foggiacittaaperta.it, 16 maggio 2025
Giovedì 22 maggio alle 10 e alle 15 presso il teatro del Carcere di Foggia andrà in scena lo spettacolo “Il tempo di cambiare”, interpretato proprio detenuti del penitenziario. È frutto del progetto “La liberazione interiore attraverso il teatro” sostenuto dalla Fondazione dei Monti Uniti, dalla Camera Penale di Capitanata, dall’Ordine degli Avvocati di Foggia, dal Rotary Club Foggia e Foggia Capitanata, e dall’Inner Wheel di Foggia. È il risultato di un progetto coinvolgente, iniziato a settembre 2024, in cui i detenuti hanno partecipato attivamente a tutte le fasi della creazione, dalla scrittura alla messa in scena, passando per la scenografia e i costumi. Accolto con entusiasmo dalla direttrice della cc di Foggia, dott.ssa Giulia Magliulo e dall’aerea trattamentale dell’istituto di pena.
di Catia Paluzzi
gnewsonline.it, 16 maggio 2025
Il testo è stato scelto tra i tanti realizzati dai ragazzi nelle attività del laboratorio di scrittura che si è tenuto nell’Istituto Penale per i Minorenni di Treviso, nell’ambito di un percorso educativo e riabilitativo che vuole promuovere nei giovani detenuti la riflessione critica su sé stessi e sulle proprie esperienze di vita. A firmarlo è Jamel, un giovane detenuto che ha deciso di raccontarsi con coraggio e sincerità, offrendo una testimonianza autentica e personale e ponendo al centro il tema dell’identità e del cambiamento. Il testo scritto con un linguaggio diretto ed essenziale rappresenta il tentativo di esprimere la complessità del vissuto individuale e la volontà di riscatto.
di Elisabetta Cibinel
secondowelfare.it, 16 maggio 2025
Lo spettacolo “Ottantaquattro pagine”, scritto dai detenuti del carcere di Torino, racconta la lettera di un giovane assassino che 100 anni fa ha cercato riscatto e perdono. Un’opera profonda e coinvolgente, dietro la quale c’è molto lavoro che merita di essere raccontato. Lo scorso 14 dicembre a Torino è stata una giornata particolarmente fredda, probabilmente la più fredda dell’autunno fino a quel momento. Chi verso le 20 di quel sabato sera fosse capitato dalle parti di corso Massimo avrebbe assistito a una scena insolita: decine di persone in coda - ognuna con la sua nuvoletta di vapore - davanti alla porta d’accesso di una sede dell’Università di Torino, evidentemente fuori orario. A poco a poco la fila si è accorciata e le persone hanno trovato posto sulle panche di legno della vecchia aula magna di anatomia. Eravamo tutti lì per assistere a uno spettacolo di teatro.
di Carlo Verdelli
Corriere della Sera, 16 maggio 2025
La consultazione dell’8 e 9 giugno: l’astensione è contemplata e legittima. Ma segna un’ulteriore avanzata del disinteresse verso lo stato del Paese. Si è parlato parecchio di consigli su come impiegare i prossimi 8 e 9 giugno: stare a casa, passare il tempo con i figli per chi li ha, concedersi una vacanzina. Si è discusso pochissimo, al limite del niente, delle materie per cui saremo chiamati ad esprimerci proprio quell’8 e 9 giugno. Eppure sono temi tutt’altro che marginali. Quattro riguardano il lavoro, con questioni relative a sicurezza, licenziamenti, contratti a termine, appalti. Uno, la cittadinanza per gli stranieri, che prevedrebbe la riduzione da 10 a 5 gli anni per ottenerla, in linea con Francia, Germania, Paesi Bassi e tanti altri.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 16 maggio 2025
L’invito al non voto, pur legittimo, svilisce la sovranità popolare, che si esprime anche attraverso uno strumento che rende protagonisti i cittadini, qual è il referendum abrogativo. Chi fa propaganda per l’astensione, inoltre, evita di entrare nel merito dei quesiti. Ma il popolo può ritenersi costituzionalmente “sovrano” in quanto pienamente informato. Come può essere giudicata l’astensione in occasione di un referendum abrogativo, per la cui validità è necessario il raggiungimento del quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto?
di Marta Di Donfrancesco
L’Espresso, 16 maggio 2025
L’eurodeputato del Pd dopo la riunione del gruppo di lavoro della commissione Libe del Parlamento europeo: “C’è un governo che a tappe forzate sta cercando di comprimere le libertà fondamentali”. Diritti che arretrano per la comunità Lgbtqia+, spyware nei cellulari dei giornalisti, dl sicurezza, continui attacchi della classe politica ai magistrati, controllo della Rai da parte del governo. Tutti elementi che, secondo l’eurodeputato Pd Alessandro Zan, membro della commissione Libe del Parlamento europeo sullo stato di diritto, fanno sì che “l’Italia stia diventando una democratura”.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 16 maggio 2025
Il governo danese, con l’appoggio di quello italiano, starebbe preparando una protesta contro l’orientamento adottato dalla Corte europea dei diritti umani nella decisione dei ricorsi presentati da migranti. È uscita la notizia che il governo danese, con l’appoggio di quello italiano, starebbe preparando una protesta contro l’orientamento adottato dalla Corte europea dei diritti umani nella decisione dei ricorsi presentati da migranti contro i governi per provvedimenti di espulsione. La notizia è ancora molto preliminare e generica. Come sarà redatta la protesta? Quali altri governi la condivideranno? A quale istituzione verrà indirizzata? Alla Corte o al Consiglio d’Europa di cui la Corte è espressione? Al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa o alla sua Assemblea parlamentare?
Il Domani, 16 maggio 2025
Il procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha chiesto al procuratore generale libico di arrestare Osama Najim Almasri e autorizzare il suo trasferimento all’Aia per consentirne il giudizio. Svolta inattesa nel caso Almasri. Karim Khan, procuratore della Corte penale internazionale, ha chiesto ufficialmente al procuratore generale della Libia, Siddiq Al Sour, di procedere all’arresto di Osama Najim Almasri e autorizzare il suo trasferimento all’Aia per consentirne il giudizio. Il 19 gennaio 2025 era stato arrestato a Torino su mandato proprio della Cpi, che lo accusa di crimini di guerra e contro l’umanità. Ma il 21 gennaio, la Corte d’appello di Roma lo aveva rilasciato per un vizio procedurale permettendo la sua fuga in Libia.
di Gabriele Segre
La Stampa, 16 maggio 2025
Israele vince sul campo e perde in termini di immagine, per Hamas è il contrario. Le due parti devono capire che non possono cogliere una vittoria su ogni fronte. Che si occupi di Ucraina o attraversi il Medio Oriente, come ha fatto questa settimana, dovremmo ormai aver imparato che le promesse visionarie e le minacce altisonanti di Donald Trump vanno accolte con la massima prudenza. Non sono dichiarazioni di principio, ma l’espressione di una convinzione tanto profonda quanto carica di rischi: anche le ideologie più rigide e le identità più radicate possano essere piegate alla logica della trattativa, purché sostenuta da sufficiente pressione e determinazione.
di Martina Marchiò*
La Stampa, 16 maggio 2025
La guerra cambia i lineamenti delle persone. Forse perché ne modifica lo sguardo, lo rende perso, forse un po’ più spento, rendendo gli occhi più piccoli e cerchiati. Le persone che hanno visto la guerra le riconosci dallo sguardo che qualche volta si perde e dalla capacità di tendere l’orecchio per ascoltare cosa accade lontano. Qui a Gaza le persone iniziano ad avere gli occhi cerchiati, molte si trascinano per la strada, alcune mi guardano facendo con la mano il gesto di portare qualcosa alla bocca per indicare che hanno bisogno di cibo. Spesso abbasso lo sguardo sentendomi colpevole, poi rivolgo un sorriso: “Sorry! Scusa non ho niente da darti” dico con la voce bassa. Quasi sempre la persona comprende e mi sorride. Come si fa a restare occhi negli occhi con chi ha fame e vorrebbe solo mangiare.










