di Riccardo Maccioni
Avvenire, 9 febbraio 2025
Dal 1998 Dale Recinella, ex avvocato di successo, accompagna spiritualmente i detenuti nelle carceri della Florida che attendono di essere giustiziati. La sua testimonianza raccolta in un libro. Se non è l’inferno, gli somiglia molto. Un posto che d’inverno fa freddo e d’estate così caldo che ti strapperesti via la pelle. Un luogo dove anche solo sperare è una scommessa, perché chi entra sa che non ne uscirà più. Eppure, persino lì è possibile seminare futuro, quello almeno che trova senso nella fede, che vive nella prospettiva dell’eterno presente che sarà. Dale Recinella, 73 anni, dal 1998 presta servizio come cappellano laico nel braccio della morte in Florida, cioè accompagna nell’ultimo tratto di vita chi decide di avvalersi del suo aiuto mentre attende di essere giustiziato.
di Risso Enzo
Il Domani, 9 febbraio 2025
Un morbo si aggira per il mondo. Un virus infettivo sta colpendo le principali nazioni occidentali. È la malattia del secolo, quella della democrazia. Un morbo che colpisce non solo le istituzioni, ma anche la cultura democratica, che alimenta ulteriori dinamiche di disfacimento del demos. Per il 52 per cento degli italiani la democrazia è lenta, ci vuole decisionismo e il 41 per cento ritiene le elezioni un rito ormai inutile. Per un altro 52 per cento non è importante partecipare alla vita politica e la grande maggioranza del paese preferisce soluzioni semplici, perché dietro quelle complesse ci sono sempre delle fregature (77). Metà del paese (50 per cento) predilige più ordine anche se significa meno libertà e il 39 avverte il bisogno di un leader forte disposto a infrangere le regole. Il 31 per cento giudica il parlamento un freno all’agire e auspica più poteri all’esecutivo e il 53 ritiene che l’Italia abbia bisogno di un leader vigoroso.
di Simona Forti
La Stampa, 9 febbraio 2025
È inevitabile che in questi tempi bui, in un passaggio d’epoca senza precedenti per chi è nato dopo la seconda guerra mondiale, il linguaggio per nominare ciò che sta accadendo sia incerto. Tentiamo di coniare nuovi termini, ma spesso i concetti che cercano di esprimere non mordono ancora. Eccoci allora a recuperare le espressioni che il Novecento ha usato per spiegare il proprio male politico. L’idea di male ha una storia lunga e complicata. È un’idea controversa, a ragione contestata. Non da ultimo perché è stata impugnata spesso come un’arma per demonizzare l’avversario e squalificarlo moralmente. Tuttavia, puntualmente, a quella parola facciamo ritorno, quasi che solo essa potesse rispondere a una radicale domanda di senso. Quasi che solo essa riuscisse a dar voce all’intensità della nostra indignazione e della nostra paura, a nominare qualcosa che accade, ma che sentiamo che non sarebbe dovuto accadere.
di Andrea Segre
Il Domani, 9 febbraio 2025
Le democrazie occidentali sono sotto attacco, la breccia nei diritti è sempre più larga. La politica securitaria registra solo immani fallimenti (lo dicono i numeri): è tempo che partiti, associazioni e cittadini si uniscano per costruire un programma di svolta sul tema dei flussi migratori. Prima che sia troppo tardi. Il caso Almasri e il fallimento dei centri in Albania aprono una breccia e offrono una grande occasione. È ormai evidente sia che l’epocale questione delle migrazioni è la ferita inevitabile che sta scuotendo il mondo sia che le destre globali hanno deciso di usarla per attaccare il corpo sociale e politico delle democrazie occidentali e costruire il loro nuovo potere in difesa dei privilegi e delle oligarchie.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 9 febbraio 2025
Sei nuovi rinvii pregiudiziali in Europa. Ma stavolta dalla Corte d’appello. D’accordo anche Angelo Piraino, ex segretario di Magistratura indipendente, la corrente di destra delle toghe. Altre sei richieste di convalida del trattenimento di richiedenti asilo sono finite davanti ai giudici del Lussemburgo. Si vanno ad aggiungere alle decine di quesiti analoghi sollevati negli ultimi mesi. Questa volta, però, a rinviare in Europa è stata la Corte d’appello di Palermo. La data in calce ai provvedimenti, che riguardano cittadini stranieri rinchiusi nel centro di Porto Empedocle per le “procedure accelerate di frontiera”, è il 4 febbraio scorso.
di Luigi Simonelli e Federica Tessari
L’Espresso, 9 febbraio 2025
Il Pnrr stanzia quasi 54 milioni di euro per dire addio all’accampamento lager dei braccianti nel Foggiano. Fondi finora non spesi per le beghe tra Comuni e governo. In assenza di un vero progetto. Lo scorso 24 gennaio c’è stato l’ultimo incontro istituzionale tra la sindaca di Foggia, Marida Episcopo, e il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, per trovare la quadratura del cerchio all’impiego dei quasi 54 milioni di euro di fondi Pnrr per il “superamento degli insediamenti abusivi per combattere lo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura”. Fondi assegnati, dal 2022, al Comune di Manfredonia per il “ghetto” abitato dai braccianti di Borgo Mezzanone (che sta, appunto, tra le due città).
di Andrea Malaguti
La Stampa, 9 febbraio 2025
I fili storici si spezzano uno dopo l’altro. E la nostra memoria con loro. L’assedio alla Corte penale internazionale dell’Aja, nata dalla conferenza di Roma del 1998 per occuparsi di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, è preoccupante. Stati Uniti e Israele l’attaccano. L’Europa la difende e la scuda. L’Italia, rompendo nuovamente il fronte delle alleanze continentali, dopo l’imbarazzante caso Almasri, ignora la scelta di Bruxelles e si schiera con Donald Trump e Benjamin Netanyahu, due uomini per cui, parafrasando Alan Minc su Macron, ogni evento deve collocarsi nel romanzo che essi stessi scrivono delle loro vite. Ego di dimensioni mongolfieriche, ormai padroni del nostro destino. Perché gli crediamo mentre piegano alla loro volontà i valori in cui noi occidentali supponevamo di ritrovarci? Perché hanno consenso? Perché, in definitiva, il vento tanto violento quanto impalpabile delle loro parole ha acquistato un peso definitivo e trascina con sé anche il governo italiano?
di Maurizio Ferrera
Corriere della Sera, 9 febbraio 2025
Le mosse di Trump e i pericoli per la democrazia americana. L’impressione sempre più diffusa è che il presidente americano stia cercando di estendere i confini dell’autorità esecutiva a scapito del sistema giudiziario e di quello legislativo. Nel suo discorso d’insediamento, Donald Trump aveva annunciato che i suoi primi cento giorni avrebbero provocato shock and awe, scossoni e panico. In effetti, la metafora militare (coniata ai tempi della guerra in Iraq) sembra aver ispirato la sfilza di provvedimenti varati fino ad oggi su materie molto delicate. Ogni presidente eletto ha il diritto di realizzare il proprio programma. Ma nelle democrazie liberali il decisionismo ha dei limiti. E a molti sembra che Trump li stia oltrepassando.
di Riccardo Romani
L’Espresso, 9 febbraio 2025
Autrici cancellate, da Anna Frank a Margaret Atwood. E temi al bando, dall’aborto all’omosessualità, dalla lotta alle discriminazioni alle battaglie antirazzismo. Nell’America di Trump è già cresciuto il numero di libri rimossi dalle biblioteche. Ed è battaglia. Con la messa al bando de “Il diario di Anna Frank”, nel nord del Kentucky sono anche riaffiorati i primi volantini a firma Ku Klux Klan. Sì, quel Ku Klux Klan, cavalieri vestiti di bianco, torce in mano e americani con la pelle nera cui dare la caccia. Certo, va spiegato, la versione odierna del KKK non promuove il linciaggio di nessuno, ma in molti Stati del sud ha diritto di esistere come “organizzazione culturale”. Protetta dalla sacralità del Primo emendamento organizza eventi, sostiene politici locali e porta avanti le proprie battaglie. Nello Stato del Kentucky, come dice il volantino, si organizza un grande raduno di affiliati o aspiranti tali per il 25 febbraio. L’evento si chiama Tri-State-Konklave, raduna simpatizzanti anche dall’Indiana e quando telefoni al numero della sede del KKK di Maysville per avere informazioni sulla kermesse, ti risponde una voce registrata di uomo. Ti dice quanto sia fondamentale la tua partecipazione per unirti alla grande battaglia per la supremazia americana che consiste nel debellare il male supremo dell’immigrazione clandestina, dell’omosessualità e di tutte le peggio debolezze umane, lotta che consentirà di costruire un mondo finalmente liberato dagli ebrei. Tutto perfettamente legale. È la libertà di espressione, baby.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 febbraio 2025
In un provvedimento destinato a fare scuola, il magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, ha accolto il reclamo di un detenuto della Casa circondariale di Terni, recluso nel circuito di Alta Sicurezza (AS), ordinando all’amministrazione penitenziaria di consentirgli colloqui intimi con la compagna convivente, senza controllo a vista del personale di polizia penitenziaria. La decisione, contenuta nell’ordinanza n. 402025/ 149, applica in modo stringente la sentenza della Corte Costituzionale n. 10/ 2024, che ha riconosciuto il diritto all’affettività dei detenuti come espressione della dignità umana.
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