agensir.it, 23 marzo 2025
In occasione della solennità di San Giuseppe, appena trascorsa (19 marzo), l’Associazione Prison Fellowship Italia (PFIt), in collaborazione con il Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), è ritornata nelle carceri italiane, il 20 e il 22 marzo, per celebrare la “festa del papà”. Un’iniziativa per consolidare e mantenere vivo quel legame genitoriale che non può interrompersi con la detenzione. “Molti padri reclusi, infatti, spesso si ritengono delegittimati nel loro ruolo e vivono due isolamenti: quello fisico, e quello affettivo. Ma solo mantenendo viva questa relazione, oltre ai percorsi riabilitativi della detenzione, si può ricostruire quella fiducia e quel rispetto fondamentali per volere e iniziare un vero cambiamento”, si legge in una nota.
di Francesco Bechis
Il Messaggero, 23 marzo 2025
Il Guardasigilli annuncia di voler ripristinare l’illecito disciplinare per le toghe che ledono “credibilità e decoro” della magistratura. Lo sciopero? “Inopportuno”. Magistrati schierati, che dibattono e parlano in pubblico. Fuori dai ranghi e dai denti. Magari scagliandosi contro il politico di turno su Twitter, Instagram o Facebook. Ora basta, batte i pugni il Guardasigilli Carlo Nordio. Il governo valuta un inasprimento delle sanzioni disciplinari contro le toghe “di parte”. Non sono voci di corridoio. Ma un annuncio scritto nero su bianco dal ministro della Giustizia. Che ha preso carta e penna e ha risposto a un’interrogazione parlamentare firmata da Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato.
di Luca Sablone
Il Giornale, 23 marzo 2025
Accelerare sulla riforma della giustizia, rivendicando le priorità dell’agenda del governo guidato da Giorgia Meloni, dalla separazione delle carriere alle novità sul Consiglio superiore della magistratura. È questo lo spirito che anima il convegno “La riforma della Giustizia di Forza Italia” in corso al Teatro Politeama Garibaldi di Palermo, promosso dai gruppi parlamentari di Camera e Senato del partito e in collaborazione con la delegazione italiana nel gruppo Ppe al Parlamento europeo. L’obiettivo rimane lo stesso: far sì che il sogno di una giustizia efficiente, giusta e snella - da considerarsi come un diritto fondamentale per i cittadini - diventi finalmente realtà.
di Luca Fazzo
Il Giornale, 23 marzo 2025
Il viceministro Francesco Paolo Sisto stringe sui passaggi parlamentari. “Confidiamo di avere entro aprile il voto del Senato”. Nessuna forzatura dei tempi, ma nemmeno pause inutili, spiega al Giornale il viceministro Francesco Paolo Sisto: il governo auspica di potere completare i quattro passaggi parlamentari della riforma costituzionale della giustizia, a partire dalla separazione delle carriere tra giudici e pm, prima dell’estate o giù di lì. In questa scia, appena il Senato avrà anch’esso dato il via libera, il testo potrà tornare alla Camera per la seconda lettura. Perché i tre mesi di pausa di riflessione previsti per le modifiche della Costituzione saranno già trascorsi, visto che Montecitorio ha dato il suo primo sì il 16 di gennaio.
di Irene Famà
La Stampa, 23 marzo 2025
Preoccupati gli investigatori e gli inquirenti: è difficile captare elementi utili nei primi 45 giorni di intercettazione. Cogliere l’attimo. Gli investigatori, con la nuova riforma sulle intercettazioni, avranno una finestra di 45 giorni per registrare le confessioni involontarie di un criminale o un assassino. Così è stabilito dalla norma voluta da Forza Italia, a firma Pierantonio Zanettin, approvata nei giorni scorsi alla Camera: l’ascolto dei sospettati da parte di pubblici ministeri e polizia giudiziaria non può durare più di un mese e mezzo. Se non di fronte ad elementi specifici e concreti che dovranno essere oggetto di espressa motivazione e che permetteranno una proroga di due settimane in due settimane. Uniche deroghe? Mafia e terrorismo. Nessuna eccezione, invece, per la corruzione, l’estorsione e l’usura, violenze e femminicidio, sequestro di persona o droga. Giusto per citarne alcuni. “Così si pone un limite agli abusi. E si tutela la privacy”, dicono i sostenitori della riforma.
di Federica Serfilippi
Corriere Adriatico, 23 marzo 2025
Luigi Esposito aveva 38 anni. Disposta l’autopsia. Le guardie lo hanno chiamato più volte per andare a ritirare una notifica, ma lui non si è mosso dal letto. I compagni di cella lo hanno sollecitato, gli sono andati vicino. Niente. Luigi Esposito è morto venerdì pomeriggio nella sua stanza del carcere di Montacuto. Sarebbe dovuto uscire nel 2027, dopo aver scontato una condanna definitiva per reati contro il patrimonio. Il dramma si è consumato nella sezione di media sicurezza della casa circondariale. A stroncare il 38enne, che prima di finire in cella viveva è San Benedetto e faceva lavori saltuari come cameriere e operaio, è stato un arresto cardiaco. Stando a quanto rilevato, aveva patologie pregresse e assumeva farmaci. Come da prassi per i decessi avvenuti in carcere, la salma del 38enne è stata portata all’obitorio dell’ospedale regionale di Torrette in vista dell’esame autoptico. L’allarme a Montacuto è partito attorno alle 17.30.
di Luigi Alfonso
Vita, 23 marzo 2025
Alla Casa circondariale di Cagliari-Uta sono numerosi i progetti che consentono una formazione mirata all’occupazione una volta scontata la pena. Con la piena collaborazione del tribunale di sorveglianza del capoluogo isolano. La storia simbolica di Moustafa, un giovane senegalese che ha trovato lavoro a Tiscali. Carceri sovraffollate e in gran parte fatiscenti, condizioni igieniche precarie, un elevato numero di detenuti (30-32%) con problemi di dipendenze e una larga percentuale con disagi psichiatrici, che andrebbero seguiti in strutture specializzate. Le falle del sistema penitenziario sono note e riguardano almeno l’80% degli istituti di pena italiani.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 23 marzo 2025
Respinta la raccolta alimentare per i detenuti musulmani. Due rifiuti dalla direttrice. Il Centro islamico: “Mai successo prima”. Ottanta detenuti senza datteri, tè e latte per il digiuno. Il garante e l’assessora Colosso avvisati, ma tutto tace. Per la prima volta dopo anni, la raccolta alimentare del Centro islamico di Ivrea per i detenuti musulmani della casa circondariale è stata respinta. Un gesto di solidarietà che si ripeteva puntualmente ogni Ramadan rischia di sparire, bloccato da una doppia porta chiusa: quella della burocrazia e quella della prudenza istituzionale. Due le richieste inoltrate dal Centro nelle scorse settimane, entrambe respinte dalla direttrice Alessia Aguglia. La prima, inviata a metà febbraio, è stata rigettata per presunti motivi legati ai tempi troppo stretti per esaminare l’autorizzazione. La seconda, inoltrata con anticipo, è stata stoppata per ragioni di sicurezza: “i prodotti non sarebbero facilmente ispezionabili”, questa la motivazione comunicata.
ravennanotizie.it, 23 marzo 2025
Mettere i detenuti attorno ad un tavolo, insegnar loro le regole e, per un paio d’ore la settimana, scoprire insieme il fascino dei giochi di società. È un’idea semplice quella che sta dietro al progetto “Giocare dentro”, ma di grande impatto formativo. È venuta qualche anno fa agli “Educatori Ludici” della Cooperativa La Pieve di Ravenna, Gabriele Mari e Christian Rivalta, abituati ad utilizzare i cosiddetti “giochi da tavolo” come strumenti ricreativi, ma anche educativi, in molti altri contesti: dalla scuola al mondo della disabilità, per creare connessione sociale attraverso lo svago.
italpress.com, 23 marzo 2025
La situazione della minoranza transgender in carcere è al centro del convegno promosso dal Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri, in programma mercoledì 9 aprile, dalle 14 alle 18, nella sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna in viale Aldo Moro 50 a Bologna. “Il transgender in carcere è soggetto a una situazione di doppia difficoltà, in quanto limitato della libertà e per la sua appartenenza a una particolare minoranza. Viene considerato di frequente parte ‘divisiva’ del sistema penitenziario e per questo servirebbe attivare percorsi personalizzati che tengano conto di questa condizione particolare e che non trascurino l’aspetto del disagio psichico che queste persone spesso manifestano”, spiega il garante Roberto Cavalieri.
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