di Barbara Stefanelli
La Stampa, 4 giugno 2022
Che sia la strage in Texas, la guerra in Ucraina, una storia di amanti famosi, la polvere si alza sempre. Poco dopo l’assalto alla scuola texana, c’era già chi scriveva: “Solo una messinscena”. Il tormento dei genitori.
di Elisabetta Zamparutti
Il Riformista, 4 giugno 2022
La settimana scorsa, l’Assemblea Nazionale della Repubblica Centrafricana ha abolito, per acclamazione, la pena di morte. Lo ha annunciato Simplice Mathieu Sarandji, Presidente dell’Assemblea. Ci sono voluti dieci anni per arrivare a questo successo. Era l’ottobre 2012 quando, in missione per conto di Nessuno tocchi Caino, con Sergio D’Elia e Marco Perduca sono andata a Bangui, la capitale, per sostenere la causa abolizionista. Ci accolse la notizia che il Consiglio dei Ministri aveva approvato, pochi giorni prima e proprio in vista del nostro arrivo, un disegno di legge per cancellare la pena capitale dal codice penale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 giugno 2022
“La partecipazione politica è il massimo segnale di partecipazione alla vita della società. Non può esservi reintegrazione sociale senza la garanzia dei diritti politici”, osservano la Conferenza dei Garanti territoriali e l’associazione Antigone, i quali hanno realizzato del materiale informativo volto a incentivare, in vista del prossimo 12 giugno, l’accesso al voto a tutte le persone detenute che mantengono tale diritto. Due locandine da distribuirsi nelle carceri - una per le elezioni amministrative e una per i referendum - che spiegano le procedure da seguire. Un breve video si rivolge a tutti coloro che dall’esterno possono contribuire alla diffusione dell’informazione rilevante.
di Loredana Violi*
Il Domani, 3 giugno 2022
Dopo 11 anni di annunci, l’Italia continua a non occuparsi come dovrebbe dei detenuti con malattie mentali. Le Residenze che dovrebbero ospitarli sono molto poche, le risorse insufficienti e la politica resta indifferente. È divenuta definitiva l’ennesima condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione dell’articolo 3 della Convenzione che vieta trattamenti inumani e degradanti, annunciata a gennaio scorso. A finire sotto osservazione, stavolta, la tutela del diritto alla salute dei carcerati e, in particolare, il sistema delle Rems (acronimo delle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), simbolo di una rivoluzione annunciata e mai realizzata. La Cedu ha condannato il nostro paese per aver trattenuto illecitamente in carcere per più di due anni un cittadino italiano con problemi psichici.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 3 giugno 2022
“La presenza dei bambini piccoli nelle carceri al seguito delle madri detenute, costretti a trascorrere i primi anni di vita all’interno degli istituti penitenziari, è sempre stato un paradosso del nostro sistema, a lungo dimenticato e lasciato irrisolto. Per questo l’approvazione alla Camera della Proposta di Legge Siani è una notizia straordinaria che ripaga l’impegno con cui da anni ci battiamo”, così, all’indomani del primo step verso l’approvazione definitiva, spiega in una nota Laura Liberto, coordinatrice nazionale Giustizia per i diritti - Cittadinanzattiva.
di Barbara Polidori
vita.it, 3 giugno 2022
La norma che porta il nome del deputato dem Paolo Siani, passata alla Camera, vieta la detenzione dietro le sbarre di donne con bimbi sotto i tre anni. E adesso tocca al Senato. A oggi, 33 i figli nei penitenziari italiani. Il 14 giugno la Camera ha approvato la riforma del codice penale sui bambini figli di detenute, dando il via libera alla proposta di legge del deputato Siani che vieterebbe ai minori di vivere con le madri in carcere. Una legge di civiltà che, se passasse anche al Senato, è attesa ormai da quasi 50 anni.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 3 giugno 2022
Il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone in una circolare ricorda che dal 2017 è consentito ai giornalisti di pubblicare l’ordinanza che spiega i motivi di un arresto o di un sequestro. Da tre mesi tutti a brandire (a sproposito) il decreto sulla presunzione di innocenza per (provare a) silenziare qualunque (anche corretta) notizia giudiziaria, ma da 5 anni fanno tutti finta che non esista un’altra legge: quella che dal 2017 in teoria consente ai giornalisti di pubblicare, anziché riferire solo nel contenuto, l’ordinanza che spiega i motivi di un arresto o di un sequestro.
di Armando Spataro
La Stampa, 3 giugno 2022
Il corretto rapporto tra giustizia e informazione-comunicazione è oggi uno dei pilastri su cui si fonda la credibilità dell’amministrare giustizia, mentre la comunicazione scorretta ed impropria genera tra i cittadini errate aspettative e distorte visioni della giustizia, così determinando ragioni di sfiducia nei confronti della magistratura.
di Francesco Specchia
Libero, 3 giugno 2022
I dati sono implacabili. E sono soltanto pulviscolo, nell’universo dei palinsesti e dei buoni propositi. Dal 7 aprile al 31 maggio scorsi, il tempo totale dedicato dai telegiornali e dagli “Extra tg” Rai all’informazione sui referendum sulla Giustizia sono rispettivamente 1 ora, 51 minuti e 22 secondi e 1 ora 21 minuti e 31 secondi. Che corrispondono, sempre rispettivamente allo 0,3% e allo 0,23% del tempo totale. Pulviscolo, appunto.
di Domenico Gallo
Il Manifesto, 3 giugno 2022
Il quesito sul decreto Severino serve alla classe politica per sfuggire al controllo di legalità. Quello sulla custodia cautelare smantella il contrasto alle attività criminali in corso.
- Referendum, perché votare No
- Votiamo Sì per fermare le porte girevoli dei magistrati
- Violante: “Voto Sì per abrogare la Severino, ma i referendum sanno di vendetta”
- Per la valutazione dei magistrati in ballo le “pagelle” di avvocati e prof
- Caiazza: “Escludere i legali è una scelta corporativa. Noi la controparte? Obiezione assurda”









