
Il Giornale, 3 giugno 2022
La procura di Milano ha modificato le disposizioni per le forze dell’ordine, che potranno procedere all’esecuzione degli ordini di carcerazione anche in presenza di casi da art 146 c.p.
di Cristina Calzecchi Onesti
La Discussione, 3 giugno 2022
Rendere la pena “una palestra di coscienza e di responsabilità”. Con questa richiesta, per la prima volta in Senato, detenuti ed ex detenuti del Gruppo della Trasgressione provenienti dalle case di reclusione di Opera-Bollate hanno parlato delle loro esperienze nella devianza e del lungo percorso per uscirne, per cercare di individuare insieme alle istituzioni gli strumenti affinché la detenzione acquisti in pieno la sua funzione rieducativa, per migliorare i rapporti fra genitori detenuti e figli e prevenire le recidive.
- Cagliari. I router di Tiscali saranno rigenerati da dodici detenuti del carcere di Uta
- Torino. Il teatro in carcere con “Trolley” di Claudio Montagna
- “25 giorni”. Storia di Nino Rizzo, incarcerato dai “buoni”, salvato dai “cattivi”
- Quando il lavoro non dà più dignità
- Procure europee unite: sei Paesi fanno fronte per trovare e giudicare tutti i crimini di guerra









