di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 6 febbraio 2025
Cavalieri e Ianniello incontreranno il capo del Dipartimento della giustizia minorile. Dopo l’allarme dei sindacati della penitenziaria, si fanno sentire anche i garanti delle persone private della libertà personale sull’ipotesi di allestire in un’area del carcere della Dozza, una sezione separata dove convogliare una settantina di giovani detenuti, cioè reclusi tra i 18 e i 25 anni, da vari istituti penali minorili, per liberare spazio in questi. “Si è appreso da fonti sindacali di un’inedita soluzione organizzativa per fronteggiare a livello nazionale l’attuale sovraffollamento negli istituti penali per i minorenni che consisterebbe nel concentrare 60-70 ragazzi giovani adulti all’interno di una sezione detentiva della casa circondariale di Bologna, separati dalla popolazione detenuta adulta”. Lo scrivono in una nota congiunta Roberto Cavalieri e Antonio Ianniello, garanti delle persone private della libertà personale rispettivamente dell’Emilia - Romagna e di Bologna, esprimendo “enormi perplessità e grave preoccupazione” se questa opzione venisse confermata. I due garanti hanno già incassato la fissazione di un incontro con il capo del dipartimento della giustizia minorile del Ministero Antonio Sangermano, per la prossima settimana. Segno che la prospettiva è tutt’altro che remota, e anzi sarebbe imminente, visto che il direttore del Pratello avrebbe già avuto mandato di lavorare a una possibile squadra di operatori (educatori e polizia penitenziaria).
Il Fatto Quotidiano, 6 febbraio 2025
Nordio ha inviato il Provveditore regionale nel carcere di Parma dopo la denuncia di uno stomizzato su gravi carenze di cure e condizioni di vita inadeguate, oltre a difficoltà nell’uscire dalla cella con la carrozzina. Pasquale Quagliariello, 68 anni, lo aveva raccontato al Fatto. La Garante dei detenuti, Veronica Valenti, evidenzia che si tratta di un paziente oncologico che ha chiesto di essere trasferito a Bologna per ricevere cure dai medici di fiducia e garanzie di riabilitazione, richiesta negata. “Un anno fa la Cedu ha condannato l’Italia per la mancanza di fisioterapia intensiva nel carcere di Parma, un altro ricorso è pendente. Le stesse criticità sull’insalubrità dei luoghi di cura sono state segnalate da altri detenuti della stessa sezione per ben due volte, anziani e pluripatologici, ora all’attenzione della magistratura di sorveglianza”. Parma conta più di 250 detenuti in carico al Ssn, a fronte di una sezione Sai che può ospitare 16 persone e una per paraplegici da 9 posti. Vi sono poi 54 malati oncologici e i casi acuti sono in aumento.
Palermo. Al Pagliarelli vietati pacchi alimentari e giacche in pile, detenuti in sciopero della fame
palermotoday.it, 6 febbraio 2025
L’associazione Yairahia Onlus, attiva per i diritti dei reclusi, spiega i motivi della “rivolta”: “In una situazione carceraria disastrosa che l’anno scorso ha registrato il record di suicidi, ed in cui il sovraffollamento è una costante, appare assurdo gravare in maniera ancora maggiore sulla vita quotidiana di chi sta dietro le sbarre”. Scoppia la protesta al Pagliarelli: 400 detenuti in sciopero della fame contro le nuove restrizioni. I ribelli sono coloro che si trovano in regime di Alta Sicurezza. L’associazione Yairahia Onlus, attiva per i diritti dei detenuti, spiega i motivi della protesta: “Il 19 novembre del 2024, alle porte dell’inverno, con provvedimento regionale si è dato avvio ad una circolare del Dap, il dipartimento amministrazione penitenziaria, che - con il pretesto ufficiale di prevenire il rischio di incendi nelle celle - prevede importanti restrizioni sui beni che possono ricevere i detenuti. Le restrizioni riguardano principalmente la ricezione di pacchi postali, che non potranno contenere più alimenti, se non con qualche piccola eccezione, ma anche, per far solo un esempio, coperte e maglioni in pile”.
di Marco Benvenuti
La Stampa, 6 febbraio 2025
Il monito della Garante cittadina dei detenuti, Nathalie Pisano, all’incontro “La vita, dentro” organizzato dal Pd. “La città deve accorgersi che ha un carcere. Anche gli imprenditori locali dovrebbero: occorre dare un futuro a chi ha scontato la pena. Sul carcere bisogna fare rete, fra enti, istituzioni, associazioni, volontari: deve essere soprattutto un luogo di rieducazione e risocializzazione, non solo di detenzione. Occorre lottare perché certe situazioni, come il sovraffollamento, le carenze, la mancanza di servizi, il disagio economico ma anche quello psichico, non prendano mai il sopravvento”.
sardegnareporter.it, 6 febbraio 2025
Attivati i primi cinque Patti Educativi Partecipati, operativo lo sportello di supporto psicologico e avviato il primo tirocinio lavorativo. “Liberi dentro per crescere fuori” alla Casa circondariale di Uta: nel progetto rivolto a genitori detenuti e figli minori, attivati i Patti Educativi Partecipati per cinque famiglie, operativo lo Sportello di supporto psicologico che sostiene i primi 16 adulti nel percorso di supporto alla genitorialità, e avviato il primo tirocinio socio-lavorativo di sei mesi nella lavanderia industriale del carcere. Uta - Attivati i primi Patti Educativi Partecipati, lo Sportello di supporto psicologico alla genitorialità e il primo tirocinio lavorativo all’interno della lavanderia di Uta per i destinatari di Liberi dentro per crescere fuori, il progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile in riferimento al bando nazionale Liberi di crescere.
di Annamaria Braccini
chiesadimilano.it, 6 febbraio 2025
Il rapporto tra pena, comunità e speranza al centro di un convegno con studiosi e operatori del settore e l’intervento dell’Arcivescovo su “visitare i carcerati”: “Non sono persone a noi estranee, visitarli contribuisce a riconoscerne la dignità”. “Non ho mai capito se il carcere abbia un senso e se la forma di pena nella detenzione sia una cosa giusta. Le condizioni attuali del carcere, certamente, rendono ancora più problematico tutto questo”. A dirlo, con i cronisti, è l’Arcivescovo che poco dopo partecipa al convegno “Ricostruire la speranza: pena e comunità in dialogo” presso l’Università Cattolica.
murgiatime.it, 6 febbraio 2025
Un percorso laboratoriale di teatro in carcere all’interno dell’Istituto penitenziario minorile ‘N Fornelli’ di Bari. C’è tempo fino al 10 febbraio per iscriversi a Teatro altrove. Piccola scuola di teatro (in) carcere, percorso di approfondimento per giovani attori e attrici tra i 18 e i 25 anni. Il laboratorio è curato da Lello Tedeschi, da oltre 25 anni anima del progetto Sala Prove, spazio teatrale all’interno dell’Ipm barese che coinvolge detenuti attori. Sarà proprio all’interno di Sala prove che i partecipanti entreranno in contatto con i componenti della Compagnia Sala Prove ogni lunedì e mercoledì, fino a giugno 2025, con un totale di 100 ore di attività.
Corriere della Sera, 6 febbraio 2025
L’appuntamento il 17 febbraio a Roma in occasione del Giubileo degli artisti e del mondo della cultura. I detenuti del reparto La Nave di San Vittore canteranno per papa Francesco, a Roma, in occasione del Giubileo degli artisti e del mondo della cultura. Si tratta di un evento con pochi precedenti, possibile grazie all’impegno della Polizia penitenziaria, delle Direzioni delle carceri, dei Provveditorati coinvolti e della Magistratura. Una decina di detenuti canterà all’interno di un coro di cinquanta elementi che comprende persone impegnate nel volontariato all’esterno e all’interno del carcere, persone ex detenute e ora libere o in affidamento e pazienti del SerD. Il coro è coordinato e promosso dall’Associazione Amici della Nave Odv con la partecipazione di giovani artisti del Cpm Music Institute fondato da Franco Mussida, a sua volta impegnato da anni come volontario a portare la musica negli istituti di pena. L’iniziativa è in programma lunedì 17 febbraio a Cinecittà: prima volta di un Pontefice negli studi, dove oltre al coro incontrerà una delegazione di artisti rappresentativi di diversi contesti geografici e culturali.
lavocediasti.it, 6 febbraio 2025
La sinergia tra Provincia e direzione della struttura punta sul movimento fisico per favorire il reinserimento sociale e il benessere psicofisico. Un importante passo avanti è stato compiuto nella direzione di un miglioramento delle condizioni di vita all’interno della casa circondariale di Quarto d’Asti. Un recente incontro ha visto protagonisti la direzione del carcere, guidata da Giuseppina Piscioneri e i suoi collaboratori, insieme a funzionari della Provincia e rappresentanti di associazioni di volontariato attive nella struttura. L’obiettivo primario di questo confronto è stato quello di gettare le basi per una solida collaborazione interistituzionale, finalizzata all’individuazione di progetti condivisi con un forte accento sull’aspetto sportivo e ricreativo. Il presidente della Provincia, Maurizio Rasero, ha sottolineato come la sinergia tra istituzioni locali, enti, operatori sociali e la casa circondariale sia cruciale per raggiungere questo scopo.
ideawebtv.it, 6 febbraio 2025
Ragazzi e ragazze del “Grandis” di Cuneo alla Casa circondariale per il progetto “Liberi legami”. E domani a Fossano è prevista la presentazione di Bottega Perla. Lo scorso sabato 25 gennaio i ragazzi e le ragazze del gruppo di Peer Education dell’Iis Grandis di Cuneo, accompagnati dal Csv Società Solidale, hanno partecipato al laboratorio di panificazione realizzato dalla cooperativa sociale “I panaté - Glievitati”, presso la casa circondariale di Cuneo. Si tratta di un’iniziativa realizzata nell’ambito del progetto “Liberi legami”.










