di Cristina Piccino
Il Manifesto, 25 maggio 2025
Il premio più importante al dissidente Jafar Panahi per “Un simple accident”, nato dalla prigionia in Iran. A Joachim Trier il Grand Prix della giuria, miglior regia a Kleber Mendoça Filho. Quando Juliette Binoche si alza per dire che questa Palma viene assegnata non solo per ragioni “politiche” ma per la potenza del film, sappiamo già che la Palma d’oro della 78a edizione del Festival di Cannes è stata vinta da Jafar Panahi. Un simple accident è un “film clandestino” - come lo sono tutti quelli del regista iraniano che rifiuta di sottomettersi alle regole e alla censura del regime di Tehran - che per la prima volta ha potuto accompagnare dopo quattordici anni, il ritiro del passaporto, la condanna a non viaggiare e a non girare più film, la prigione. Panahi, quando le telecamere lo inquadrano insieme alla sua equipe, gli attori, le attrici in lacrime, sprofonda nella sedia, e sembra farsi piccolo fino a sparire, per poi alzarsi di scatto mentre la sala in piedi lo applaude all’infinito.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 25 maggio 2025
Cannes 78. Questo premio ci ricorda che l’Iran e il Medio oriente non sono solo campi di battaglia. Un giorno arrivai a casa di Jafar Panahi. Mi fece sedere sul divano e, di fronte a me, c’era un grande manifesto: quello di “Ladri di biciclette” di Vittorio De Sica. “Avevo fatto una tesi su di lui alla scuola di cinema di Teheran”, mi disse. E Jafar Panahi mi raccontò una storia: “Vedi quel professore che mi promosse a pieni voti per la mia tesi? Fu lo stesso professore che, anni dopo, censurò uno dei miei film e ne impedì l’uscita nei cinema iraniani. Era diventato il capo della censura”.
di Alberto Brambilla*
Corriere della Sera, 25 maggio 2025
Più della metà dei connazionali non paga tasse e non contribuisce a sostenere i servizi di un Paese dove gli interessi sul debito superano le spese per la scuola. Ma la politica continua a dare bonus per cercare consensi. La sola possibilità di conservare e migliorare la democrazia e i valori civili e sociali nei Paesi europei e in Italia è quella di dire la verità ai cittadini, a quel popolo nel cui nome spesso la politica ha fatto disastri. Li ha fatti perché soprattutto negli ultimi 25 anni si è modificata la forma e la metodologia di cattura del consenso, sempre più basata su promesse e maggiori benefici: più servizi gratis e meno tasse per tutti.
di Andrea Valdambrini
Il Manifesto, 25 maggio 2025
La replica “No a pressioni politiche sulla Cedu”, in particolare in materia migratoria. I diritti non possono essere politicizzati, gli organi giudiziari che li tutelano non devono essere soggetti a pressioni da parte dei detentori del potere. Così il Consiglio d’Europa, organo indipendente dall’Ue, con sede a Strasburgo, replica alla lettera inviata su impulso di Italia e Danimarca e sottoscritta da altri 7 paesi europei, per ribadire il proprio ruolo di difesa dei diritti fondamentali delle persone. Valori universali messi sempre più sotto pressione dalle politiche trumpiane negli Usa come anche dalla nuova stretta verso i rimpatri dei migranti in Europa appena proposta dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
di Ludovica Jona
Il Fatto Quotidiano, 25 maggio 2025
I firmatari evidenziano due profili di possibile incostituzionalità del patto: le violazioni dei diritti umani compiute da Tel Aviv e il mancato rispetto del diritto all’informazione dei cittadini. Una diffida formale al governo per bloccare il rinnovo automatico del memorandum d’intesa per la collaborazione militare tra Italia e Israele, previsto per l’8 giugno 2025. A presentarla il 21 maggio sono stati dieci giuristi - Michele Carducci, Veronica Dini, Domenico Gallo, Ugo Giannangeli, Fausto Giannelli, Fabio Marcelli, Ugo Mattei, Luigi Paccione, Luca Saltalamacchia e Gianluca Vitale - rappresentati dallo studio legale Paccione di Bari.
di Bernard-Henri Lévy*
La Stampa, 25 maggio 2025
Gerusalemme è l’unica Israele non negoziabile, lo ricordava Amos Oz coi Giusti del Talmud. Israeliani e palestinesi non devono avere la stessa lingua, così guardo allo strazio dei morti. Il Vaticano, quante divisioni? È la domanda, impossibile da non porsi, dopo la messa inaugurale del nuovo pontefice - domenica 18 maggio - di fronte alle immagini del presidente Zelensky che parla con il vicepresidente americano JD Vance. Quello stesso JD Vance che, soltanto due mesi prima, l’aveva trattato con grande insolenza nello Studio Ovale. Quello stesso rozzo individuo che aveva tentato di umiliare, e quasi cacciare dalla Casa Bianca, il Churchill ucraino.
di Silvia Quaranta
Il Gazzettino, 24 maggio 2025
“Ora Filippo Turetta mi fa più pena che rabbia”. Il padre di Giulia il 23 maggio è stato tra gli ospiti di una giornata di studi al Due Palazzi di Padova e ha parlato del femminicidio della figlia dopo la recente notizia del processo d’Appello. Mentre il processo per l’omicidio Cecchettin prosegue anche in Appello - con il doppio ricorso presentato dalla Procura, che chiede il riconoscimento delle aggravanti di crudeltà e stalking, e dalla difesa di Filippo Turetta che contesta la premeditazione e invoca le attenuanti generiche - il padre di Giulia sceglie ancora una volta la strada del dialogo e dell’elaborazione del dolore. Gino Cecchettin è intervenuto ieri (23 maggio) al carcere Due Palazzi di Padova, nell’ambito del seminario “Disinnescare... Attrezziamoci per disinnescare i conflitti, non per fomentarli”, incontro molto partecipato che ha richiamato oltre seicento persone.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 24 maggio 2025
È la leva della “buona condotta”. La situazione nei penitenziari (oltre 16mila detenuti in più della capienza) è insostenibile. Il progetto di Giachetti (Iv) convince La Russa e riapre il confronto. Le condizioni di sovraffollamento dei penitenziari italiani, con oltre 16mila detenuti in più rispetto alla capienza tabellare, continuano a destare preoccupazione, insieme al numero dei suicidi e alle altre forme di grave malessere che affliggono il mondo carcerario. E, accanto agli interventi di edilizia carceraria su cui lavora il commissario straordinario di governo Marco Doglio, inizia a farsi strada l’ipotesi di un intervento normativo per sfoltire le presenze, anche se su questo, in seno alla maggioranza, un vero e proprio ragionamento ancora non è partito.
di Chiara Di Benedetto
Avvenire, 24 maggio 2025
Organizzato dalla cooperativa “La Valle di Ezechiele”, che dà lavoro agli ex detenuti, l’evento il 15 maggio ha messo insieme i cappellani delle carceri, il mondo della politica e la società civile. Una inaspettata convergenza di intenti si è realizzata ieri sul problema del sovraffollamento delle carceri italiane, anche e soprattutto per mano di Ignazio La Russa, che è intervenuto durante il convegno organizzato in Sala Zuccari, a Palazzo Giustiniani, dalla cooperativa “La Valle di Ezechiele”, che dal 2019 si occupa di dare lavoro agli ex detenuti. Il presidente del Senato - nonché noto avvocato penalista - ha infatti annunciato che presto incontrerà Roberto Giachetti, deputato di Italia viva e membro del Partito Radicale transnazionale, per discutere la sua proposta di liberazione anticipata: “Farò moral suasion perché se ne discuta”.
di Chiara Squarcione* e Laura Di Napoli**
L’Unità, 24 maggio 2025
Dal 10 maggio abbiamo intrapreso uno sciopero della fame a oltranza per sostenere, rafforzare, dare corpo all’azione radicale nonviolenta di Rita Bernardini a favore della proposta di Nessuno tocchi Caino di un anno di riduzione di pena per tutti i detenuti. Rita ha sospeso il suo sciopero al 22° giorno in seguito all’apertura manifestata dal Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha riconosciuto il sovraffollamento carcerario come problema prioritario e ha indicato come possibile soluzione la proposta di legge di Nessuno tocchi Caino sulla liberazione anticipata presentata alla Camera da Roberto Giachetti di Italia Viva.
- Gatta (Forza Italia): “Servono più figure di supporto per garantire il diritto alla riabilitazione”
- In carcere col dubbio di colpevolezza. Bellomo (Forza Italia): “Colmare il vuoto legislativo”
- Violenza di genere, va garantito il diritto alle cure psicologiche per gli autori di reato
- Legittima l’espulsione del detenuto straniero senza titolo di soggiorno
- Pene sostitutive, non opera il divieto se la pena sospesa riguarda fatti ante Cartabia










