milanotoday.it, 4 aprile 2025
Le testimonianze e le fotografie di San Vittore in un libro che sarà presentato in Fabbrica del Vapore. Un libro e una mostra fotografica apriranno lo sguardo sul carcere di San Vittore. Succederà alla presentazione organizzata in Fabbrica del Vapore per venerdì 4 aprile alle 17.30, in seguito a quella avvenuta giovedì 3 aprile proprio all’interno del penitenziario. Il libro (“I volti della povertà in carcere”) è stato scritto da Matteo Pernaselci e Rossana Ruggiero per Edizioni Dehoniane (Edb). Le fotografie in bianco e nero presenti nel volume (10 delle quali saranno esposte durante la presentazione) accompagnano le testimonianze raccolte tra detenuti e operatori.
di Alessia Musillo
elledecor.com, 4 aprile 2025
Lo stato contemporaneo della detenzione ha a che fare con il design e con l’architettura più di quanto immaginiamo. “La giornata vissuta in carcere non sarà di certo rose e fiori o comunque di felicità, quindi, come la maggior parte dei detenuti, cerco di farmi scivolare le ore di dosso, tenendomi spesso impegnato nei chilometri di lettere che invio a mia moglie, una chiacchiera e un caffè qua e là con le persone con cui sono più legato, tra una partita a biliardino e un’altra a carte, tutto questo quando riesco ad avere del tempo libero, perché anche il carcere richiede diverse mansioni, in cui do precedenza all’arte culinaria”.
di Valentina Ariete
La Stampa, 4 aprile 2025
Il racconto di come è nata la fiction del momento nelle parole di Stephen Graham, attore, co-sceneggiatore e produttore, Philip Barantini, regista, e Jack Thorne, sceneggiatore. Adolescence è la serie del momento. E, visti i temi trattati, probabilmente sarà una delle più importanti dell’anno. Alla notizia delle ennesime ragazze uccise in Italia da coetanei perché li avevano rifiutati, è impossibile non farsi domande su cosa si possa fare per educare i giovani uomini al rispetto delle donne. È proprio ciò che hanno fatto gli autori della miniserie Netflix: Stephen Graham, attore nella parte struggente del padre del ragazzo e anche co-sceneggiatore e produttore, Philip Barantini, regista, e Jack Thorne, sceneggiatore. Hanno tutti dei figli e si sono detti: “Sono preoccupato per il loro futuro. Cosa posso fare?”. Scopriamo come hanno dato forma a questa urgenza da padri in apprensione in Adolescence.
di Loris Antonelli*
Il Domani, 4 aprile 2025
In questi ultimi anni abbiamo misurato come in Italia ciò che poteva diventare legge e consuetudine, parte del programma educativo di ogni scuola formando gli insegnanti affinché fosse presupposto di ogni agire educativo, sia diventato una questione ideologica, verso la quale essere pro o contro. Raccontiamo in questi giorni altre due donne barbaramente uccise, Sara e Ilaria, sgomenti di come sia possibile. Giornali e trasmissioni tv in questi giorni dedicano molto spazio all’educazione affettiva e sentimentale nelle scuole, troppo spesso introducendo al tema attraverso le storie di femminicidi più dolorose e cruente. Per legittimare l’educazione sentimentale e alla parità di genere dobbiamo per forza mettere le mani nella pancia delle persone?
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 4 aprile 2025
I container del Centro migranti di Gjader sono come nuovi, inutilizzati da mesi, con le gabbie alle finestre. Attendono a giorni i nuovi ospiti dall’Italia, in arrivo forse da domenica. Saranno primi ospiti prelevati dai centri di permanenza per il rimpatrio, i Cpr, in attesa di espulsione dall’Italia e dovrebbero sbarcare nel vicino porto di Shengjin, dove un resort sul mare ospita le forze dell’ordine italiane. Da tempo sono stati richiamati alcuni dipendenti dei Medihospes, la coop sociale che ha vinto la gara da 133 milioni messa al bando dalla Prefettura di Roma per gestire i centri di Gjader, destinato alla detenzione e di Shengjinn, dove avviene l’identificazione e in questa fase non serve.
di Giorgia Linardi*
La Stampa, 4 aprile 2025
La mossa di Tripoli contro la “presenza post-coloniale” è la prova del fallimento delle politiche esterne dell’Ue. La Libia mette al bando le organizzazioni umanitarie, accusandole di minare la sovranità nazionale. A puntare il dito è l’agenzia per la sicurezza interna di Tripoli che in una conferenza stampa accusa l’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr) e nove Ong di complotto contro lo Stato, indicendo la chiusura delle sedi locali. Le ong colpite sono Medici Senza Frontiere, Norwegian Refugee Council, Terre des Hommes Italia, International Medical Corps, Danish Refugee Council, Care Germany-Luxemburg, InterSos, Acted e Cesvi. Tra queste diversi partner con cui l’Unhcr collabora per le attività di supporto alle persone migranti, e Ong finanziate dalla cooperazione europea, inclusa la Farnesina.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 3 aprile 2025
Progetto per la realizzazione di “7mila blocchi detentivi entro il 2027”. Dopo mesi di inattività del commissario, Meloni corre e supervisiona tutto. A pochi giorni dalla scadenza della gara di appalto a procedura ristretta per il nuovo piano di edilizia penitenziaria prevista per il 10 aprile, mancano ancora i decreti ministeriali necessari per istituire le nuove sezioni che verranno realizzate in nove carceri del Paese con 16 “blocchi detentivi” prefabbricati. Si tratta di direttive che il Guardasigilli Carlo Nordio (in questo caso insieme al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini) deve disporre per qualsiasi nuova articolazione del sistema penitenziario (come nel caso della sezione di Dozza destinata ai giovani adulti provenienti dagli Ipm). Ma a causa dell’accelerazione impressa dalla premier Meloni alla realizzazione del piano, dopo mesi di inattività della struttura commissariale straordinaria per l’edilizia penitenziaria istituita con il Decreto carceri del luglio 2024, i decreti non sono ancora pronti.
di Giulio Cavalli
La Notizia, 3 aprile 2025
Nel Paese in cui si costruiscono carceri come si montano baracche da cantiere, il governo Meloni presenta l’ennesima trovata: 16 blocchi prefabbricati in cemento armato, 384 posti letto, 32 milioni di euro spesi senza sfiorare l’idea di dignità. Celle da 30 mq per quattro persone, con un bagno di 3 mq incluso. Non si tratta di un errore di progetto, ma di una visione punitiva che si finge riformatrice. A Opera e Voghera i sopralluoghi sono già partiti. Le strutture saranno pronte entro fine anno, recintate con cancellate alte cinque metri, prive di impianti antincendio e con spazi comuni da 30 mq per 24 detenuti. Si risparmia su tutto, tranne che sull’umiliazione.
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 3 aprile 2025
C’è un fatto passato inosservato che segnala quanto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si sia infuriato per essere stato scavalcato dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Si tratta della nomina del direttore del Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, decisa dal Guardasigilli senza informare il presidente, a cui spetta la firma del decreto, come capo delle Forze armate. Risultato: la nomina, per quello sgarbo istituzionale, è in stallo, tanto che il sottosegretario alla Giustizia, con delega al Dap, Andrea Delmastro, ha detto che “non ci sono novità”. Ma facciamo un passo indietro e ritorniamo al 25 marzo. In piazza del Popolo, a Roma, si celebra la festa annuale della Polizia penitenziaria. Il presidente Mattarella non presenzia, manda solo una lettera, riportata in apertura della festa.
di Anna Bogoni
Elle, 3 aprile 2025
Sovraffollamento, interazioni con il mondo esterno, programmi reali per innescare un ritorno alla vita fuori. La direttrice Rosalia Marino ci racconta la sua missione e gli obiettivi chiari. I numeri parlano: nei 190 istituti penitenziari italiani i detenuti sono 61.916 contro 51.300 posti (dati Ministero Giustizia al 31 gennaio 2025). Il sovraffollamento è un problema reale e gli incendi di protesta delle scorse settimane al Beccaria, l’istituto penale per minorenni di Milano, raccontano chiara la situazione. Rosalia Marino, da giugno 2023 direttrice della casa di reclusione di Vigevano (con una sezione ad alta sicurezza femminile), spiega cosa sta succedendo e come si potrebbe intervenire.
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