di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 31 maggio 2025
L’ipotesi è di istigazione al suicidio per il decesso del palermitano M. T., 43 anni, avvenuto mercoledì. Il suo avvocato lo aveva incontrato una quindicina di giorni prima: “Mi ha confidato la sua paura, ma non mi ha spiegato perché”, dice a Palermo Today. Il colloquio riservato con il Magistrato di Sorveglianza e la relazione in Procura. Disposta l’autopsia. Ci sono dei punti da chiarire sulla morte di M.T., palermitano di 43 anni, che mercoledì scorso è stato trovato senza vita nella sua cella del carcere Pagliarelli: nessun dubbio (o quasi) sul fatto che l’uomo, recluso per piccoli furti e con problemi di dipendenza dalla droga, si sia suicidato impiccandosi - stamattina sarà comunque conferito l’incarico per eseguire l’autopsia - quello che la Procura vuole capire, anche spinta dalla famiglia della vittima, è se l’uomo non sia stato in qualche modo istigato a togliersi la vita.
di Paola Fucilieri
Il Giornale, 31 maggio 2025
Sala apre al trasloco in una struttura fuori dal centro Sisto: “Già nel 2026 opere per 9mila nuovi posti”. L’impegno delle istituzioni di tutti coloro che operano per un possibile benessere dei detenuti delle carceri italiane, compresi i volontari, fanno a pugni con numeri che indignano e una situazione drammatica. “Ad oggi, abbiamo già registrato 33 suicidi nelle carceri italiane, ben 35 suicidi tra gli agenti penitenziari. Il 60 per cento dei detenuti lo è stato almeno un’altra volta; il 20 per cento è stato detenuto almeno altre cinque volte; oltre il 90 degli istituti penali risale a prima del 1980 e il sovraffollamento supera il 120 per cento” spiega Marco Martellucci, presidente di “Spazio Aperto” che ieri al Centro Congresso della Fondazione Cariplo, in via Romagnosi, ha organizzato una mattinata di confronto all’insegna del miglioramento a ogni costo del sistema carcerario italiano e in particolare contro il sovraffollamento degli istituti di pena. Un convegno dal titolo ambizioso ma anche mirabile La fine del “sistema infinito”, il sistema carcerario. A cui il sindaco Beppe Sala ha subito affiancato la proposta di trasferire in un’altra struttura, lontano dal centro città, il carcere di San Vittore per renderlo più vivibile e meno sovraffollato.
ansa.it, 31 maggio 2025
Una richiesta d’aiuto firmata da una settantina di detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), in relazione alla gestione della loro salute all’interno della struttura carceraria e inviata tramite lettera ad un’associazione di tutela, si è trasformata in un’interrogazione ai ministri della Giustizia, Carlo Nordio e della Sanità, Orazio Schillaci, che è stata presentata dalla deputata del Pd Debora Serracchiani e dagli altri parlamentari dem Federico Gianassi, Rachele Scarpa, Marco Lacarra, Michela Di Biase.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 31 maggio 2025
Il piccolo è recluso con la madre al Pagliarelli, l’istituto più vicino per accoglierli si trova in provincia di Avellino. A segnalarlo è il Garante per i diritti dei detenuti della città, Pino Apprendi, che rimarca: “Al posto di costruire nuovi penitenziari, il governo nazionale e regionale si impegnino a trovare spazi per i più fragili come Rems ed Icam”. “Perdonaci, oggi compi un mese dalla tua nascita e lo passerai al carcere di Pagliarelli, nella città dove sei nato.
di Antonio Mattone
Il Mattino, 31 maggio 2025
C’era una grande attesa tra i diciotto detenuti del padiglione Genova del carcere di Poggioreale e fin dalla mattina i loro occhi brillavano di commozione al solo pensiero di cosa avrebbe significato l’incontro con Gino Cecchettin. Il padre di Giulia è stato invitato dalla Comunità di Sant’Egidio a parlare della sua drammatica esperienza in uno degli incontri tematici che mensilmente si tengono nell’istituto intitolato a Giuseppe Salvia. L’evento era stato preceduto dalla visione di un film sul patriarcato che aveva provocato una accesa discussione, e dalla lettura del libro “Cara Giulia” scritto dal padre della ragazza. Quando qualcuno ha affermato che se fosse capitato a lui avrebbe ucciso con le sue mani l’autore del delitto, la reazione di chi si è macchiato di un grave reato è stata quella di un forte senso di colpa e di qui l’intenzione di non partecipare all’incontro.
di Alessandro Pendenza
gnewsonline.it, 31 maggio 2025
“Questa idea è nata con l’obiettivo di coniugare il benessere fisico con la crescita personale, rientra nelle direttrici organizzative che ispirano la gestione della popolazione detenuta ospite”. A dirlo è Giulia Russo, direttrice della casa circondariale “Pasquale Mandato” di Secondigliano, nell’ambito dell’inaugurazione del rinnovato complesso sportivo dell’istituto campano, il più grande per dimensioni mai realizzato in un carcere italiano.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 31 maggio 2025
I detenuti impareranno a suonare e comporre canzoni, che verranno messe sul mercato di Spotify. Un’iniziativa che dal silenzio delle sbarre farà risuonare qualcosa di nuovo. È partito ieri Free For Music, il progetto che trasforma la musica in strumento di riscatto e reintegrazione per i detenuti della Casa Circondariale di Monza. Un’iniziativa unica nel suo genere, ideata dall’educatore e consigliere comunale Paolo Piffer in collaborazione con l’etichetta discografica Orangle Records, con l’ambizione di diventare un modello replicabile in altri istituti penitenziari.
di Piero Di Domenico
Corriere di Bologna, 31 maggio 2025
Formato da detenute e detenuti è nato con Claudio Abbado. Il ritorno del Coro Papageno, formato da detenute e detenuti della Casa Circondariale Rocco D’Amato di Bologna e da coristi volontari esterni. Dopo sei anni il coro nato nel 2011 da un’intuizione di Claudio Abbado e diretto da Michele Napolitano, affiancato dal fratello Claudio, pianista, e da Stefania Martin, entrambi docenti di teoria musicale e tecnica vocale, torna a cantare in pubblico. Sabato 7 giugno alla Dozza il concerto “A voce libera” con il Papageno che si esibirà con il coro multietnico di Bologna Mikrokosmos, in una giornata che vedrà anche una raccolta fondi a favore di Pace Adesso, destinata a sostenere le attività del Papageno.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 31 maggio 2025
“Un Ossimoro da cancellare” di Giulia Melani, con contributi di Franco Corleone, Katia Poneti e Grazia Zuffa, illumina a giorno i margini estremi della marginalità più estrema. Dove chi è bollato col marchio della “pericolosità sociale” vive rinchiuso o sotto sorveglianza, in balia dell’incertezza: una condizione peggiore della detenzione in carcere.
di Duccio Parodi
L’Unità, 31 maggio 2025
Le persone detenute scrivono per molti motivi e un unico bisogno: trovare ascolto. Ora c’è un premio dedicato a loro, la presentazione il 5 giugno nel carcere femminile di Taranto, il 6 nell’Ipm di Bari. Questo articolo è anche l’annuncio di due eventi che si svolgeranno, il primo, il 5 giugno nel carcere femminile di Taranto, il secondo, il 6 giugno nel carcere minorile di Bari, dove verrà presentato il progetto “Parole liberate: oltre il muro del carcere” promosso dal giornalista Michele De Lucia, dall’attore Riccardo Monopoli e dall’autore Duccio Parodi.
- Se Fuori (dal carcere) l’unica verità rimane la vita scoperta dentro
- Capodarco di Fermo, un’esperienza su cui riflettere
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