di Francesco Grignetti
La Stampa, 22 maggio 2025
L’avvocato Giuseppe De Lucia presenta un esposto alla Corte di appello di Cagliari e per conoscenza al procuratore generale e al magistrato di sorveglianza. “Io chiuso a chiave in una cella insieme con il detenuto”. In Sardegna c’è un carcere che sembra in tutto e per tutto una Alcatraz italiana. Si trova ad Oristano, in località Massama. È stato costruito di recente, inaugurato nel 2012, e classificato come istituto per l’Alta sicurezza. Un gradino sotto la Massima sicurezza. Ci sono quasi solo condannati per reati di criminalità organizzata: mafiosi siciliani, camorristi campani, ‘ndranghetisti calabresi, qualche pugliese. Già di per sé è un’anomalia, questo penitenziario così lontano per le famiglie dei detenuti. Ma poi giungono notizie inquietanti sul clima che vi si respira. Qualche giorno fa, un legale che doveva avere colloqui con alcuni assistiti è stato chiuso per più di un’ora in una cella, quella adibita agli incontri. Probabilmente volevano impedirgli di incrociare il magistrato di sorveglianza che era lì in visita.
di Elisa Sola
La Stampa, 22 maggio 2025
Il quarantenne si è impiccato in carcere prima dell’udienza di convalida dell’arresto. Aperta un’inchiesta per istigazione. C’è il video dell’arresto. “Perdonaci Hamid. Perché, nonostante tutto, non siamo riusciti a tenerti qui con noi. La tua morte ce la sentiamo addosso. È una sconfitta per tutta la società”. Non solo la sorella Zahira, i familiari che lo aspettavano in Marocco, i suoi amici e i compagni di strada di Barriera di Milano. Anche don Luigi Ciotti del Gruppo Abele piange la morte di Hamid Badoui, l’uomo di 40 anni emigrato a Torino 15 anni fa, che si è tolto la vita lunedì mattina nel carcere Lorusso e Cutugno.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 22 maggio 2025
Non è più detenuto. È un paziente in stato grave che nessuna struttura vuole accogliere. La famiglia lancia un appello. La sanità risponde con il silenzio. Un ragazzo giace immobile in un letto dell’Ospedale Moscati, né vivo né morto, ma sospeso in quel territorio incerto che i medici definiscono “stato quasi vegetativo” e che i familiari, più brutalmente, chiamano “agonia”. Si chiama Paolo Piccolo, ha ventisei anni, ed è stato ridotto in questo stato da dieci detenuti che, il 24 ottobre scorso, decisero di farsi giustizia - o forse solo esercizio di violenza - nel carcere di Bellizzi.
di Massimiliano Nardella
foggiatoday.it, 22 maggio 2025
Avevano chiesto una misura alternativa al carcere. La vicenda risale al 26 novembre 2024 in una cella del carcere di Foggia. Il 51enne barese è stato operato alla testa e dopo un mese trascorso in Neurochirurgia e due in una struttura riabilitativa, è tornato a casa. Entrato in carcere a Bari nell’estate 2024 per una condanna a quattro anni e otto mesi, un 51enne barese affetto da tetraparesi spastica, nel novembre scorso è caduto ferendosi gravemente nel carcere di via delle Casermette a Foggia, dov’era stato trasferito e dove nonostante la sua disabilità - limitazioni delle capacità motorie e cognitive - era stato ristretto in una cella insieme ad altri sette detenuti.
di Giuseppe Bonaccorsi
Il Dubbio, 22 maggio 2025
Undicimila euro a titolo di risarcimento a un ex detenuto catanese che ha scontato la pena nella casa circondariale di Augusta, in provincia di Siracusa. Lo ha deciso il tribunale di sorveglianza di Catania, (presidente Carlo Cannella, Alessandro Dagnino, Valentina Monaco Crea, Salvatore Capizzi), nei confronti di un uomo di 57 anni che è stato recluso dal 13 febbraio del 2019 al 23 novembre del 2023. L’ex carcerato, (come scrive il sito catanese Iene Sicule) durante la sua detenzione aveva chiesto, attraverso il suo legale, l’avv. Alfio Grasso del Foro di Catania, la riduzione della pena, avanzata in considerazione delle condizioni di sovraffollamento, dell’insalubrità delle celle e dei bagni e della mancanza di riscaldamento e di acqua calda, richiedendo la riduzione della pena che era stata, però, rigettata.
di Alessandra Codeluppi
Il Resto del Carlino, 22 maggio 2025
Sarà celebrato un processo in Appello sul caso di presunta tortura da parte di agenti della polizia penitenziaria su un 44enne tunisino. Sarà celebrato un processo in Appello sul caso di presunta tortura da parte di agenti della polizia penitenziaria su un 44enne tunisino, in passato detenuto nel carcere di Reggio. La sentenza di primo grado (17 febbraio), è al centro di opposte impugnazioni: sia da parte della Procura e dell’avvocato Luca Sebastiani, che tutela il 44enne costituito parte civile, sia dalle difese. Il pm Maria Rita Pantani aveva formulato per i dieci poliziotti imputati le accuse a vario titolo di tortura aggravata, lesioni e falso nelle relazioni stese sull’episodio, datato 3 aprile 2023. Nel processo con rito abbreviato, il pm Pantani aveva chiesto condanne sino a 5 anni e 8 mesi.
bolognatoday.it, 22 maggio 2025
All’indomani del rapporto di Antigone sulla situazione all’istituto bolognese, il sindaco ha chiesto un intervento da parte del governo. “Muri sporchi di cibo o di chissà cos’altro, colate di liquidi ripugnanti, bucce di banana, di mandarino, fili elettrici a vista strappati dal muro, involucri di ogni tipo che nessuno raccoglie, cicche di sigaretta, uno strato di nera polvere ovunque”. È così che Susanna Marietti, coordinatrice di Antigone, descrive sulla sezione blog de ilfattoquotidiano.it la situazione al carcere minorile di via del Pratello, a Bologna.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 22 maggio 2025
“Al carcere minorile del Pratello la situazione è grave e va affrontata dal Governo in maniera seria. Noi ogni mese visitiamo, con assessori, parlamentari, sia il Pratello sia il carcere della Dozza. C’è davvero bisogno di risposte concrete. Noi abbiamo dato disponibilità a chi ci ha chiesto come città di affrontare un progetto condiviso, ma adesso le chiacchiere stanno a zero e la condizione di chi vive in ambito carcerario deve migliorare”. Lo ha detto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, durante la conferenza stampa al padiglione Filla della Montagnola. L’occasione per tornare a parlare dell’istituto di pena minorile è stata la denuncia, l’altro giorno, dell’associazione Antigone che dopo avere visitato gli spazi del Pratello ha restituito una situazione drammatica, tra sporcizia, incuria, ragazzi abbandonati a se stessi nelle celle.
viveremilano.org, 22 maggio 2025
Prima l’aver commesso qualche grave pecca di troppo. Poi, il rinvio a giudizio e seguente condanna al carcere. E dopo le sbarre? La possibilità di un lavoro per il reinserimento sociale. A Palazzo Pirelli un convegno sul “modello” della Casa di Reclusione di Vigevano (Pv) promosso dalla Presidente della Commissione Carceri Alessia Villa. Il lavoro come strumento di reinserimento sociale per i detenuti: è il tema al centro del convegno, “In carcere non si finisce…si ricomincia”, promosso dalla Presidente della Commissione Carceri, Alessia Villa, (Fratelli d’Italia) e che si è svolto lunedì mattina, 19 maggio, a Milano e dentro Palazzo Pirelli. Mattinata che ha visto, anche, la presenza del Vice Presidente della Commissione Carceri Luca Paladini (Patto Civico).
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 22 maggio 2025
Per i giovani detenuti il progetto con la Fondazione Scholas Occurrentes. Si rilancia così l’invito di papa Francesco alla Gmg 2023: trasformare il caos in cosmo. A partire dalla nostra vita. Uno spazio dove poter esprimere in maniera creativa le domande e i desideri dei giovani, attraverso un murale realizzato in un luogo che è insieme di sofferenza e di speranza. Ha preso vita nelle scorse settimane a Nisida, l’isola che si affaccia sull’incantevole scenario del Golfo di Napoli e che ospita il carcere minorile. Un progetto gestito in collaborazione tra la direzione del carcere e la Fondazione Scholas Occurrentes, nata in Argentina sotto gli auspici dell’allora cardinale Bergoglio per promuovere l’educazione dei giovani e da anni presente anche in Italia.
- Terracina (Lt). Arriva “noi fuori”: le voci dei detenuti e l’emergenza carceraria
- Taranto. Gruppi di lettura in carcere: storie di crescita e riscoperta
- Roma. “I giochi della speranza”: la piccola olimpiade all’interno del carcere di Rebibbia
- Torino. Al Salone del Libro premiati gli autori sul carcere
- Quella luce nel buio del carcere










