ilticino.it, 14 maggio 2025
Presentato il progetto che avrà una durata di 18 mesi. Inizia il progetto “Sport di Tutti-Carceri”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, tramite il Dipartimento per lo Sport e realizzato in collaborazione con Sport e Salute. “I destinatari del progetto sono i detenuti del carcere di Pavia - ha spiegato l’assessore comunale allo sport Angela Gregorini -: credo che questa iniziativa sia un’opportunità concreta per riscoprire i valori positivi come il rispetto delle regole, la collaborazione, l’impegno e la resilienza attraverso lo sport”.
Ristretti Orizzonti, 14 maggio 2025
La rappresentazione ispirata a una lettera di richiesta di perdono del 1919, dal 19 al 22 maggio presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino. Parole e musica, suoni ed effetti speciali per accompagnare una storia di dolore e riscatto. Protagonisti e autori sono un gruppo di detenuti-attori, guidati dalla regia di Claudio Montagna, in scena con Ottantaquattro Pagine, in programma nel teatro della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” dal 19 al 22 maggio. Dopo l’anteprima a Torino nel dicembre dello scorso anno, la rappresentazione ritorna in carcere dove testi e scenografie hanno preso vita nel laboratorio teatrale che ha coinvolto in tutto 37 detenuti, nell’ambito del progetto “Per aspera ad astra” supportato da ACRI e dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, realizzato da Teatro e Società con la collaborazione del Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale e della Direzione e degli operatori della Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”. Quattro serate aperte al pubblico esterno (tutte sold out), con un’importante presenza delle istituzioni per proporre, attraverso il teatro, una riflessione più ampia sul ruolo del carcere all’interno della comunità.
ecodellojonio.it, 14 maggio 2025
È stato un percorso umano e artistico intenso, dove la potenza espressiva del teatro ha incontrato le fragilità e le speranze di chi vive recluso. Un teatro gremito e un auditorium carcerario trasformato in palcoscenico. Così si è concluso a Castrovillari il progetto “Un lungo silenzio si fece udire. Viaggio nel mondo di Beckett”, con la messa in scena di Finale di partita di Samuel Beckett, realizzata grazie all’impegno dell’Associazione Culturale Aprustum insieme ai detenuti della Casa Circondariale “Rosetta Sisca”. L’iniziativa, durata quasi un anno, ha rappresentato molto più di un laboratorio teatrale. È stato un percorso umano e artistico intenso, dove la potenza espressiva del teatro ha incontrato le fragilità e le speranze di chi vive recluso. Beckett, con i suoi riti ripetitivi, le attese infinite, le giornate immobili e sospese, ha offerto lo specchio perfetto di un universo chiuso come quello carcerario. Un confronto intimo e sincero con la condizione dell’uomo, dentro e fuori le mura.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 14 maggio 2025
L’esperienza delle squadre di “palla ovale” nei penitenziari di Bologna e Torino: il gioco educa al rispetto delle regole e dell’avversario, alla gestione della forza fisica e al sacrificio. “Per una testa calda come me, l’incontro con il rugby è stato un grande aiuto per mettere un po’ di ordine nell’esistenza. Ho imparato che il rispetto delle regole è fondamentale per vivere insieme, e che lo spirito di squadra, il sentirsi parte di un gruppo ti educa a capire che nello sport come nella vita non puoi fare a meno dell’altro”. Quando Armando è arrivato in Italia dall’Albania era un adolescente, dopo essere stato ospitato in una comunità per minori ha percorso strade sbagliate che gli sono costate una condanna pesante.
di Simone Alliva
Il Domani, 14 maggio 2025
Il divieto ai tentativi di “riparare” gli omosessuali, pratiche dannose e senza base scientifica, entra nella legislazione Ue grazie a due emendamenti di Alessandro Zan (Pd, S&D). Ma in Italia manca ancora una legge che le vieti, mentre il governo continua a legittimare posizioni che rifiutano l’autodeterminazione della comunità arcobaleno. Ci sono parole che sembrano fantasmi del passato. “Terapie di conversione”, per esempio. Cioè interventi mirati a modificare l’orientamento sessuale o l’identità di genere. “Sei una persona gay o trans? Stenditi sul lettino”. “L’invito” sembra arrivare da un altro secolo ma è in realtà una pratica riscoperta nel nostro continente, quasi in sintonia con una destra che parla di gender e demonizza le persone Lgbt proiettando paure antiche sulla società. Una madre che porta la figlia dal parroco per “metterla a posto”, un padre che accompagna il figlio da uno “psichiatra” e per anni subisce un lento tentativo di rieducazione: cambiare modo di camminare, parlare, persino tagliarsi i capelli per apparire “più maschile”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 14 maggio 2025
L’avvocato Guido Savio, tra i soci più noti dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), ha criticato sul sito questionegiustizia.it le recenti decisioni della Cassazione sui trattenimenti dei richiedenti asilo. In meno di venti giorni dalla prima sezione penale della Cassazione sono arrivate tre sentenze che aiutano il governo sull’Albania. Perché si esprime un giudice penale se il resto della materia è sul civile? Perché alla fine del 2024 una legge ha spostato la competenza sui ricorsi contro la convalida dei trattenimenti dalla Cassazione civile alla Cassazione penale.
di Azzurra Rachelli
ultimavoce.it, 14 maggio 2025
Dal Barometro di Reporter senza frontiere (Rsf) risultano detenuti 567 operatori dell’informazione, dei quali 532 giornalisti attualmente nel mondo: in testa la Cina, seguita da Birmania e Russia. In un momento storico in cui la libertà di stampa vive un preoccupante declino in molte parti del mondo, evidente dallo stesso report RSF World Index 2025 pubblicato da Reporters Sans Frontiers nei giorni scorsi, che vede l’Italia al 49 posto per libertà di stampa, questa ha subito un deterioramento a livello globale con un numero allarmante di giornalisti e operatori dell’informazione colpiti da repressione, violenza e incarcerazioni arbitrarie.
di Antonella Mariani
Avvenire, 14 maggio 2025
Ci sono volute 18 ore perché Georges Salines sapesse se sua figlia Lola era tra i sommersi o i salvati. E ci sono voluti 3 giorni perché Azdyne Amimour uscisse dalla prigione dove è stato torchiato: suo figlio Samy era uno dei tre terroristi che hanno seminato orrore al Bataclan. Entrambi, Lola e Samy, avevano 28 anni. Entrambi sono morti in quel teatro parigino. Due padri, due lutti. Non uguali però: Azdyne aveva sulle proprie spalle anche il peso della colpa. Due padri che si sono incontrati, hanno voluto conoscersi e percorrere insieme il sentiero stretto e doloroso del perché. Perché Samy, ragazzo educato, obbediente, intelligente, quel 13 novembre 2015 ha scelto di uccidere altri ragazzi come lui, altre ragazze come Lola?
di Tommaso Di Francesco
Il Manifesto, 14 maggio 2025
In questi giorni i resoconti non veritieri di molti media sono arrivati nello stesso giorno in cui il nuovo Papa incontrando la stampa del mondo ha chiesto di disarmare l’informazione. Mentre scriviamo ancora non sappiamo cosa accadrà domani, giovedì 15, se Putin e Zelensky si incontreranno o meno a Istanbul e se parteciperà da “mediatore” Trump. Sappiamo solo con certezza che la prima vittima di ogni guerra è la verità. Basta vedere come gran parte dei media sta informando su come è nato l’evento. “Tregua, Trump convoca Putin”, “…Se Putin dovesse accettare l’invito del leader ucraino ad incontrarsi…”, “…Rimane il tema del cessate il fuoco, condizione ineludibile da Zelensky e dei leader europei…”, “Gelo da Mosca”: titoli e aperture di quotidiani e di tg tutt’altro che veritieri. Che dire poi delle dichiarazioni di Giorgia Meloni, volenterosa ma trumpiana: “L’Ucraina ha accettato subito di incontrare Putin a Istanbul giovedì, chiarendo in pochi minuti, rispetto a certa propaganda, quale tra le parti coinvolte nel conflitto sia certamente a favore della pace…”. In realtà - come il manifesto ha scritto - i fatti stanno diversamente: in sequenza temporale, è stato Putin che ha sparigliato il campo del vertice dei Volenterosi a Kiev, proponendo, con inusitato annuncio in tardissima serata da Mosca domenica sera, l’incontro diretto tra lui e Zelensky, “con il sostegno dei leader mondiali dei Brics”; ne è seguita dal presidente ucraino, con il sostegno della coalizione dei Volenterosi, una “accettazione riluttante” condizionata ad un cessate il fuoco prima di trenta giorni, e per questo subito dopo c’è stato l’intervento a gamba tesa di Donald Trump su Zelensky perché accettasse l’invito immediatamente anche senza la condizione della tregua di un mese. Si parla ora di “gelo da Mosca”. Ma se lo stesso racconto degli avvenimenti è capovolto, il “gelo” è inevitabile e il fallimento annunciato, come quello provocato per i negoziati russo-ucraini di Istanbul dell’aprile 2022.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 14 maggio 2025
Nella “Giornata d’Europa”, è stata definita l’istituzione, che avrà come base un accordo tra il Governo di Kiev e il Consiglio d’Europa. La nascita di un Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina è sempre più vicina. Durante i lavori preparatori, svoltisi a Leopoli nella “Giornata dell’Europa”, è stata definita l’istituzione, che avrà come base un accordo tra l’Ucraina e il Consiglio d’Europa. A suggellare l’importante iniziativa è stata la “Dichiarazione di Leopoli” di qualche giorno fa, che ha impegnato la Commissione europea, il Consiglio d’Europa e alcuni Stati - una quarantina - della coalizione internazionale che sostiene Kyiv.
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