gnewsonline.it, 6 settembre 2026
La violenza di genere, la giustizia, il buco nero della prostituzione minorile. Tutti temi che le donne detenute della Giudecca di Venezia hanno affrontato con Francesca Archibugi, ospite della casa di reclusione. L’altro ieri, 4 settembre, la regista ha presentato il suo film, “Illusione”, nell’ambito della rassegna “Luci nella notte”, promossa dalla Fondazione De Sanctis in collaborazione con il Ministero. “Illusione” prende spunto da un caso di cronaca, da un trafiletto di giornale come tanti, forse troppi. La protagonista è Rosa Lazar (Angelina Andrei), una ragazzina moldava ritrovata per strada a Perugia, dopo essere stata vittima di violenze.
di Sergio Harari
Corriere della Sera, 6 settembre 2026
Una parola sembra quasi scomparsa dal lessico pubblico: il welfare. Che vuole dire la possibilità, per ciascuno, di non essere lasciato solo davanti alla malattia, alla vecchiaia, alla non autosufficienza, alla perdita del lavoro, alla povertà educativa, al caldo estremo, alla fragilità familiare. Una idea concreta di Paese, di solidarietà collettiva. Il welfare è stato uno dei tratti più riconoscibili dell’identità europea: protezione dai rischi che il mercato non assicura, contrasto alle povertà e alle disuguaglianze, sostegno alla partecipazione al lavoro e, insieme, costruzione di coesione sociale. È una conquista da difendere perché oggi sottoposta a molteplici tensioni: invecchiamento della popolazione, denatalità, lavori intermittenti e malpagati, nuove povertà, migrazioni, cambiamento climatico e inquinamento atmosferico, disuguaglianze di salute. E le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale.
di Letizia Moratti
Corriere della Sera, 6 settembre 2026
La legge sul fine vita: ecco perché non possiamo affidare alle singole Regioni la risposta a una questione così complessa. Ci sono questioni sulle quali la politica dovrebbe innanzitutto misurare le parole. Il fine vita è una di queste. Perché dietro ogni principio, ogni norma, ogni sentenza ci sono una persona che soffre, una famiglia che accompagna, un medico chiamato a decidere secondo scienza e coscienza. E c’è una domanda che riguarda tutti noi: che cosa deve fare una comunità quando uno dei suoi membri, nel momento della massima fragilità, chiede di poter porre fine alla propria vita?
Il Manifesto, 6 settembre 2026
“L’antifascismo non è terrorismo”. Noi, docenti, ricercatrici, ricercatori e persone che lavorano nel mondo dell’università, della ricerca e della cultura, esprimiamo la nostra solidarietà al collettivo Autistici/Inventati e la nostra profonda preoccupazione per quanto sta accadendo in queste settimane. Il 26 agosto 2026 l’amministrazione degli Stati Uniti ha designato Autistici/Inventati come Specially Designated Global Terrorist (Sdgt), sottoponendo un collettivo italiano attivo da venticinque anni nel campo dei diritti digitali, della privacy e della libera comunicazione al regime statunitense delle sanzioni antiterrorismo. Non siamo di fronte soltanto a un provvedimento amministrativo statunitense. E non siamo di fronte soltanto a una vicenda che riguarda Autistici/Inventati.
di Donatella Della Porta
Il Manifesto, 6 settembre 2026
Paradossalmente, la definizione dell’Ihra viola i suoi stessi principi, introducendo quella confusione tra Israele e ebrei che si dice di voler combattere. Nata nel 2016 come strumento di catalogazione per documentazione d’archivio, la definizione di antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) è del tutto inadeguata a fornire una base legale per la definizione dell’antisemitismo nonché dannosa per la democrazia e per la lotta contro il razzismo. Oltre a essere vaga ed imprecisa (e anche per questo esplicitamente non vincolante dal punto di vista legale), la definizione paradossalmente viola quegli stessi criteri che vorrebbe difendere, rendendo tendenzialmente inutilizzabile il concetto stesso di anti-semitismo e inquinando le stesse conoscenze sull’andamento del razzismo contro gli ebrei.
di Guido Rampoldi
Il Domani, 6 settembre 2026
Vogliono costruirsi un’esistenza dignitosa e libera, indipendente da costrizioni. Sappiamo nulla dei giovani migranti che si affollano ai nostri confini e nulla vogliamo sapere, altrimenti non riusciremmo a considerarli estranei ai “nostri valori”. Raccontiamo i migranti che rischiano la vita in mare per raggiungere l’Europa come “disperati” ritenendo che solo la disperazione possa spingerli a quell’azzardo. E se si tratta di donne, immaginiamo le “disperate” predisposte dalla propria cultura ad accettare prepotenze maschili, ferocie patriarcali, lavori che le italiane evitano - mute, rassegnate all’inevitabile.
di Marco Bresolin
La Stampa, 6 settembre 2026
Danimarca, Germania, Austria, Paesi Bassi e Grecia verso gli accordi con Paesi terzi. Scettico il Consiglio d’Europa. Il governo Meloni condivide la proposta. Il ministro danese dell’immigrazione, il socialdemocratico Morten Bodskov, è convinto che il suo Paese riuscirà a trasferire i primi migranti irregolari in un “return hub” fuori dal territorio Ue già nel corso del 2027. Lo ha assicurato ieri dopo aver accolto i colleghi degli altri quattro Paesi che stanno lavorando al primo progetto europeo di questo tipo: Germania, Austria, Paesi Bassi e Grecia. Non c’è l’Italia, almeno per ora, anche se il governo Meloni condivide pienamente la filosofia e anzi ritiene di averla ispirata con i centri in Albania.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 5 settembre 2026
Sicurezza e immigrazione scaldano la folla di Bari. La premier rivendica i suoi numeri e insegue il generale Vannacci. Ma per ora l’unico risultato tangibile ottenuto sul tema sicurezza è il sovraffollamento delle carceri. Ieri la premier ha promesso la costruzione di nuovi istituti penitenziari per “garantire la certezza della pena”. Nel pantano del sovraffollamento il governo ci è entrato da solo con la lunga serie di decreti sicurezza che hanno introdotto 55 nuovi reati, più di 60 nuove aggravanti e oltre 65 inasprimenti sanzionatori per delle fattispecie già esistenti (i conti li ha fatti Antigone nel suo report di maggio). Chi è convinto che inasprire le pene porti poi a un reale cambiamento si scontra con il tasso di recidiva che tra i detenuti si attesta intorno al 60 per cento (un dato altissimo rispetto ad altri paesi Ue).
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 5 settembre 2026
Al 31 agosto 2026 erano 37 i bambini presenti nelle carceri italiane, insieme alle loro mamme detenute, che erano 32 in totale. Il numero è in continua crescita: alla fine del 2025 i piccoli in carcere erano 26, alla fine del 2024 erano 10. Maria Grazia Piletti, presidente dell’associazione “A Roma insieme-Leda Colombini”: “L’aumento è sicuramente legato alla legge che ha reso facoltativo e non più obbligatorio il rinvio dell’esecuzione della pena per le donne incinte o madri di bambini con meno di un anno”. In meno di due anni, sono più che triplicati i bambini e le bambine recluse nelle carceri italiane insieme alle loro madri. Secondo i dati del ministero della Giustizia, al 31 agosto 2026 erano 37, insieme alle loro 32 mamme detenute: 18 italiane e 14 straniere. Il 31 luglio scorso i bambini erano 34, il 30 giugno 30. Il numero è in continuo aumento: alla fine del 2025 i piccoli in carcere erano 26, a fine 2024 erano 10.
cagliaritoday.it, 5 settembre 2026
L’allarme dell’associazione Socialismo Diritti Riforme: presenze al massimo storico, strutture al collasso e l’imminente arrivo dei 41bis a Cagliari-Uta pronto a spingere il sovraffollamento oltre il 150 per cento. C’è un’aritmetica ingannevole nei bollettini ufficiali della burocrazia ministeriale. È una matematica fatta di medie algebriche che sulla carta restituisce un quadro quasi sotto controllo, mentre nella realtà quotidiana dei penitenziari sardi si traduce in una convivenza claustrofobica, stanze saturate oltre ogni limite di tolleranza e un personale sanitario e di polizia lasciato a gestire la pressione senza strumenti adeguati.
- Verbania. Detenuto suicida in carcere. La direzione: “Non aveva dato segni di disagio”
- Roma. “Curate mio figlio”. Madre si incatena davanti al tribunale
- Firenze. Resta a Sollicciano la 19enne incinta, che fine ha fatto l’annunciato Icam?
- Foggia. Autolesionismo in aumento e detenuti psichiatrici in attesa delle Rems
- Brindisi. “Detenuti non fumatori costretti a respirare il fumo altrui: il governo intervenga”









