di Lucia Capuzzi
Avvenire, 9 maggio 2025
“Come mettere fine all’intollerabile bagno di sangue a cui assistiamo? Tutto, in definitiva, si riduce a questa domanda. La risposta è sul tavolo da tempo. Non occorre inventare nulla di nuovo. Ci vogliono, però, leader che abbiano il coraggio e la lungimiranza di agire di conseguenza”. Ne è convinto l’ex premier israeliano Ehud Olmert, a lungo pilastro del Likud e fondatore del partito centrista Kadima nonché braccio destro di Ariel Sharon, poi costretto alle dimissioni in seguito alla condanna per l’accusa di tangenti, sempre negata dall’interessato. Difficile definirlo un “pacifista naif”.
di Davide Longo
Il Manifesto, 9 maggio 2025
Usa Marie Ange Blaise, haitiana, è morta in Florida in custodia dell’Ice. Non è il primo caso: Maksym Chernyak è sopravvissuto all’invasione russa in Ucraina per morire di infarto in una prigione. Marie Ange Blaise, una donna haitiana di 44 anni, è morta lo scorso 25 aprile mentre era detenuta in un centro della Immigration and Customs Enforcement (Ice), l’agenzia governativa Usa che si occupa di immigrazione e che risponde direttamente al presidente Donald Trump. La donna, detenuta da ormai 71 giorni, si trovava nel centro di detenzione privato di Deerfield Beach, a nord di Miami, in Florida, con l’accusa di essere immigrata illegalmente negli Usa.
Il Foglio, 9 maggio 2025
Il grande scrittore algerino Kamel Daoud, esiliato in Francia per i suoi romanzi e i suoi articoli sui soprusi del regime di Algeri e le derive dell’islam politico, è oggetto di due mandati di arresto internazionali spiccati dalla giustizia del suo paese d’origine. Lo ha rivelato il Point, che ha appreso la notizia dagli avvocati di Daoud. Interpol Algerie ha emesso la prima red notice ai danni del romanziere a marzo e una seconda a inizio maggio. Sebbene sia difficile accertare i motivi della red notice, poiché l’Interpol non comunica le procedure di cui è destinataria, i mandati, secondo le informazioni del Point con cui Daoud collabora, sarebbero stati spiccati da un giudice del tribunale di Orano, città dell’Algeria occidentale dove il romanziere viveva prima di trasferirsi in Francia.
Il Foglio, 11 maggio 2025
Un appello al Dap che arriva dai docenti universitari di tutta Italia. Non convincono le motivazioni a favore delle “celle chiuse” quale modalità di custodia dei detenuti di alta sicurezza, da tempo coinvolti dalla testata in attività aventi come scopo la rieducazione. Ma le persone non sono “reati che camminano”: serve un modo più costituzionalmente orientato per garantire la sicurezza negli istituti penitenziari.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 maggio 2024
Da tutte le università d’Italia è partito un appello in difesa di Ristretti Orizzonti. Con una lettera aperta, redatta dal professor Davide Galliani dell’Università di Milano, trentacinque docenti hanno scritto al Dap per protestare contro una circolare punitiva per i detenuti dell’Alta sicurezza, che sono parte fondamentale della redazione nata nel 1997 dentro il carcere di Padova. Una realtà che, come scrivono i docenti, ha ormai una “rilevanza per una cerchia più ampia di persone” ed è uno “straordinario strumento di informazione e di apprendimento” e “un bene culturale immateriale da tutelare”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 maggio 2024
Sono ormai passati otto giorni dalla festa del Primo Maggio, ma si è fermata fuori dalle mura del carcere. Lì, il lavoro scarseggia, e questo contribuisce all’inutilità del carcere, già gravemente colpito dal sovraffollamento. Secondo i dati del ministero della Giustizia, al 31 dicembre 2024 in Italia erano detenute 61.861 persone. Solo 21.235 di queste - poco più di un terzo - svolgono un’attività lavorativa all’interno degli istituti penitenziari. Di chi lavora dietro le sbarre, l’84,5% presta servizio per l’Amministrazione penitenziaria (18.063 unità), mentre appena 3.172 reclusi - il 5,1% del totale - lavorano per datori di lavoro esterni. Tra questi ultimi, 1.123 sono semiliberi, 898 ammessi al lavoro esterno secondo l’articolo 21 della legge 354/ 1975 e 902 impegnati in lavori per cooperative sociali. Le imprese private profit contano appena 249 assunzioni in tutta Italia.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 maggio 2024
Sovraffollamento carcerario, diritti dei detenuti, stato dei Cpr e deriva securitaria: Mario Serio, componente dell’Ufficio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, analizza con il Dubbio il sistema penitenziario italiano. Dalla recente decisione della magistratura olandese alla mancata riforma del regolamento del Dap, Serio affronta senza retorica i nodi strutturali di una crisi ignorata o rimossa, e rilancia il tema della dignità come fondamento dello Stato di diritto.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 8 maggio 2024
A Roma la maratona oratoria contro il provvedimento del governo con i parlamentari delle opposizioni. Tranne il M5S. “Parlamento umiliato, travolto”, “atto vergognoso”, e ancora “baratro costituzionale”: sono solo alcune delle espressioni che si sono udite ieri sul palco allestito a piazza Santi Apostoli a Roma dall’Unione Camere penali per protestare contro il decreto Sicurezza. Intervenuti diversi parlamentari delle opposizioni, ma non quelli del Movimento 5 Stelle. Ad aprire la maratona oratoria, il presidente dei penalisti italiani Francesco Petrelli, che ha sottolineato come con questo provvedimento “avremo una società più illiberale in cui i diritti e le libertà saranno fortemente compressi e compromessi”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 8 maggio 2024
Riunione tesa in Cassazione. Parodi stretto tra le critiche e i problemi interni. C’è tensione all’interno dell’Associazione nazionale magistrati. Ma è una tensione quasi inspiegabile: la riforma della separazione delle carriere corre in Parlamento, è vero, ma le forze politiche della maggioranza sono tutt’altro che compatte, non perdono occasione di dimostrarlo e la campagna referendaria è ancora tutta da giocare. Insomma, di motivi per coltivare un qualche cauto ottimismo, da parte delle toghe, ce ne sarebbero pure. E però la riunione della giunta dell’Anm andata in scena all’ultimo piano del “palazzaccio” della Cassazione a Roma è finita maluccio. Non si è riusciti nemmeno a chiudere il verbale. E i toni della discussione sono stati sin troppo alti. Sarà un fatto di inesperienza - molti membri della giunta non sono abituati ai ritmi effettivamente infernali della vita pubblica -, ma l’incidente sembra sempre dietro l’angolo e le dichiarazioni, per così dire, imprudenti si sprecano.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 8 maggio 2024
Il procuratore nazionale antimafia Melillo e i procuratori distrettuali antimafia attaccano la circolare adottata dal Csm sulle procure lo scorso luglio. Il Csm, irritato, annulla il vertice con i pm programmato per martedì proprio per discutere della materia. Scontro senza precedenti tra il Consiglio superiore della magistratura e i pm antimafia. Per martedì prossimo il Csm aveva fissato un incontro con i procuratori di tutta Italia per fare il punto sui primi mesi di applicazione della nuova circolare sulle procure, adottata a luglio. Anziché attendere l’incontro, però, nei giorni scorsi il procuratore nazionale antimafia Melillo e i procuratori distrettuali antimafia hanno inviato una missiva al Csm in cui criticano duramente la circolare, con toni e contenuti che sono stati ritenuti inopportuni. Risultato: il Csm, irritato, ha annullato il vertice di martedì.
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