immediato.net, 24 maggio 2025
Il deputato chiede di rafforzare l’organico dei funzionari giuridico-pedagogici: “Un solo educatore ogni 65 detenuti, così la Costituzione resta inapplicata”. Rafforzare il ruolo della funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione, potenziando l’organico degli educatori penitenziari. È questo il contenuto dell’interrogazione a risposta scritta presentata dall’onorevole Giandiego Gatta (Forza Italia), che ha riportato l’attenzione sulla carente presenza dei funzionari giuridico-pedagogici (Fgp) all’interno delle carceri italiane.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 24 maggio 2025
Il deputato azzurro presenta un’interpellanza parlamentare al ministro della Giustizia Carlo Nordio partendo dal caso di Garlasco: “Prevedere una sospensione cautelare del carcere quando, dopo una condanna definitiva, sorgono dei dubbi. A volte si cerca un colpevole, non il colpevole”. Quando un giudice decide di condannare lo fa, o dovrebbe, perché ritiene l’imputato colpevole oltre ogni ragionevole dubbio. Ci sono casi in cui, però, il dubbio sorge dopo la condanna definitiva. E non c’è modo di scarcerare il condannato. A meno che non si faccia la revisione del processo, che però è un percorso lungo e non sempre possibile. l caso di Garlasco è uno di questi. Alberto Stasi è stato condannato (dopo due assoluzioni) a 16 anni di carcere perché il giudice ha ritenuto avesse ucciso la sua fidanzata, Chiara Poggi, nella sua casa del paese in provincia di Pavia, nel 2007. Non c’è mai stato un movente. Non hanno trovato l’arma del delitto.
di Alberto Liguori*
Il Dubbio, 24 maggio 2025
In linea con il 2024, il “bollettino di guerra” del primo trimestre 2025 sulla violenza contro le donne ha fatto registrare una vera e propria mattanza (17 donne uccise), assumendo dimensioni drammatiche ed emergenziali come ha avuto modo di affermare nel novembre dello scorso anno il ministro dell’Interno Piantedosi. Il Legislatore ha reagito rafforzando gli strumenti di contrasto alla violenza contro le donne con l’adozione di misure di tutela della vittima per sterilizzare al massimo le occasioni di contatto tra la vittima e l’indagato. La strategia ha un comune denominatore: la tempestività dell’intervento attraverso l’esame della vittima nei tre giorni successivi all’iscrizione della notizia di reato e con la successiva valutazione del quadro cautelare nei 30 giorni dalla medesima iscrizione con opzione, nei casi più gravi, di misure cautelari personali o coercitive sulla base delle informazioni richieste all’organo di polizia giudiziaria procedente.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2025
La pena ancora da scontare non può però essere superiore a due anni e l’identità deve essere certa. Non ci può essere equiparazione con le misure alternative alla detenzione. Legittima l’espulsione dello straniero, privo di permesso di soggiorno, detenuto con meno di due anni di pena da scontare. Lo chiarisce la Corte costituzionale con la sentenza n. 73 depositata il 23 maggio 2025 e scritta da Giovanni Amoroso. Infondati quindi i dubbi di incostituzionalità sollevati dal tribunale di sorveglianza di Palermo.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2025
La Cassazione con due pronunce affronta sia l’operatività del divieto in caso di sospensione condizionale sia le regole di presentazione dell’istanza e prestazione del consenso post regime transitorio della Riforma. La Cassazione ha chiarito con due sentenze coeve la legittimità dell’istanza di sostituzione della detenzione breve sotto il diverso profilo: dell’operatività o meno del divieto in caso di concessione della sospensione condizionale della pena per fatti ante Riforma e della tempestività della richiesta fatta per la prima volta in appello post regime transitorio della novella già modificata con il decreto correttivo Dlgs 164/2024.
vitatrentina.it, 24 maggio 2025
Nuovo incontro dei cappellani delle carceri del Triveneto che si sono ritrovati presso il Centro pastorale di Zelarino (Venezia) il 21 maggio scorso alla presenza dell’Arcivescovo di Gorizia mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, delegato dei Vescovi del Triveneto per tale settore. I cappellani si sono interrogati in particolare sulle accoglienze fuori dal carcere che le comunità parrocchiali, le Caritas o altre realtà ecclesiali sono in grado di mettere in atto per offrire - a chi può goderne, secondo la legge - la possibilità di concludere la pena in un contesto di reinserimento. Ribadiscono la necessità che tale opera di rieducazione trovi maggiore spazio e disponibilità all’esterno del carcere; non si tratta solamente di un’importante azione pastorale ma di un contributo reale per un’auspicabile soluzione ai problemi di sovraffollamento che continuano ad affliggere anche molti istituti carcerari del Triveneto.
di Sara Calini
umbria24.it, 24 maggio 2025
“Così la proposta alimenterebbe aspettative nei detenuti con il rischio che la macchina burocratica che verrebbe attivata non riesce a gestirle perché già ingolfata”. La proposta alternativa dall’Umbria. Mentre a Roma si discute l’ipotesi di una nuova norma che premi la buona condotta per sfoltire le carceri, dall’Umbria c’è speranza, ma anche perplessità: “Una legge può dare speranza - avverte il garante dei detenuti Giuseppe Caforio - ma senza risorse e strutture adeguate, rischia solo di inceppare ulteriormente il sistema giudiziario umbro già al collasso”.
torinoggi.it, 24 maggio 2025
Bruno Mellano ospite al Podcast a Domicilio, format di DixTv: “Ogni anno il tasso di suicidi in carcere è molto più alto che fuori, non solo tra i detenuti ma anche tra il personale della polizia penitenziaria”. Non si parla mai abbastanza di carcere. E se lo si fa è per raccontare le numerose tragedie che si consumano all’interno. I casi di violenze, aggressioni, suicidi sono lo specchio delle condizioni odierne dei luoghi di detenzione, ormai al collasso. Qui vige ancora la logica della punizione, mentre la riabilitazione sociale del detenuto rimane complessa. A “Podcast Domicilio” è intervenuto Bruno Mellano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Regione Piemonte, che ha sottolineato i problemi del sistema e i punti più critici da risolvere.
di Gaetano Mazzuca
Gazzetta del Sud, 24 maggio 2025
Il carcere in cui è detenuto dovrà garantire locali adeguati agli incontri intimi come stabilito dalla Corte costituzionale. Potrà avere incontri affettivi e intimi con la propria moglie l’ergastolano A. L.C., 56enne, di Catanzaro detenuto nel carcere di Oristano per omicidio nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano, nome in codice “Bagliore”. Lo ha deciso il magistrato di sorveglianza di Cagliari Paolo Cossu, che ha accolto il reclamo proposto dagli avvocati Susanna Deiana del foro di Cagliari e Vincenzo Cicino del foro di Catanzaro. Un caso tra i primi in Italia, in cui si è dato seguito a quanto previsto da una sentenza della Corte costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 18 dell’ordinamento penitenziario nella parte in cui non prevede la possibilità per i detenuti e gli internati di coltivare la propria vita affettiva e relazionale anche attraverso incontri intimi in luoghi riservati negli Istituti penitenziari.
di Maresa Calzone
labtv.net, 24 maggio 2025
Sovraffollamento, carenze di personale, disagio psichico e strutture insufficienti: è questa la fotografia impietosa che emerge dalla Relazione annuale 2024 sull’area penitenziaria e penale esterna del distretto di Benevento. Nel carcere del capoluogo, la situazione è particolarmente critica: 392 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 259, tra cui 34 stranieri e 79 donne. I dati descrivono un contesto ad alta tensione: un suicidio, 21 tentativi, 15 aggressioni tra detenuti e 21 episodi di violenza contro il personale. Allarmante anche il numero di 43 scioperi della fame e della sete registrati nell’arco dell’anno.
- Verbania. “Liberate i detenuti”: una riflessione sul mondo carcerario in occasione del Giubileo
- Isernia. Giustizia riparativa, l’esito del progetto Csv Molise e Demetra
- Tolmezzo (Ud). Speranza oltre le sbarre. L’incontro dell’Arcivescovo con le persone detenute
- Torino. Il rugby e i minori detenuti al Ferrante Aporti: collaborazione, rispetto e lavoro di squadra
- Bologna. La Via Mater Dei con i detenuti della Dozza: “Un cammino di speranza e dignità”










