comune.firenze.it, 17 maggio 2026
“Il caso di Omar non è un’eccezione. Il problema non è la singola amministrazione competente, è l’assenza di un sistema di presa in carico alla scarcerazione”. “La storia di Omar - nome di fantasia, 26 anni, patologie psichiatriche certificate - è arrivata ieri ai microfoni di Novaradio e oggi sulle pagine de La Nazione ed è importante che sia ben visibile. Un magistrato di sorveglianza aveva disposto la revoca della custodia cautelare e il collocamento in una struttura sanitaria adeguata. Quello che è seguito è la fotografia di un sistema che non esiste: dimissioni da Sollicciano con copertura farmacologica limitata a pochi giorni, l’indicazione di raggiungere autonomamente il presidio sanitario di Prato, nessuna adeguata presa in carico sanitaria né sociale, nessuna soluzione per la notte.
di Mauro Zanutto
Corriere del Veneto, 17 maggio 2026
“Ponti” cresce, raddoppia e apre una nuova finestra sul carcere femminile della Giudecca. A un anno dalla nascita, il giornale della casa circondariale Santa Maria Maggiore ha ampliato la redazione coinvolgendo anche le detenute, protagoniste di una nuova sezione della rivista. “Scrivere, per una donna reclusa, significa esistere di nuovo nello spazio pubblico, affrancandosi dall’etichetta del reato per riabitare la propria dimensione di persona”, motiva nella rivista la direttrice del carcere della Giudecca, Maurizia Campobasso.
comune.orvieto.tr.it, 17 maggio 2026
Il progetto del Comune di Orvieto illustrato al Salone del Libro di Torino nello spazio espositivo della Regione Umbria: “I servizi bibliotecari parte integrante dei percorsi di rieducazione e reinserimento sociale”. Prenderanno il via da giovedì 21 maggio nella Nuova Biblioteca pubblica “Luigi Fumi” i laboratori di scrittura creativa per i detenuti della Casa di reclusione di Orvieto nell’ambito del progetto “Libro, passaporto per la vita”. L’iniziativa è stata annunciata e illustrata giovedì 14 maggio a Torino nel corso del panel “Lettura e biblioteche in carcere. Pratiche da promuovere, diritti da garantire” che si è tenuto nello spazio espositivo della Regione Umbria al Salone Internazionale del Libro.
materanews.net, 17 maggio 2026
Anche i detenuti della Casa circondariale di Matera si sono interrogati sul tema della XI edizione di Amabili Confini - Labirinto - discutendone con i loro educatori. Dal confronto sono nate alcune riflessioni che verranno lette in occasione dell’incontro di lunedì 18 maggio a cui parteciperà la dott.ssa Mariele Divincenzo, componente dell’associazione Antigone e dal 2022 membro dell’Osservatorio regionale della Basilicata. Sarà un momento di scambio profondo in cui si darà spazio ai bisogni di relazione dei detenuti. Ancora una volta sarà la parola il tramite per creare un legame di vicinanza, se pur temporaneo, con chi vive sulla propria pelle i disagi di un’esistenza privata della componente affettiva e umana.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 17 maggio 2026
Successo per la festa della famiglia in carcere: “Non si è solo il proprio errore”. In tanti hanno scritto una lettera a mano, qualcuno ha mandato una mail, qualcun altro ancora, alla fine del pranzo, si è fermato con i volontari: “Ci vediamo l’anno prossimo. Grazie”. Segno che “l’obiettivo è stato raggiunto”. Anzi, superato, perché le adesioni alla festa della famiglia al carcere della Dozza sono state più del previsto, tanto da dover allungare di un giorno l’iniziativa: ieri sarebbe dovuto essere l’ultimo giorno e invece si concluderà oggi per dare a tutti l’opportunità. Una tradizione, lunga tutta la settimana, che è arrivata alla sua 15esima edizione e che è una delle pochissime esperienze di questo tipo in Italia: a rotazione, i detenuti che ne hanno fatto richiesta, hanno potuto pranzare con i propri familiari ed eventualmente con i propri figli. “Una cosa normale in un contesto dove ciò che manca è proprio la normalità”, sottolinea Maria Caterina Bombarda, presidente dell’associazione Avoc, promotrice dell’iniziativa.
di Gianluca Pace
blitzquotidiano.it, 17 maggio 2026
Risultati incoraggianti arrivano dal progetto di pet therapy attivato nella casa circondariale Carmelo Magli di Taranto, dedicato ai detenuti con fragilità o disagio psichico. L’iniziativa, promossa da Confcooperative Taranto con il coinvolgimento della direzione del carcere, del dipartimento di Salute mentale dell’Asl Taranto e del Wwf Taranto, è stata presentata nel corso di una conferenza stampa. Le attività, partite nel febbraio 2024, prevedono incontri settimanali con cani di piccola taglia inseriti in percorsi terapeutici personalizzati.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 17 maggio 2026
Psicologo e presidente della Fondazione Minotauro di Milano: “Secondo tutte le ricerche serie è la scuola il luogo che crea più di malessere ai giovani”. “Figlio mio, soffri? Non preoccuparti. Ti porto dallo psicologo”. Se la corsa collettiva alla psicoanalisi come rimedio a ogni inciampo della vita fosse in realtà una scorciatoia per genitori, insegnanti e la superstite comunità educante? Ne parliamo con Matteo Lancini, psicologo e presidente della Fondazione Minotauro di Milano con alle spalle qualche decennio di pratica con famiglie e giovani adulti.
di Irene Famà
La Stampa, 17 maggio 2026
Il leader leghista: “In troppe città italiane l’integrazione delle cosiddette seconde generazioni è fallita”. La politica polemizza, cerca spiegazioni, ma soprattutto punta il dito sulla sicurezza. Poche ore dopo la strage mancata di Modena, sulle agenzie piovono commenti e dichiarazioni. E così mentre Salvini tuona contro l’immigrazione, c’è chi tiene la barra dritta e invita alla cautela. La premier Giorgia Meloni segue l’evolversi della situazione, chiama il sindaco di Modena, poi, sui social, scrive che “quanto è accaduto è un fatto gravissimo” e confida che “il responsabile risponda fino in fondo delle sue azioni”.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 17 maggio 2026
Lunedì la nave era stata attaccata dalle motovedette libiche dopo aver salvato 90 persone. Risulta indagato per “favoreggiamento dell’ingresso illegale” il capitano della nave di soccorso Sea - Watch 5 sbarcata venerdì a Brindisi come da ordine delle autorità italiane. La stessa barca che l’11 maggio scorso, dopo aver salvato in mare 90 persone (di cui 25 minori), era stata attaccata da due motovedette libiche. Dopo l’episodio Sea-Watch aveva criticato pubblicamente Italia, Germania e Ue per il loro sostegno alle milizie di Tripoli. Non a caso entrambe le motovedette che hanno mitragliato e tentato di dirottare l’imbarcazione erano state donate dal governo italiano ai miliziani nell’ambito dei patti tra i due paesi per il “contenimento” delle partenze.
di Matteo Sannicolò
Corriere dell’Alto Adige, 17 maggio 2026
Il corteo si è riunito a Piedicastello: al centro della contestazione il presidente Fugatti. “Il Cpr non è altro che un lager. Dove le persone vengono private di qualsiasi diritto. È anticostituzionale: non lo vogliamo né a Trento né altrove”. È questo il messaggio comune che risuona nelle parole dei circa mille manifestanti, scesi in piazza ieri pomeriggio per ribadire la loro ferma contrarietà alla realizzazione di un Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) all’interno del capoluogo trentino. Al centro della contestazione, in particolare, è finito il presidente della provincia Maurizio Fugatti, che lo scorso ottobre ha firmato un accordo con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
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