di Federico Capurso e Francesco Grignetti
La Stampa, 2 aprile 2025
In cambio la Lega chiede una stretta su furti in casa e antisemitismo. Sette mesi dopo il primo via libera alla Camera, il centrodestra riesce a trovare un accordo e inizia a soffiare via la polvere dal faldone del ddl Sicurezza. Impossibile non notare il sollievo nella voce degli sherpa di Fratelli d’Italia e di Forza Italia mentre confermano a La Stampa che l’accordo con la Lega è chiuso: finalmente accetta di modificare il provvedimento” e di accogliere le obiezioni di costituzionalità mosse dal Capo dello Stato. È stato necessario intensificare in queste ultime settimane - come raccontato su questo giornale - l’opera di tessitura tra il Colle e Palazzo Chigi (e un confronto tra i leader) per convincere Matteo Salvini che non c’era alternativa: si doveva andare incontro alle correzioni suggerite dal Quirinale, altrimenti il ddl Sicurezza non sarebbe mai approdato in Aula in Senato. E così, alla fine, il muro di Salvini è caduto.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 2 aprile 2025
Lo Stato anticiperà le spese a chi viene indagato. Il ministro Piantedosi: “Giusto, lavoro rischioso”. Nessuna immunità, nessuno scudo penale per le forze dell’ordine: ma lo Stato sarà presente al loro fianco nella fase delle indagini e dei processi, in nome della presunzione di innocenza e della tutela di chi tutela la collettività. Nel percorso accidentato del disegno di legge sulla sicurezza, che si prepara a affrontare l’esame del Senato, uno dei pochi punti fermi è quello annunciato nei giorni scorsi dal ministro degli Interni Matteo Piantedosi. I poliziotti finiti sotto inchiesta per fatti legati al servizio potranno continuare a lavorare e il Viminale si farà carico della loro assistenza legale.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 2 aprile 2025
Il ministero della Giustizia ha confermato la data, ma già arrivano i provvedimenti dei presidenti dei tribunali che neutralizzano quel vincolo per continuare ad assicurare il doppio binario analogico e digitale. È ancora impervio il percorso del processo penale telematico. Perché le frequenti criticità continuano a renderne arduo l’impiego esclusivo e su larga scala. Tanto che l’entrata in vigore da oggi della sola via digitale per il deposito delle notizie di reato e gli atti nel giudizio per direttissima rischia di restare solo sulla carta. Il ministero della Giustizia infatti ha confermato la data, ma già arrivano i provvedimenti dei presidenti dei tribunali che quel vincolo neutralizzano per continuare ad assicurare il doppio binario analogico e digitale. Doppio binario che peraltro ben 87 tribunali avevano già deciso di conservare per evitare la sostanziale paralisi dell’attività ordinaria per effetto del debutto da inizio anno di un’analoga esclusività digitale per tutta una serie di fasi e atti processuali.
di Anna Clarissa Mendi
open.online, 2 aprile 2025
Il Consiglio regionale ha votato all’unanimità un odg a prima firma Castaldini (Fi) per finanziare le comunità alternative al carcere: “Dobbiamo riconoscere l’importanza di un sistema penitenziario che promuova il reinserimento dei detenuti nella società”. Sovraffollamento, condizioni inadeguate di molte strutture, carenza di personale e suicidi. Sono solo alcuni dei problemi, già noti e ampiamente denunciati, delle carceri italiane, compresi gli Ipm. Ma non solo: nell’anno nero degli Istituti di pena, il Dipartimento di amministrazione penitenziaria, e quindi anche la polizia penitenziaria, sono da tre mesi senza guida. Riformare il sistema carcerario è una delle tante sfide che i governi hanno tentato di affrontare negli anni, con risultati diversi.
di Simona Musco
Il Dubbio, 2 aprile 2025
Francesca Brandoli non ce la faceva più. Ci aveva già provato a togliersi la vita 16 anni fa, consumata dalla depressione, dal rimorso, dalla mancanza, atroce, dei figli. Ma erano riusciti a fermarla, a salvarle quella che qualcuno chiamava vita, ma non lei, non più, con l’ergastolo sulle spalle, i figli lontani per sempre e il peso di una condanna che ha definito fino all’ultimo giorno ingiusta, raccontandosi innocente. Nonostante tutte le bugie, le calunnie e i tentativi di allontanare da sé il sospetto, però, nessuno le aveva creduto. Non i giudici, sicuramente, che l’avevano condannata all’ergastolo, insieme al suo ex compagno Davide Ravarelli, per l’omicidio dell’ex marito, Christian Cavalletti, nel 2006. Un omicidio consumato a colpi di coltello e martello lo stesso giorno in cui il Tribunale aveva deciso che i due bambini nati dal loro matrimonio dovevano rimanere col padre.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 2 aprile 2025
Zittiti i detenuti, espulsi i volontari. Da novembre 2024 il giornale del carcere non esiste più. La direttrice lo ha spento per “motivi tecnici”. In realtà, dava fastidio perché raccontava la verità. “Destano perplessità le voci che si colgono nell’ambiente penitenziario di tentativi e iniziative per imporre o vietare la sottoscrizione dei contributi di redattori detenuti alla ‘stampa’ nel carcere, o sulla lettura preventiva di quei contributi”. A parlare chiaro è Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale ed ex ministro della Giustizia. Perplessità? No. Qui c’è da provare indignazione, non esitazione. Perché se il carcere è - o dovrebbe essere - il luogo dove si espia ma anche si cambia, si riflette, si rinasce, allora non può diventare il luogo dove si perde anche il diritto di pensare, di raccontare, di firmare il proprio nome sotto la propria verità. E invece, a Ivrea, è successo.
Il Mattino, 2 aprile 2025
Assistenza garantita a chi è recluso nelle carceri del distretto giudiziario di Napoli. Un protocollo d’intesa in materia di accertamenti medico-legali in caso di eventi traumatici ai danni di detenuti ristretti presso gli istituti penitenziari ricadenti nel territorio di competenza dell’ASL di Avellino è stato firmato oggi negli Uffici della Procura generale di Napoli tra il procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Napoli Aldo Policastro, il procuratore di Avellino Domenico Airoma, il procuratore di Benevento Gianfranco Scarfò, il provveditore regionale dell’ Amministrazione penitenziaria Lucia Castellano e il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Locale di Avellino Mario Nicola Vittorio Ferrante.
di Elisabetta Caredda
quotidianosanita.it, 2 aprile 2025
La struttura sarà dedicata ai detenuti che necessitano di cure prolungate in caso di patologie complesse programmate. Bartolazzi: “Diamo risposte a pazienti e operatori del settore penitenziario. Siamo certi di dare un contributo importante al rafforzamento della rete sanitaria penitenziaria regionale e all’innalzamento degli standard di sicurezza previsti per i pazienti e per il personale di sorveglianza carceraria che opera in funzione di presidio ospedaliero”. Dopo anni di attesa, è stata condivisa ad unanimità di Giunta la proposta dell’assessorato alla Sanità sull’attivazione di un reparto detentivo ospedaliero presso il Presidio ospedaliero Santissima Trinità di Cagliari, dedicato ai detenuti che necessitano di cure prolungate in caso di patologie complesse programmate che non richiedono l’intervento in emergenza, per il quale continuano ad esistere specifici protocolli salvavita. Il reparto avrà quattro posti letto.
ansa.it, 2 aprile 2025
Dopo la visita alla sezione della Dozza che ospita i ragazzi arrivati da vari Ipm, Cavalieri denuncia: “Così si comprimono i diritti”. Il Garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri, ieri pomeriggio ha visitato la sezione distaccata dell’istituto penitenziario minorile nel carcere della Dozza di Bologna, dove sono stati trasferiti i detenuti ‘giovani adulti’ arrivati dagli Ipm di Milano, Firenze, Bologna, Treviso e Palermo. Cavalieri ha dialogato con i ragazzi, dodici, di cui sei neo maggiorenni, riscontrando “una situazione degna di attenzione e che comprime non solo il senso della scelta adottata dall’autorità della giustizia minorile ma anche i diritti dei giovani presenti”.
di Fabrizio Morviducci
La Nazione, 2 aprile 2025
Sostenere i detenuti di Sollicciano nel loro percorso verso la piena integrazione. L’amministrazione di Scandicci lavorerà per trovare posti di lavoro ai detenuti in regime di semilibertà, favorendo così il loro reinserimento sociale. È l’obiettivo della sindaca Claudia Sereni, che ha incontrato il vicepresidente dell’associazione Seconda Chance, Stefano Fabbri, che è anche referente per la Toscana. “Stiamo pensando non solo alle aziende del territorio - ha detto Claudia Sereni, ma anche le nostre partecipate. Nei prossimi giorni convocherò gli imprenditori di zona, poi parlerò coi referenti delle aziende che ci vedono nel pacchetto azionario”. Cosa dirà loro? “Cercheremo di capire - ha detto la sindaca - quali di queste possano essere interessate ad assumere lavoratori che si trovano in regime di semilibertà.










