di Umberto De Giovannangeli
L’Unità, 22 maggio 2025
“Il quesito vuol rendere il sistema più equo e realistico senza stravolgere i criteri già previsti. Non si chiede la luna. L’appello all’astensione di La Russa? Siamo al menefreghismo istituzionale. Amnesty International invita a recarsi ai seggi e ad esprimersi su tutti e cinque i referendum”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 22 maggio 2025
Ieri l’udienza sui dubbi di incostituzionalità. Attesa per il responso. Tra le questioni finite ieri davanti alla Corte costituzionale c’è anche quella se la zona di ricerca e soccorso libica violi gli obblighi internazionali a cui l’Italia è vincolata. Nella sala Gialla del palazzo della Consulta è approdato il decreto Piantedosi, con cui a gennaio 2023 il governo ha creato nuovi ostacoli al soccorso in mare delle navi ong. I quindici giudici delle leggi dovranno esaminarlo alla luce del rinvio avanzato dal tribunale di Brindisi in un procedimento che riguarda la nave Ocean Viking, dell’ong Sos Mediterranée.
di Danilo Taino
Corriere della Sera, 22 maggio 2025
Nel 1990, ha scritto l’Economist, l’80% dei tedeschi diceva di sentirsi libero di esprimere le proprie opinioni, ora la percentuale si è più che dimezzata. In Francia, un pensionato che aveva esposto uno striscione nel quale invitava il presidente Macron ad “andare fuori dalle palle” ha dovuto frequentare un corso di rieducazione civica per evitare di essere incriminato. In Spagna ci sono reati contro l’offesa al re. Sembra che sull’Atlantico il faro della democrazia faccia meno luce di un tempo. Dell’America si sa, se ne parla molto: l’Amministrazione Trump ha messo sotto pressione i media considerati nemici, le università politicamente troppo corrette, alcuni giudici e grandi studi legali non graditi. Delle evoluzioni della democrazia europea, però, non si parla quasi mai. Ha fatto bene, dunque, il settimanale Economist a mettere in copertina una cerniera che chiude una bocca: titolo, “Il Problema della libertà di espressione dell’Europa”. Perché un problema c’è. Non solo nell’Ungheria di Viktor Orbán, della quale si discute molto. Anche in Germania, nel Regno Unito, in Francia e in altri Paesi la questione esiste. Il settimanale britannico si concentra sulle cosiddette leggi anti odio, attraverso le quali la libertà di espressione viene spesso negata. È chiaro che, soprattutto online, molti messaggi sono più che sgradevoli, in parecchi casi offensivi, fake news che rimbalzano migliaia di volte. È ovviamente legittimo usare la legge per punire l’incitamento alla violenza, la diffusione di segreti nazionali, la pedopornografia.
di Mauro Zanon
Il Foglio, 22 maggio 2025
Le carceri di Vendin-le-Veil e Condé-sur-Sarthe, nell’Orne, si preparano a ospitare nei prossimi mesi duecento tra i più pericolosi trafficanti di droga sul territorio francese. Il ministro della Giustizia di Macron ha già promesso entro il 2028 un nuovo istituto nel cuore della giungla amazzonica, nonostante le proteste della comunità della Guyana. Fin dal primo giorno in cui ha indossato gli abiti di ministro della Giustizia del governo francese, Gérald Darmanin, ex sarzkoysta di ferro convertito al macronismo, ha fatto della lotta al narcotraffico la sua priorità, annunciando misure drastiche per spezzare le reti criminali e riprendere il controllo dei cosiddetti “territori perduti della République” (Georges Bensoussan).
di Tullio Padovani*
L’Unità, 21 maggio 2025
Qualcosa sembra finalmente muoversi sul tetro fronte del sovraffollamento carcerario, sin qui animato solo dall’iniziativa di Rita Bernardini che, qualche settimana fa, aveva iniziato, per sollecitare un intervento risolutore, uno sciopero della fame, che ora ha sospeso in presenza di qualche segnale positivo. C’è da augurarsi che sia così, perché, fra tutti i nodi che affliggono l’istituzione carceraria, quello del sovraffollamento è il più intollerabile. L’affermazione può stupire: tali e tanti sono gli orrori dell’esecuzione penitenziaria, che attribuire un primato negativo al sovraffollamento esige una spiegazione. Com’è noto, il carcere è un’istituzione totale, e cioè un universo disciplinare capace di includere, assorbire e definire ogni aspetto della vita dei detenuti, e si caratterizza ulteriormente per essere marginale ed emarginante: marginale, perché costituisce, in un contesto sociale dato, la peggiore condizione possibile, ed emarginante, perché determina e perpetua una condizione di esclusione.
di Riccardo De Vito
Il Manifesto, 21 maggio 2025
Gli ordinamenti democratici nazionali e internazionali hanno perso la loro capacità di essere bussola del mondo. Tra poco più di due mesi l’ordinamento penitenziario compirà cinquant’anni. Chiamiamo così la legge del 1975 che aveva dato vigore e prospettiva all’articolo 27, comma 3, della Costituzione, per il quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato. Il compleanno di mezzo secolo, però, si è macchiato di sangue e quel sangue si è tinto di strumentalizzazioni. Tutto accade in pochi giorni, tra il 9 e l’11 maggio, quando Emanuele De Maria, in espiazione della pena per l’omicidio di una donna, esce dal carcere per recarsi a svolgere attività lavorativa all’esterno. Sono due giorni di tragedia: Emanuele torna a uccidere una donna, Chamila; ferisce quasi mortalmente un collega di lavoro; infine, si toglie la vita lanciandosi dalle terrazze del Duomo di Milano.
di Gianni Alemanno*
Il Dubbio, 21 maggio 2025
Un fulmine ha percorso le nostre celle, un passa parola così rapido come solo in carcere può avvenire: La Russa ha aperto sulla proposta Giachetti di una ‘ liberazione anticipata speciale’. Rita Bernardini, Presidente di ‘ Nessuno tocchi Caino’, ha interrotto il suo sciopero della fame in favore dell’indulto. Per farla semplice, potrebbe arrivare finalmente un provvedimento di clemenza per ridurre significativamente il sovraffollamento carcerario.
di Gabriele Elia
L’Edicola del Sud, 21 maggio 2025
In un clima di crescente attenzione e sensibilità verso la questione carceraria, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha finalmente accolto la risolutiva proposta di legge di Roberto Giachetti e Rita Bernardini sul sovraffollamento carcerario. Dopo gli appelli di papa Francesco e del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, insieme all’iniziativa estiva di Forza Italia con il deputato Alessandro Cattaneo in prima linea, si è giunti a un importante riconoscimento della necessità di interventi concreti. Un ruolo fondamentale in questo dibattito lo sta giocando Gianni Alemanno, attualmente in carcere, il quale, attraverso un diario quotidiano, sta illuminando con la sua voce le problematiche emergenziali del sistema penitenziario italiano.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 21 maggio 2025
L’affondo del ministro dopo un commento sulla sentenza Open Arms. Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, la libertà d’espressione di un magistrato è in contrasto con la terzietà che la sua funzione giurisdizionale impone. Lo apprendiamo leggendo la risposta del Guardasigilli a un’interrogazione del forzista Maurizio Gasparri, che sollevava questioni di opportunità su un commento scritto su Avvenire dal giudice Luigi Patronaggio - pg alla Corte d’appello di Cagliari - sul tema della sentenza di Palermo per il caso Open Arms, quella che ha assolto Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persona.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 21 maggio 2025
Il Guardasigilli annuncia l’intervento sugli “illeciti” da parte di magistrati che assumono posizioni politiche. Bilanciare i diritti in gioco è sempre molto complesso. E ciò emerge chiaramente quando si parla della libertà delle toghe di sostenere le loro idee in pubblico. Problema antico ma sempre attuale che può essere introdotto con le parole del ministro Nordio in una risposta ad un’interrogazione parlamentare: si tratta, in pratica, scrive il Guardasigilli della “annosa questione del delicato equilibrio tra la libertà di manifestazione del pensiero, che deve essere riconosciuta anche ai magistrati in quanto cittadini, ed il valore, anch’esso di rilievo costituzionale, dell’imparzialità e terzietà della funzione giurisdizionale”.
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