di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 12 febbraio 2025
Il ricordo Grazia Zuffa non c’è più, la sua morte ci lascia un vuoto immenso: di intelligenza critica, rigore scientifico e, insieme, di passione politica e impegno. Grazia Zuffa non c’è più, la sua morte ci lascia un vuoto immenso: di intelligenza critica, rigore scientifico e, insieme, di passione politica e impegno. La sua presenza ha segnato la vita di tante e tanti di noi, che da lei abbiamo appreso a conoscere per agire, a riflettere fuori dagli schemi e a ricercare nuove prospettive, ad assumerci, qualsiasi sia il nostro ruolo, una coraggiosa responsabilità pubblica. Una donna che incarna, in tempi bui, ciò che un, una intellettuale dovrebbe sempre essere e così raramente oggi è: coraggio politico e onestà intellettuale, impermeabilità all’opportunismo di ogni sorta e profonda fiducia nella possibilità di un’azione politica che mantenga il suo significato più alto e vero.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 12 febbraio 2025
Approvata la norma che garantisce procedure e tempi certi secondo i requisiti stabiliti dalla Consulta: “vittoria” dell’Associazione Coscioni dopo il flop in Veneto. Il governatore: “Salto di civiltà”. La Toscana è la prima regione in Italia ad approvare la legge sul fine vita, sei anni dopo la storica sentenza 242 della Consulta che regola l’accesso al suicidio assistito in assenza di una norma nazionale. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza (27 favorevoli 13 contrari 0 astenuti un voto non espresso) la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione Luca Coscioni con la campagna “Liberi Subito” e supportata da oltre 10mila firme con l’obiettivo di definire tempi e procedure per l’aiuto medico alla morte volontaria. “È una legge di civiltà perché impedisce il ripetersi di casi - da ultimo quello di Gloria, proprio in Toscana - di persone che hanno dovuto attendere una risposta per mesi, o addirittura per anni, in una condizione di sofferenza insopportabile e irreversibile”, spiega Filomena Gallo, avvocata e segretaria nazionale dell’Associazione.
di Edoardo Semmola
Corriere Fiorentino, 12 febbraio 2025
“Lo Stato, non la Regione. Sul fine vita deve legiferare il Parlamento”. Il professor Leonardo Bianchi dell’Università di Firenze: la competenza è esclusiva dello Stato, la Regione doveva farsi promotrice di una legge nazionale.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 12 febbraio 2025
La Lega chiede di inasprire ancora le pene contro le occupazioni. Il Governo sarà anche in ambascia ma procede spedito verso la trasformazione della scuola pubblica in “ufficio repressione e reati”. Il ministro all’Istruzione (e merito) Giuseppe Valditara e il partito di cui è espressione, la Lega, stanno conducendo una lotta a tutto tondo contro l’attivismo degli studenti e contro il modello di istruzione democratica che la destra legge come espressione del 1968. L’esecutivo Meloni si è distinto fino a ora per la tendenza a inasprire le pene di fronte ad ogni fatto di cronaca e così è stato anche questa volta.
di Mattia Feltri
La Stampa, 12 febbraio 2025
Il fenomeno non è un’emergenza ma un dato strutturale in crescita. In una ricerca diffusa qualche giorno fa, Confcommercio quantifica in 258 mila i lavoratori che nel 2025 alberghi, ristoranti e negozi cercheranno e non troveranno. L’aumento, rispetto al 2024, è del 4 per cento: oltre diecimila lavoratori in più, introvabili, e necessari a mandare avanti l’industria del turismo e della ristorazione. Mancheranno macellai, gastronomi, addetti al pesce, gelatai, barman, cuochi, pizzaioli, camerieri di sala, addetti alle pulizie e al riassetto, ma anche commessi dell’abbigliamento e dipendenti dei supermercati. La causa principale è nel calo demografico. Dal 1982 a oggi, l’Italia ha perso quattro milioni e ottocentomila giovani e giovanissimi compresi nella fascia d’età che va dai quattordici ai trentanove anni.
di Gianfranco Pasquino*
Il Fatto Quotidiano, 12 febbraio 2025
È proprio su questo terreno che l’Ue dovrebbe dimostrare che l’unione fa la forza, che mettere insieme risorse, esperienze, competenze è un vero grande salto di qualità, che, più banalmente, non saranno uno più centri “albanesi” a produrre soluzioni efficaci, decenti e a costi contenuti. Porre rimedio a un fallimento come quello, da più parti dichiarato, dei centri per migranti collocati in Albania, è persino più difficile di individuare una soluzione decente, praticabile, in grado di durare per un futuro imprevedibile. Le motivazioni giuridiche del fallimento sono state impeccabilmente argomentate da Vitalba Azzolini. Prima il governo ne prende atto meglio sarà. Sapere quel che non si deve fare, questa è la vera lezione anche per gli altri paesi europei e i loro capi di governo, non avvicina, però, nessuna soluzione.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 12 febbraio 2025
Il 23enne guineano si è suicidato nel Centro di Corso Brunelleschi nel 2021. A processo per omicidio colposo la direttrice e il medico che lo visitò. Archiviato invece il procedimento per sequestro di persona a carico del responsabile dell’ufficio immigrazione e di due agenti. Gianluca Vitale, legale della famiglia: “Processo importante ma parziale”. “L’orrore dei Cpr va avanti e anziché chiuderli, come andrebbe fatto, pensiamo a costruirne di più grandi, di esportare questo modello all’estero, come in Albania”. A dirlo è Marco Grimaldi, vicecapogruppo Avs alla Camera, nel corso della conferenza stampa organizzata ieri a Montecitorio insieme a Luca Rondi e Lorenzo Figoni, autori del libro Gorgo Cpr (Altreconomia, 2024), Amadou Thierno Balde e Mariama Sylla, familiari di Moussa Balde e Ousmane Sylla, entrambi si sono tolti la vita all’interno dei Cpr di Torino e Roma. Con loro anche Gianluca Vitale e Gaetano Pasqualino, legali delle famiglie.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 12 febbraio 2025
La Corte penale internazionale chiede agli Stati membri di difendere il suo mandato dalle sanzioni. E Musk attacca i tribunali che bloccano i decreti esecutivi del tycoon. Il nemico esterno e il nemico interno: di fronte a un’opposizione politica silente e smarrita, l’unico antagonista dell’amministrazione Trump sembra essere la giustizia, dalla Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi) ai tanti tribunali disseminati sul territorio americano che nelle ultime settimane stanno congelando la valanga di ordini esecutivi emanati dalla Casa Bianca.
di Daniele Archibugi e Tommaso Visone
Il Domani, 12 febbraio 2025
L’Italia aveva fatto da apripista per la Corte, ora fa da apripista contro. Non difendendo la Cpi dall’assalto di Trump, il governo ci isola rispetto al resto dell’Ue e va pure in una direzione antistorica. “La Corte penale internazionale (Cpi) ormai è delegittimata, non se la fila più nessuno”. Così sosteneva Lucio Caracciolo qualche giorno fa nel corso di una puntata di Otto e Mezzo. Ha convinto Giorgia Meloni e i suoi ministri. Ma la cosa deve essere sfuggita a ben 79 Stati membri della Cpi - tra cui quasi tutti i paesi Ue, la Gran Bretagna, la Norvegia, il Canada, il Messico, il Brasile e la Nigeria - che si sono apertamente schierati contro le sanzioni stabilite pochi giorni fa dal presidente degli Stati Uniti nei confronti della stessa Cpi, rea di aver emesso un ordine di cattura nei confronti di Netanyahu, Gallant e di diversi esponenti di Hamas per crimini di guerra e contro l’umanità.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 12 febbraio 2025
“Le deportazioni di massa” dei migranti avviate da Donald Trump “ledono la dignità di molti uomini e donne”, i cattolici - ma anche “tutti gli uomini e le donne di buona volontà” - devono opporsi e “non cedere a narrazioni che discriminano e causano inutili sofferenze ai nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati”. È durissimo l’attacco sferrato da papa Francesco alle politiche contro i migranti della nuova amministrazione Usa. Che infatti, tramite Tom Homan, consigliere del presidente per la politica migratoria, reagisce in maniera scomposta: il pontefice deve “pensare alla Chiesa cattolica e lasciare che noi ci occupiamo delle frontiere. Vuole attaccarci perché garantiamo la sicurezza delle nostre frontiere? Ha un muro interno al Vaticano, no? Noi non possiamo avere un muro intorno agli Stati Uniti?”.
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