di Carlo Bonini
La Repubblica, 15 maggio 2022
“La mattina di mercoledì 17 maggio 1972, verso le ore 9:15, davanti alla sua abitazione sita in Milano in via Cherubini numero 6 il dottor Luigi Calabresi, commissario capo di Polizia di stato, addetto all’ufficio politico della Questura di Milano, uscito dall’andito del palazzo, attraversava il marciapiede e si avviava verso lo spartitraffico posto al centro della strada. Ma a metà circa del percorso veniva raggiunto da un individuo a piedi, armato di rivoltella che, al momento dell’apertura della portiera, gli esplodeva contro due colpi, uno alla nuca uno alla schiena, che provocavano la morte pochi minuti dopo l’immediato trasporto all’ospedale”.
di Miguel Gotor*
La Repubblica, 15 maggio 2022
“Questi cinquant’anni non sono passati invano ed è davvero il tempo di lasciare questi anni alla Storia e alla memoria privata”. Con queste parole Mario Calabresi ha concluso lo scorso 9 maggio alla Camera dei deputati il ricordo di suo padre Luigi, ucciso da un commando della struttura clandestina di Lotta continua il 17 maggio 1972. Ma se un ventenne di oggi, che non ha esperienza né memoria di quei fatti, volesse capire per quale ragione quell’omicidio è importante nella storia d’Italia gli si potrebbe rispondere che ci sono almeno tre buoni motivi.
di Benedetta Tobagi
La Repubblica, 15 maggio 2022
Eravamo in piedi, in silenzio, nel cortile della Questura di Milano in via Fatebenefratelli, con una trentina di studenti dell’ultimo anno delle superiori, punto d’arrivo di una camminata nel centro di Milano. Dai luoghi dell’autunno caldo del ‘69 a piazza Fontana, a piazza del Duomo, dove 300mila persone si stiparono per i funerali delle vittime, mentre i depistaggi prendevano la rincorsa, con la bomba inesplosa della Banca Commerciale fatta “brillare” e la forzatura nel riconoscimento di un tassista che inchioda l’anarchico Valpreda nel ruolo di mostro. Infine, quel cortile, ai piedi della finestra da cui Pinelli precipitò, illegalmente trattenuto e ingiustamente calunniato - perché non c’entrava nulla con quella bomba messa dai terroristi neri. E accanto al busto del commissario Luigi Calabresi, assassinato tre anni dopo da chi lo riteneva colpevole di quella morte. Nel silenzio, un tonfo improvviso.
di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 15 maggio 2022
Un altro detenuto morto. Nello stesso padiglione, allo stesso piano, nella stessa sezione. “La sezione A del secondo piano giudiziario è un luogo dimenticato. La maggior parte dei detenuti fa un uso ludico dei farmaci, c’è assoluta povertà e non ci sono progettualità sociali o educative. Un refugium peccatorum, in tutti i sensi”, così il Sinappe, che racconta di questa terza morte in pochi mesi tra le mura della Dozza. Bojan Taoufik, marocchino di 40 anni, è stato trovato senza vita ieri mattina nel suo letto. I compagni di cella hanno dato l’allarme alla penitenziaria, ma per l’uomo non c’era già più nulla da fare.
ildispaccio.it, 15 maggio 2022
Le attività del Cpia Stretto Tirreno-Ionio presso la Casa Circondariale “G. Panzera” di Reggio Calabria si sono arricchite, nei giorni scorsi, dell’importante contributo dello scrittore Daniele Mencarelli, che ha incontrato i detenuti frequentanti i percorsi scolastici.
basnews.it, 15 maggio 2022
Presso l’ex Biblioteca Provinciale, dal 16 maggio la cittadinanza protagonista dell’ideazione di elementi di arredo per valorizzare un’area contigua alla Casa Circondariale di Potenza.
di Enrico Bellavia
L’Espresso, 15 maggio 2022
“Matricola zero zero uno”, di Nicola Graziano e Nicola Baldieri. Nel 2014 il magistrato Nicola Graziano è andato in incognito per tre giorni nell’Ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa. “Non immaginavo che tre giorni potessero essere un’eternità”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 15 maggio 2022
“Senza sbarre, storia di un carcere aperto”, di Cosima Buccoliero e Serena Uccello. È un libro bello e importante quello scritto da Cosima Buccoliero, già direttrice del carcere di Bollate, insieme a Serena Uccello, giornalista del Sole 24 Ore attenta cronista del lato oscuro dell’economia e delle storie di chi si spende in forme di resistenza.
di Giuseppe Petrocchi
Avvenire, 15 maggio 2022
Pubblichiamo ampi stralci della prefazione del cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo de L’Aquila, al libro “Non tutti sanno. La voce dei detenuti di Rebibbia” (Libreria Editrice Vaticana), curato da suor Emma Zordan, da anni volontaria nel penitenziario romano.
di Gloria Riva
L’Espresso, 15 maggio 2022
Il numero di pazienti cresce anche a causa delle conseguenze di lockdown e pandemia, soprattutto tra i bambini. Ma quelli che riescono a ricevere un’assistenza all’altezza sono sempre di meno. “Non un solo euro del Pnrr andrà alla salute mentale” denunciano i medici.









