baritoday.it, 29 gennaio 2025
L’assessora Romano: “La popolazione carceraria in dialogo con gli studenti per colmare almeno in parte la distanza e il silenzio che troppo spesso avvolgono l’esistenza delle persone private della libertà personale”. Il carcere di Bari ospiterà un laboratorio che coinvolgerà i detenuti in un percorso di scrittura autobiografica, narrazione ad alta voce e storytelling digitale. Il laboratorio ‘Autori!’, realizzato grazie alla collaborazione tra il Comune di Bari - assessorato alle Culture e Puglia Culture, è curato da “Senza Piume” con Damiano Nirchio e in collaborazione con “Omero su Marte” e la consulenza scientifica della cooperativa sociale Crisi. (esperta in giustizia riparativa e mediazione penale). Il progetto ha una duplice finalità: favorire il processo di riflessione e responsabilizzazione dei detenuti attraverso la scrittura, e diffondere un messaggio educativo che possa arrivare anche alle nuove generazioni. Il laboratorio si concluderà con la pubblicazione di un podcast, in programma per la primavera del 2025.
casertanews.it, 29 gennaio 2025
Un ponte tra cultura, rieducazione e inclusione sociale. È questa la missione di “Pensieri di Libertà”, il ciclo di incontri organizzato presso il Centro Penitenziario “Pasquale Mandato” di Secondigliano, in programma dal 17 febbraio al 4 luglio 2025. L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di Terza Missione del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” ed è organizzata in collaborazione con il Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria della Regione Campania. Il ciclo di seminari offre ai detenuti del penitenziario la possibilità di confrontarsi con illustri accademici e studenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Unicampania su temi che spaziano dalla cultura alla scienza, dall’arte alla filosofia. Ogni appuntamento, dunque, rappresenta un’occasione unica per esplorare il potere della conoscenza come strumento di emancipazione sociale e riflessione civile.
di Massimiliano Panarari
L’Espresso, 29 gennaio 2025
La manipolazione politica usa schemi consolidati. Oggi, però, i nuovi media ne espandono il raggio d’azione. Sul tema un esperto di comunicazione rilegge il pensiero di un grande sociologo. Guardando al tema della propaganda secondo una prospettiva anche temporale e storiografica, come invita a fare McQuail, si nota che tra i caratteri che contraddistinguono le fake news moderne va annoverata in primo luogo “la capacità di impattare sui soggetti e sui gruppi sociali con una velocità e un coinvolgimento mai visti prima nella storia della disinformazione”; nondimeno, per l’appunto, la loro facoltà di alterare e distorcere la realtà nella percezione individuale ha conosciuto passaggi di indiscutibile rilievo anche nelle epoche passate […].
di Elisabetta Soglio
Corriere della Sera, 29 gennaio 2025
Secondo i dati della Fondazione Openpolis un giovane su due non ha competenze digitali almeno di base. Partiamo dalla definizione: “Forme di aggressione, molestia e discriminazione favorite dai nuovi strumenti di comunicazione, condivisione e scambio di informazioni via Internet, ovvero social network, chat, piattaforme di gioco…”. Stiamo palando di cyberbullismo, un fenomeno preoccupante con la progressiva crescita delle tecnologie. Un’emergenza che tocca tutti. Ma soprattutto i giovani, gli utilizzatori più sensibili e fragili di smarthphone, device e computer. Nello specifico i rischi maggiori sono in ambito scolastico. I dati confermano l’allarme. “Uno studente su 10 delle scuole secondarie, durante la pandemia, ha subìto episodi di bullismo o cyberbullismo”, spiega la Fondazione Openpolis Ets. E la quota “sale al 18,2% tra gli alunni stranieri”, viene spiegato sulla base di una ricerca presentata in occasione dell’11 febbraio, in cui si celebra il Safer internet day, giornata promossa a livello europeo per sensibilizzare a un uso consapevole di Internet.
di Angela Nocioni
L’Unità, 29 gennaio 2025
Il luogo del naufragio era a 52 miglia da Lampedusa: una motovedetta della Guardia costiera ci impiega un’ora e mezzo a coprire quella distanza. Ma i nostri pattugliatori vengono usati per caricare le persone da imprigionare in Albania. A 52 miglia nautiche a sud ovest di Lampedusa è stata fatta l’altra notte l’operazione di salvataggio raccontata dal comandante della Sea Punk 1, il marinaio italiano Arturo Centore con un passato nella Guardia costiera che soccorre naufraghi con la nave di una ong. Una motovedetta della Guardia costiera italiana salpando da Lampedusa ci mette un’ora e mezza a coprire 52 miglia. Ma nessuno l’altra notte ha ordinato a una motovedetta italiana di salpare.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 29 gennaio 2025
A Gjader rinchiusi solo egiziani e bangladeshi. Per la prima volta la loro sorte sarà in mano alla Corte di appello di Roma. “In questo nuovo round l’aspetto più problematico è la mancanza di terzietà del soggetto che valuta quali persone sono vulnerabili e quali no”, dice la dem Rachele Scarpa, in visita a Shengjin. Cinque dei 49 cittadini stranieri deportati ieri in Albania sono risultati non compatibili con il trattenimento. La nave militare Cassiopea li ha sbarcati a Brindisi. Durante gli accertamenti nell’hotspot di Shengjin quattro hanno detto di avere meno di 18 anni, un adulto è stato giudicato vulnerabile. Due sono del Gambia, due della Costa d’Avorio e uno del Bangladesh. Tutti gli altri migranti sono stati portati dietro le sbarre a Gjader: otto egiziani e 36 bangladeshi.
di Enrica Muraglie
Il Manifesto, 29 gennaio 2025
Nelle principali città italiane file “disumane” per i documenti, le persone costrette ad accamparsi dal giorno prima con ogni tempo. Usb: “La questura scegliere poche persone ogni giorno, le altre vengono respinte”. “Non è chiaro se si trattasse di un richiedente asilo in attesa per il disbrigo di una pratica burocratica, e in effetti non importa: era una persona”. Così il coordinamento nazionale dell’Area democratica per la giustizia commenta il decesso di un uomo di origine rumena “in fila per la dignità”, davanti all’Ufficio immigrazione della Questura di Roma, in via Patini, nella notte tra lunedì e martedì. Era un “cittadino comunitario a cui era stato notificato un ordine di allontanamento dal territorio nazionale”, scrive nel suo comunicato di cordoglio la Questura, per cui l’attesa dell’uomo al freddo non avrebbe giustificazioni.
di Osservatorio Carcere UCPI
camerepenali.it, 28 gennaio 2025
L’anno appena passato e l’anno da poco iniziato impongono una fase costituente parlamentare per ridare piena costituzionalità al carcere, nel rispetto della dignità dei detenuti. Se qualcuno immaginava che bastasse tirare a campare fino al 31 dicembre 2024 per vedere, d’un tratto, risolte le criticità delle nostre carceri, si sbagliava di grosso. Quasi si trattasse solo di una congiunzione astrale sfavorevole, pronta a svanire allo scoccare della mezzanotte finale di questo anno maledetto. Ci ritroviamo, in realtà, ancora una volta, ad osservare, sgomenti e inorriditi, la lunga scia di morte che ha segnato, e segna, indelebilmente le carceri, gettando discredito sulla democrazia, sulle istituzioni, sul nostro Paese.
volerelaluna.it, 28 gennaio 2025
Dicembre 2024, Papa Francesco apre la porta Santa del Giubileo nel carcere romano di Rebibbia in segno di speranza, mentre la Conferenza episcopale italiana e autorevoli giuristi - tra cui l’Associazione italiana dei professori di diritto penale e del processo penale - invocano un provvedimento di clemenza, amnistia o indulto, che riconduca le carceri italiane almeno alla capienza prevista: sono segnali che denunciano la gravità della situazione. “Non respirano le persone detenute” afferma Antigone, ormai oltre 62.000 per 47.000 posti disponibili, con un tasso complessivo di sovraffollamento del 130%, che in alcune carceri supera o sfiora il 200%; mai numeri così alti dal 2013, anno della condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo per trattamenti inumani e degradanti.
di Flavia Bevilacqua
Il Domani, 28 gennaio 2025
In Italia, il legame tra precarietà abitativa e detenzione è una realtà ignorata, ma estremamente problematica. Gli homeless, spesso incarcerati per reati di sopravvivenza, affrontano ulteriori marginalizzazioni a causa dell’impossibilità di accedere a misure alternative per la mancanza di un domicilio stabile: “In questo modo quando esci dalla cella sei doppiamente invisibile”, dice Agostina Stano, coordinatrice di Avvocato di strada. Il 31 dicembre Agostina Stano era già tornata a Milano dopo aver passato le feste di Natale in Puglia, dove vive la sua famiglia: dice che il 2025 è appena iniziato, ma c’è tanto lavoro che la aspetta nelle difese d’ufficio.
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