La Nazione, 29 gennaio 2015
Chiesto dal pubblico ministero l'esame esterno sulla salma, ma sussistono pochi dubbi sulle cause naturali della morte. Una emorragia broncopolmonare è stata fatale a Giuseppe Crocetta, detenuto nel carcere di Massa. L'uomo, 53 anni, originario di Cuneo era detenuto nella Casa circondariale massese da circa un anno e mezzo, dove era arrivato trasferito dal carcere di Bergamo.
Era invalido civile. Stava in infermeria, si sottoponeva ad una terapia con ossigeno che non era, tuttavia, incompatibile con la vita carceraria ed era costantemente seguito dall'ospedale di Carrara. Che si sia trattato di morte naturale non sembrano esserci dubbi, ma trattandosi di un detenuto, il pubblico ministero Rossella Soffio ha ritenuto opportuno incaricare il medico della Procura, Maurizio Ratti, di procedere all'esame esterno della salma e all'esame tossicologico. La gravissima insufficienza cardiorespiratoria ha colpito l'uomo verso le sette di questa mattina.
di Selena Marvaldi
www.imperiapost.it, 29 gennaio 2015
Nuovo punto all'ordine del giorno viene presentato dal consigliere Olivieri e tratta la modifica e rinnovo della Convenzione con il Comune di Imperia per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e la stipula di una nuova convenzione tra il comune e la casa circondariale.
Terzultimo all'ordine del giorno del consiglio comunale odierno, 28 gennaio, è presentato dal consigliere Olivieri e tratta la modifica e rinnovo della Convenzione con il Comune di Imperia per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità e la stipula di una nuova convenzione tra il comune e la casa circondariale.
"Primo obiettivo è stipulare una nuova convenzione per i lavori di pubblica utilità, in secondo luogo è importante la stipula di una nuova convenzione con la casa circondariale di Imperia per il lavoro dei detenuti. Vogliamo cercare di valorizzare la solidarietà nei confronti di soggetti in difficoltà. Stipulando una nuova convenzione speriamo di permettere alla molteplicità dei cittadini di usufruire di queste prestazioni in settori diversi. Il reato principale per cui viene usata questa convenzione è quello di guida in stato di ebrezza, reato trasversale".
"Stipulare una convenzione, mettersi d'accordo, a me crea un po' di stupore che un collega si rivolga al Sindaco facendo una proposta così - interviene il consigliere Erminio Annoni. Le tipologie di reato sono le più varie, non solo piccoli e con la nuova normativa si può raggiungere l'estinzione del reato senza previa condanna. Io chiedo la pena sospesa, mi fanno fare i lavori socialmente utili se li ho fatti bene non vengo più processato. Bisogna stipulare più accordi e con vari soggetti a seconda di cosa ci troviamo di fronte. Ti prego di ritirarla, non sono contrario, ma serve fatta meglio".
Interviene poi il consigliere Fossati: "Va benissimo come iniziativa, farò un discorso politico: io vedo la mozione, vede che è firmata da Oliveri, so che il Pd ha sette consiglieri comunali, so che si esprime anche l'assessore di riferimento, ma poi mi chiedo come mai il Pd fa una mozione che chiede all'assessore dello stesso partito di fare qualcosa? È assurdo. Serve per farsi fare i complimenti dalla gente".
"Credo si possano nascondere anche degli aspetti controproducenti - interviene il consigliere Casano. Non vorrei ci trovassimo di fronte al solito buonismo. Stiamo parlando di persone che hanno commesso reati di una certa entità. Ho fatto vedere il testo ad una persona che lavora in ospedale e anche lei ha avuto delle perplessità a riguardo".
www.notizie.alguer.it, 29 gennaio 2015
Grazie al finanziamento della Banca Nazionale delle Comunicazioni di Roma, che si aggiunge alle somme già stanziate dall'assessorato regionale alla Sanità, altri 8 reclusi entrano a far parte del gruppo coordinato dalla Cooperativa sociale "DigitAbile Onlus".
Prosegue il progetto "Isola Digitale" avviato nel maggio 2014 dalla Cooperativa sociale "DigitAbile Onlus" di Oristano. Grazie a un notevole contributo finanziario concesso dalla Banca Nazionale delle Comunicazioni di Roma, ai 19 detenuti già impegnati nel lavoro di digitalizzazione ottica dei documenti d'archivio del Tribunale di Sassari, si aggiungono altre 8 unità. Alcuni opereranno dall'interno del nuovo carcere di Bancali per il "data entry" informatizzato. Gli altri saranno inquadrati in articolo 21, cioè con il permesso di muoversi all'esterno dell'istituto penitenziario.
"Si tratta di un modello innovativo e sperimentale per la Sardegna - spiega Giorgio Oggianu, presidente della Digitabile - che si affianca ad altri pochissimi progetti nazionali che coinvolgono i reclusi in percorsi professionalizzanti, spendibili nel mercato del lavoro, in particolare nel settore della digitalizzazione ottica dei documenti".
Durante le attività, sarà possibile ampliare e testare i percorsi di accompagnamento dei carcerati attraverso il conseguimento dei moduli e i pass per l'informatica, di quelli per l'orientamento e per la formazione archivistica. L'iniziativa durerà 12 mesi, ma per alcuni detenuti è prevista l'assunzione definitiva.
Fin dal primo momento i partner coinvolti sono stati la struttura carceraria, il Tribunale di sorveglianza di Sassari e gli enti finanziatori. Centomila euro sono arrivati dall'assessorato alla Sanità e cinquantamila dalla Fondazione Banca Nazionale delle Comunicazioni.
Il progetto prevede la collaborazione di alcune figure professionali complementari, come l'ex direttore dell'Archivio di Stato, professor Angelo Ammirati, i consulenti informatici della Cooperativa e le educatrici del carcere. "Il successo del progetto - afferma il presidente Oggianu - consiste nell'aver professionalizzato detenuti con un livello di scolarizzazione molto basso. Oltre il 55 per cento è in possesso della sola licenza media inferiore, il 10 per cento non supera la licenza elementare".
di Adriano Moraglio
Il Sole 24 Ore, 29 gennaio 2015
Funziona da un mese il primo negozio, a Torino, che vende esclusivamente prodotti di panificazione che provengono dal lavoro dei detenuti nel carcere "Lorusso e Cutugno", alla periferia della città. L'esercizio è stato aperto in centro, in via Massena 11/C, per iniziativa della cooperativa "Liberamensa", e ha un nome che gioca con la provenienza dei prodotti, "Farina nel Sacco" (
Si tratta di una panetteria certamente unica nel suo genere. Da una parte, per la farina che utilizza, dall'altra per chi la utilizza e il luogo in cui viene trattata. La farina viene dal "Mulino della Riviera", con le sue macine a pietra e la sola forza dell'acqua ad azionarle, grazie al minuzioso lavoro di restauro portato avanti dalla famiglia Cavanna.
Così è stato possibile tornare a produrre farine pregiate macinando segale, farro monococco, farro integrale, mais pignoletto... Tutto il frumento proviene dal territorio e, in alcuni casi, dal recupero di antiche culture in esso reintrodotte, come la segale della Valle Gesso. Viene poi selezionato con cura consentendo la macinatura a secco dei chicchi, mantenendo così inalterati profumi, colori, digeribilità e principi nutritivi.
E poi ci sono i panificatori. Il panificio del carcere di Torino nasce da un contributo della Cassa delle Ammende e della Compagnia di San Paolo, nella convinzione che, spiega Piero Parente, di Liberamensa, "la pena non può essere solo una questione "afflittiva", che la sicurezza sociale non può essere relegata alla sola reclusione e che la vivibilità delle carceri italiane non può ridursi ad un certo numero garantito di metri quadri per persona.
Al contrario, sicurezza sociale e condizioni dignitose di vita nelle carcere, si possono perseguire solo offrendo ai detenuti opportunità di formazione, di lavoro, di studio". In questo panificio, sotto la guida di un giovane panificatore, Diamante Abdushi, tre detenuti sono al lavoro impastando le farine del Mulino della Riviera con acqua, sale marino integrale e lievito madre. "Pochi, pochissimi ingredienti - aggiunge Parente - per sfornare un pane di grande qualità, dai sapori antichi e dalla lunga conservazione e quindi anche un pane "economico", che non alimenta i numeri sproporzionati degli scarti alimentari, come purtroppo avviene nell'industria della grande panificazione, che spesso sforna prodotti immangiabili dopo alcune ore".
Ansa, 29 gennaio 2015
"L'Asrem non tagli i servizi assistenziali nelle carceri". L'appello arriva dal segretario regionale della Uil, Tecla Boccardo, a seguito del provvedimento del direttore generale dell'Azienda sanitaria regionale, Mauro Pirazzoli, che, a seguito della riorganizzazione dei servizi, stabilisce di non prorogare i rapporti convenzionali con medici e infermieri negli istituti penitenziari di Campobasso, Isernia e Larino (Campobasso), transitati dal ministero della Giustizia al servizio sanitario nazionale.
"Con tale riorganizzazione - spiega la sindacalista - viene soppresso il servizio di guardia infermieristica h/24, limitandolo a 12 ore al giorno e non è stato rinnovato il rapporto con i medici della continuità assistenziale. Così - prosegue - altri posti di lavoro si tagliano in Molise. Riteniamo che dimezzare i presidi e la presenza di personale in termini di ore, significherebbe non garantire un principio ed un diritto alla tutela della salute".
di Barbara Lanci
www.lanciano24.it, 29 gennaio 2015
L'attività di formazione è stata promossa dal Rotary Club di Lanciano in collaborazione con l'Ass. Pizzaioli Professionisti. Saranno consegnati questa sera, nel corso di una cerimonia che si terrà a partire dalle ore 19.00 presso la Casa Circondariale di Lanciano, gli attestati di partecipazione al Corso Base per Pizzaioli di 40 ore conseguito da 12 detenuti.
Il Rotary Club Lanciano, in collaborazione con l'Associazione Pizzaioli Professionisti (App), infatti, ha promosso durante gli scorsi mesi di novembre, dicembre 2014 e gennaio 2015, lezioni di approfondimento tenute dall'Istruttore Pizzaiolo Angelo Ferente, rappresentante locale dell'associazione di categoria che riunisce pizzaioli di tutta Italia.
L'evento sarà l'occasione per i corsisti, coordinati dal docente, di mettere alla prova le competenze acquisite per preparare delle gustose pizze che saranno degustate al termine della manifestazione. Questa attività sottolinea l'impegno di amicizia e solidarietà del Rotary Club Lanciano, e del suo Presidente Fabio Lombardi, interessato a favorire percorsi di reinserimento nella società nei confronti degli ospiti della Casa Circondariale di Lanciano.
di Vincenzo Pane
La Sicilia, 29 gennaio 2015
Carceri in gran parte sovraffollate e con un numero di poliziotti penitenziari non sempre sufficiente a garantire la sicurezza. A parte qualche eccezione emerge un quadro a tinte fosche della situazione penitenziaria nel distretto della Corte d'Appello nissena. "Gli edifici carcerari - ha spiegato il presidente della Corte d'Appello Salvatore Cardinale nel corso dell'inaugurazione dell'anno giudiziario - sono stati realizzati quasi tutti in anni lontani e necessitano di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per mantenere un livello coerente con gli standard di idoneità. Il personale di Polizia penitenziaria rimane insufficiente ed è costretto a lavorare in condizioni di continuo logorio fisico e mentale. Va comunque ricordato che, nonostante le difficoltà, nelle carceri del distretto non sono cessate le varie attività di trattamento dei detenuti fondate sull'offerta scolastica, sulla formazione professionale e nemmeno altre iniziative".
Non ha usato giri di parole il presidente della Corte d'Appello per descrivere uno dei problemi che riguardano il carcere di via Messina, che ha anche i reparti di media ed alta sicurezza: "Il carcere di Caltanissetta - ha affermato Cardinale - accusa la carenza di spazi sufficienti da dedicare alle attività di svago e di quelle per il trattamento dei detenuti, in relazione al numero di persone che vi sono ristrette. Mediamente, nel corso dell'ultimo anno, sono state detenute al "Malaspina" 280 persone rispetto alle 303 del periodo precedente. i detenuti stranieri rappresentano una minima parte della popolazione carceraria, con un numero di circa 25 reclusi. La capienza regolamentare è di 183 persone e quella regolamentare di 237, i casi di suicidio sono stati 2 ed altrettanti quelli di autolesionismo, mentre le manifestazioni di protesta quali sciopero della fame o rifiuto di sottoporsi a terapie 47".
Secondo il rapporto sull'andamento della giustizia il carcere gelese ha ospitato 81 detenuti nell'ultimo anno, un numero al di sotto della soglia di tolleranza di 96 posti letto. Secondo il presidente Cardinale "il personale di Polizia penitenziaria è sufficiente a garantire i livelli minimi di operatività, anche se non risultano tutt'ora completati alcuni impianti tecnologici certamente necessari".
Si tratta di una casa di reclusione destinata ad ospitare detenuti condannati a pene che non superano i cinque anni di reclusione. "La sua capienza - ha spiegato Cardinale - è di 118 detenuti e non risultano situazioni di sovraffollamento ed il personale di Polizia penitenziaria, pur essendo diminuito negli ultimi anni, è in grado di svolgere adeguatamente tutti i servizi così come il personale di supporto alle attività educative".
"La struttura - secondo l'analisi del presidente della Corte d'Appello - continua a mantenere la già riconosciuta idoneità grazie anche agli interventi che ne hanno migliorato le condizioni di vivibilità. Il numero di detenuti presenti è stato mediamente pari a 10 persone, su una capienza massima di 12 ospiti. I minori che hanno fatto ingresso nella struttura (molti dei quali scarcerati quasi subito, n. d. r.) sono stati 41 di cui 7 stranieri. La direzione del carcere minorile ha inoltre realizzato importanti iniziative per consentire ai minori di acquisire competenze e capacità professionali".
Ansa, 29 gennaio 2015
La cooperativa Abc di cui si parla oggi in alcuni organi di stampa in relazione alla "29 Giugno" e a Salvatore Buzzi, coinvolto nell'inchiesta Mafia Capitale, non ha nulla a che fare con "Abc La Sapienza in Tavola" che opera a Milano, nel carcere di Bollate. Un caso di parziale omonimia, che Silvia Polleri, presidente della coop attiva nel carcere, ha voluto chiarire per evitare sovrapposizioni che possano offuscare l'immagine della struttura da lei guidata.
"Nelle notizie diffuse dai media nell'ultimo mese riguardanti l'inchiesta denominata "Mafia Capitale" - spiega Polleri - tra le cooperative collegate alla 29 Giugno, risulta esserci tale Cooperativa Sociale Abc, con sede a Roma. A causa della parziale omonimia con la nostra cooperativa ("Abc La sapienza in tavola", con sede a Milano), avendo ricevuto da diversi soggetti richieste di chiarimento, precisiamo la nostra totale estraneità alla vicenda e invitiamo la stampa a conoscere la nostra realtà (www.cateringabc.it) che pur opera all'interno di un Carcere, la Casa di Reclusione Milano - Bollate".
"Abc la sapienza in tavola Coop Soc. Onlus - sottolinea ancora Polleri - produce servizi di catering d'alto profilo e nei dieci anni di anzianità si è distinta per la sua trasparenza, professionalità e recupero nel percorso riabilitativo dei detenuti; nel 2013 abbiamo ricevuto dalla Camera di Commercio l'attestato di Impresa Responsabile in Lombardia".
Ansa, 29 gennaio 2015
Immagini e oggetti che rappresentano attività svolte nelle carceri del Piemonte, molte delle quali possibili grazie ai contributi della Compagnia di San Paolo: il nastro della mostra, allestita nel Foyer del Teatro Regio di Torino fino al primo marzo 2015, è stato tagliato oggi dal presidente della fondazione, Luca Remmert, dal segretario generale, Piero Gastaldo, da Carlo Petrini dell'associazione Slow Food e dal sovrintendente del Regio Walter Vergnano.
"È l'ennesima dimostrazione - ha sottolineato Remmert - dell'attenzione che dedichiamo al mondo del disagio in generale e, in questo caso, del carcere e al ruolo che nel mondo carcerario l'arte, la cultura, la formazione, lo studio possono avere per ricostruire se stessi. Per ricucire a non guardare solo da dietro le sbarre ma anche, come dice il titolo, guardarci dentro".
Una più piccola esposizione sarà visitabile presso il Campus Universitario Luigi Einaudi in occasione del convegno nazionale Guardiamoci Dentro, del 25 e 26 febbraio. L'iniziativa ha l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio del Ministero della Giustizia, della Regione Piemonte, della Città di Torino e dell'Università degli Studi di Torino.
La Compagnia di San Paolo da molti anni si impegna al sostegno economico, progettuale e operativo in ambito carcerario, con l'obiettivo di favorire l'inserimento sociale e lavorativo dei detenuti, l'educazione al lavoro e il miglioramento della qualità della vita in carcere. Per questo è nato Progetto Libero, il nome delle Linee guida in ambito carcerario della Compagnia di San Paolo. Dal 2011 a oggi, sono complessivamente quasi 6 i milioni euro investiti dalla Compagnia in questo ambito.
www.histonium.net, 29 gennaio 2015
"Uno sguardo sulla realtà: vigilando redimere" è il tema del progetto che vede la collaborazione tra la sezione Scienze umane del polo liceale "Pantini-Pudente" (ed in particolare la classe VC) e la Casa Lavoro di Torre Sinello di Vasto.
Gli studenti sono impegnati in un percorso pluridisciplinare che li sta portando ad approfondire le tematiche della marginalità sociale e della necessità dell'intervento rieducativo, in vista del reinserimento sociale degli ex detenuti.
Nel programma ecco la conoscenza diretta della struttura e degli operatori, la realizzazione di interviste agli ospiti della stessa e attività di cineforum rivolte agli studenti e agli stessi internati. L'iniziativa, sottolinea in merito la docente Rosina Colella, rappresenta un'occasione preziosa "per favorire l'interazione tra istituzione scolastica e territorio, specificatamente con le altre agenzie educative che vi operano".
Per il direttore della Casa Lavoro di Vasto, Massimo Di Rienzo, quanto in corso d'opera "va nel senso della promozione della legalità e della solidarietà sociale nei confronti dei detenuti, obiettivo che non può perseguirsi senza l'attivo coinvolgimento della comunità esterna al carcere. La collaborazione con il polo liceale Pantini-Pudente ha fornito un'utile occasione di riflessione e di confronto, nello sforzo collettivo di tradurre il fine costituzionale della rieducazione del condannato (articolo 27 della Costituzione) in forme sempre più concrete ed efficaci". Sull'apertura della scuola al territorio batte il dirigente scolastico Letizia Daniele: "La scuola deve essere aperta al territorio, in tutti i suoi aspetti. Avvicinarsi alle persone che vivono in situazione di deprivazione, sia materiale sia psicologica, può davvero offrire ai nostri studenti spaccati di autenticità e di vera validazione delle conoscenze".
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