di Martino Fiumi
lasestina.unimi.it, 27 maggio 2025
Professori di diritto, operatori di San Vittore e Bollate e anche il garante dei detenuti di Milano. Una giornata per chiedersi come rispondere all’emergenza carceri. ““Tu sei una pazza” è la prima cosa che mi hanno detto quando ho deciso di aprire un ristorante per far lavorare i detenuti di Bollate”. dice Silvia Polleri. Alle sue spalle passano i ragazzi e le ragazze del catering, vassoio-muniti e trafelati. In mezzo alla calca che si infrange addosso al tavolo del buffet Polleri si blocca. Strizza gli occhi. Fissa un ragazzo che serve tramezzini. “Ma come, solo tre? E riempi quel vassoio!”. Poi gli sorride. Intorno a lei orbitano professori universitari, giornalisti, ex e attuali operatori del carcere di San Vittore, direttrice compresa. Tutti nell’atrio della Sala Napoleonica dell’Università Statale per l’evento Emergenza carcere tra realtà locale e prospettive europee.
gnewsonline.it, 27 maggio 2025
“Solo con il lavoro possono riscattarsi”. Questo il messaggio che Aldo Gori cerca di trasmettere ai detenuti che lavorano nella fabbrica aperta all’interno nel carcere di Bologna. È un tutor volontari di ‘Fare impresa in Dozza- Fid’ che oggi - assieme agli altri suoi colleghi - ha ricevuto dal Comune di Bologna la Turrita d’argento per “lo straordinario esempio di partecipazione e solidarietà all’interno del carcere” ha commentato il sindaco Lepore. Il cuore pulsante dell’iniziativa è proprio nei volontari, un gruppo di tutor, collaboratori delle aziende fondatrici di Fid in pensione, che si dedicano alla formazione dei detenuti e li seguono nel lavoro quotidiano in fabbrica, trasferendo contenuti tecnici per il montaggio e l’assemblaggio di pezzi meccanici e la costruzione di componenti.
di Sara Paris
lavitadelpopolo.it, 27 maggio 2025
Il racconto dell’archeologa Sara Paris, accanto a un giovane dell’Ipm in messa alla prova. Arricchiti e trasformati reciprocamente dall’esperienza. Sono Sara, uno dei soci fondatori dell’associazione Treviso Sotterranea, che da più di 10 anni lavora per far conoscere gli ambienti ipogei delle mura e della città e per promuovere il patrimonio culturale di Treviso. Quando ho conosciuto don Otello Bisetto, che mi ha proposto di collaborare con il carcere minorile, ho accettato subito, incuriosita e desiderosa di far avvicinare un ragazzo al mondo dei beni culturali. Pensavo che il prendersi cura di qualcosa lo avrebbe forse aiutato a vedere il mondo in modo diverso. Mi chiedevo come rendere questo percorso positivo e formativo per lui; non mi ero, invece, fatta nessuna domanda su cosa avrebbe dato a me questa esperienza; mai avrei immaginato come questo percorso sarebbe stato ricco di momenti significativi che mi avrebbero coinvolta e arricchita.
cataniatoday.it, 27 maggio 2025
Per garantire che la privacy dei minori venga rispettata, le lettere degli studenti vengono vigilate: non possono contenere informazioni con indirizzi e numeri civici, non ci possono essere nomi di battesimo e ogni partecipante sceglie un nickname col quale avviare la corrispondenza. Lettere dal carcere. Missive scambiate tra chi è fuori e chi, invece, nonostante la giovane età, è costretto per un periodo a stare ‘dentro’. Uno scambio che diventa possibilità’ e crescita, ma anche un modo per accorciare le distanze e per abbattere le pareti, non solo fisiche, che separano esperienze di vita diverse.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 27 maggio 2025
Il progetto “Osmosi”: durante l’anno i ragazzi fuori hanno inviato ai reclusi foto e cartoline come segno di amicizia. Più che un suggerimento, è un’invocazione accorata. “Ragazzi, non fate come noi. State lontani dalle strade su cui ci siamo avventurati. E ricordate che il confine tra bene e male è più sottile di quanto comunemente si pensa. Noi l’abbiamo varcato quel confine, a volte senza neppure rendercene conto, e ne stiamo pagando le conseguenze qua dentro”. È proprio un’invocazione quella che arriva dai detenuti della Casa circondariale di Terni, dove si consuma l’ultimo atto del progetto Osmosi che li ha visti protagonisti insieme a un gruppo di studenti dell’Ipsia Pertini della città. In verità, studenti sono pure loro: frequentano in carcere la sezione staccata dell’istituto, hanno sulle spalle il peso di reati che li hanno portati in cella.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 27 maggio 2025
Fondazione Versace, l’iniziativa solidale di Santo e della moglie Francesca. Lo spazio inaugurato nella casa di reclusione: “Un sogno che si realizza”. “Da qui si vede il cielo e non le sbarre. Questo è un luogo bello, colorato e accogliente, sicuramente i nostri figli saranno più contenti di incontrarci qui, anziché nella sala colloqui”. È lo spazio “Abbracci in libertà” inaugurato ieri pomeriggio all’interno della casa di reclusione di Bollate. “Un sogno che si realizza, nato dall’ascolto di queste mamme che, nonostante tutto, restano tali”, dichiara Francesca De Stefano Versace. Il progetto è stato realizzato dalla Fondazione Santo Versace, anche grazie al supporto di Banca del Fucino.
rai.it, 27 maggio 2025
Otto marzo 2020, l’Italia si ferma. Poche ore e comincerà il lockdown. Tutti chiusi in casa, come in una prigione. Ma le carceri, quelle vere, ribollono di rabbia. I primi contagi dietro le sbarre, la sospensione dei colloqui e dei permessi sono la miccia che accende le proteste. Quella nel carcere di Modena sarà la rivolta più sanguinosa del dopoguerra in un penitenziario italiano. Finirà con 13 morti, tredici persone che erano nelle mani dello Stato. Uccisi, diranno le indagini, per overdose da farmaci rubati nell’infermeria. L’inchiesta sulle morti viene archiviata, ma c’è un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e ci sono altri fascicoli ancora aperti sulle violenze e sulle devastazioni. Cosa è accaduto davvero in quelle 72 ore durante le quali il carcere era terra di nessuno?
di Ubaldo Casotto
Il Foglio, 27 maggio 2025
“Io volevo ucciderla. Per una criminologia dell’incontro” è il saggio in cui due criminologi - Adolfo Ceretti e Lorenzo Natali - spiegano perché nessuno è “una perizia o una sentenza che cammina”. Pubblicato da Raffaello Cortina Editore nel 2022, il volume espone il lavoro, di taglio scientifico e sperimentale, svolto con incontri e ascolto di persone che hanno compiuto violenza contro altre persone. La voce narrante è quella di una donna omicida che, in dialogo con i due criminologi, ci guida nel flusso dei ricordi della sua infanzia, dei legami familiari, degli incontri, per dare un possibile senso al suo gesto.
di Enrico Paventi
Il Manifesto, 27 maggio 2025
“Il suicidio della pace” di Alessandro Colombo indaga l’esito della “war on terror” sulle relazioni internazionali, per Raffaello Cortina Editore. Come è possibile che, a circa quarant’anni dalla conclusione della Guerra fredda, il sistema delle relazioni internazionali sia scosso da tensioni sempre più forti e nel continente europeo sia deflagrato un conflitto armato? E come è accaduto che il mondo sia costretto a fronteggiare persino il rischio di uno scontro diretto tra grandi potenze mentre, nel corso degli ultimi anni, è aumentato a dismisura il numero delle guerre che si stanno combattendo nelle varie regioni del globo?
di Nadia Urbinati*
Il Domani, 27 maggio 2025
Come riconoscere quando una democrazia non è più tale? L’autoritarismo che sta avanzando in occidente assomiglia alle metamorfosi, quelle trasformazioni che avvengono senza che chi perde nella gara se ne accorga. Narra Ovidio, che per conquistare Europa, la figlia del re Agènore, Giove assunse l’aspetto di un toro bianco e si mescolò agli armenti che pascolavano sulla spiaggia dove la fanciulla giocava con le amiche. Poiché “maestà e amore non vanno d’accordo” e “non possono convivere”, il re degli dei nascose le proprie sembianze e nelle vesti di un bianco toro rapì Europa - “niente di minaccioso nella fronte, lo sguardo non mette paura. Un muso tutto pace”.
- Con il sì al referendum più diritti a 1 milione di studenti senza cittadinanza: il 65,4% nato in Italia
- La Corte europea dei diritti umani e la tutela dei migranti contro l’ira dei Governi
- Putin, Netanyahu e la Corte Penale Internazionale: la giustizia non è uguale per tutti
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- Decreto sicurezza, io costituzionalista sono allarmata per i contenuti del provvedimento










