di Federica Pennelli
Il Domani, 28 gennaio 2025
Diritti mestruali e sistemi di salute e prevenzione che mancano. Sovraffollamento e percorsi di lavoro non professionalizzanti. Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone: “Le donne detenute hanno bisogno di vedersi indirizzate politiche specifiche e azioni positive affinché si rimuovano gli ostacoli che distanziano la detenzione delle donne da quella degli uomini”. L’associazione Antigone ha stilato il “Primo rapporto sulle donne detenute in Italia”, seguito da dieci proposte per i diritti delle donne in prigione. Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone, racconta a Domani: “Le donne detenute hanno bisogno di vedersi indirizzare politiche specifiche e azioni positive affinché si rimuovano gli ostacoli che distanziano la detenzione delle donne da quella degli uomini”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 28 gennaio 2025
Dopo la durissima e clamorosa protesta dei magistrati contro la riforma, aperture da parte di Meloni, La Russa e Mantovano in attesa che l’Anm elegga il prossimo presidente. Mercoledì la Commissione Affari Costituzionali del Senato inizierà la discussione sul ddl costituzionale per la separazione delle carriere, approvato il 16 gennaio alla Camera. Ci sarà la relazione del presidente e relatore Alberto Balboni, poi si stabilirà il termine per la presentazione degli emendamenti. Già domani invece l’ufficio di presidenza potrebbe decidere se effettuare delle audizioni. L’intenzione della maggioranza e del governo fino a qualche giorno fa era quella di approvare nel minor tempo possibile il testo già passato a Montecitorio senza alcuna modifica, con tutta l’opposizione sul piede di guerra. Ma ora potrebbero aprirsi altri scenari.
di Alessandro Cannevale*
Il Dubbio, 28 gennaio 2025
La soluzione: estendere all’intero processo ogni nullità provocata dalla violazione delle garanzie difensive. Io non ricordo perfettamente i miei lunghi anni di servizio, solo le cose buffe. Me n’è tornata in mente qualcuna leggendo le parole del ministro Nordio sui “fascicoli clonati” e sulle “indagini occulte ed eterne”, ovvero sull’uso improprio dei vari registri sui quali le procure della Repubblica dovrebbero iscrivere, non appena possibile, il titolo dei reati per i quali procedono e i nomi degli indagati, perché da quel momento decorrono i termini massimi di durata delle indagini. Alla fine del secolo scorso, si parlò tanto del Fascicolo-Contenitore della procura di Milano. Io ne ricordo perfettamente il numero: 9520/95 contro ignoti. Somigliava al cilindro di un prestigiatore o a una prestigiosa botte di rovere: ne uscivano, come colombe svolazzanti, indagini invecchiate il giusto, di buona beva.
di Roberto Maggioni
Il Manifesto, 28 gennaio 2025
In base alla perizia consegnata al pm, la registrazione sarebbe stata di un minuto e dieci secondi ma è rimasto solo il frame iniziale. Il video girato con il telefono cellulare dal testimone c’era ma è stato cancellato e non è più possibile recuperarlo. È quanto emerge dalla consulenza commissionata dalla Procura di Milano sul telefono di Omar E., il ragazzo testimone dell’incidente che la notte tra il 23 e il 24 novembre ha portato alla morte del diciannovenne Ramy Elgaml, inseguito dai carabinieri mentre era su uno scooter. La relazione è stata firmata da Marco Tinti, nominato dai pm per verificare se il filmato fosse stato cancellato o meno e dalla perizia emerge che la cancellazione c’è stata. Il video sarebbe stato di un minuto e 10 secondi.
volontaromagna.it, 28 gennaio 2025
Un percorso senza dubbio innovativo quello promosso da Roberto Cavalieri, Garante dei Detenuti dell’Emilia-Romagna che, con il supporto dei Centri di Servizio per il Volontariato, ha voluto valorizzare e ascoltare i volontari su come vivono il carcere, mettendoli allo stesso tavolo con pubbliche amministrazioni e direzioni penitenziarie.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 gennaio 2025
“Porte girevoli” è il nome emblematico attribuito a uno dei filoni della maxi indagine condotta dai Carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 4 persone, 2 ai domiciliari e 2 destinatari della misura interdittiva della sospensione dal pubblico servizio per la durata di un anno, perché accusati, a vario titolo, dei reati di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria, falsità ideologica, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Al centro di questa complessa operazione, con un altro filone che ha interessato altre 28 persone per detenzione e associazione finalizzata al traffico di droga, vi è l’operato di un professionista del Servizio per le Dipendenze (Ser. D.) dell’Asl Roma 2, attivo all’interno del carcere di Rebibbia.
di Margherita Montanari
Corriere di Bologna, 28 gennaio 2025
Il Garante e l’aumento dei reati minorili: “La prevenzione non funziona”. L’Istituto Penale Minorile (Ipm) del Pratello vive una situazione di sovraffollamento che compromette la qualità della detenzione e mette a rischio i percorsi rieducativi per i giovani detenuti. È davanti a questo quadro, ribadito ieri durante la presentazione del libro di fotografie “Repertorio di immagini degli spazi trattamentali del Centro giustizia minorile di Bologna”, che il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha parlato della necessità di interventi strutturali nel centro. “Un istituto che accoglie 50 ragazzi dovrebbe avere spazi ben più ampi”.
Torino. Al Ferrante Aporti in sette senza un letto. “I direttori protestino per il sovraffollamento”
di Alberto Giulini
Corriere di Torino, 28 gennaio 2025
Al carcere minorile sono 55 detenuti e una capienza di 46. “Il ministro intervenga”. Tensioni e sovraffollamento continuano ad essere all’ordine del giorno al Ferrante Aporti. Il carcere minorile di Torino ospita 55 detenuti a fronte di una capienza massima di 46. “Sette ragazzi dormono su brandine da spiaggia, eppure il dipartimento della giustizia minorile sembra non mostrare alcun interesse a risolvere questa grave emergenza”, denuncia l’Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria. All’attacco Leo Beneduci, segretario generale: “È ora di agire, la situazione è intollerabile. Sollecitiamo per l’ennesima volta il ministro Nordio e il sottosegretario Ostellari, devono intervenire per porre fine a una situazione che sta minando dignità e sicurezza di chi lavora e di chi è privato della libertà. I detenuti sono costretti a vivere in condizioni che violano i più elementari diritti umani”.
di Mara Chiarelli
L’Edicola del Sud, 28 gennaio 2025
Se la Casa circondariale di Bari piange, l’Ipm “Fornelli”, non ride. L’emergenza agenti nelle carceri pugliesi, contraltare del sovraffollamento di detenuti, non risparmia nemmeno il minorile. Dove, peraltro, è in corso una ricognizione ministeriale per rivedere, al ribasso, le metrature stabilite nel 2013 dalla sentenza Torregiani. Undici anni fa, la Corte europea dei diritti dell’uomo condannò lo Stato italiano per la violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani (Cedu). Il caso riguardava trattamenti inumani o degradanti subiti dai ricorrenti, 7 persone detenute per molti mesi nelle carceri di Busto Arsizio e di Piacenza, in celle triple e con meno di quattro metri quadrati a testa a disposizione. Nasce allora l’articolo 35 dell’ordinamento penitenziario, che stabilisce le metrature a disposizione dei detenuti, sotto le quali non è consentito andare. In caso di violazione, il risarcimento può essere di due tipologie: o economico oppure con “una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari, nella durata, a un giorno per ogni dieci durante il quale il richiedente ha subito il pregiudizio”.
di Silvana Cortignani
tusciaweb.eu, 28 gennaio 2025
Parla tramite i difensori uno degli otto fratelli. Suicidio in cella di Andrea Di Nino, il detenuto 36enne romano trovato morto alla casa circondariale “Nicandro Izzo” di Viterbo la sera del 21 maggio 2018: proseguono le indagini difensive da parte degli otto fratelli che non hanno mai creduto che il congiunto, padre di cinque figli, si sia tolto la vita. È stata intanto rinviata a maggio, a causa dell’assenza per motivi di salute di uno degli imputati, l’udienza del 22 gennaio davanti al giudice Jacopo Rocchi del processo per omicidio colposo a carico dell’agente penitenziario e dei due sanitari rinviati a giudizio il 6 ottobre 2022 dal Gup Savina Poli. Sono difesi dagli avvocati Massimo Pistilli, Lorenzo Lepri e Andrea Danti.
- Modena. La procura: “Le carceri, luoghi di sofferenza e non di recupero”
- Messina. La Garante dei detenuti: “Situazione sempre più critica delle carceri”
- Cagliari. “Nella Casa circondariale la sanità continua a registrare gravi carenze”
- Carinola (Ce). “Fatti a manetta”: filiera agricola inclusiva nel carcere
- Udine. Il Garante regionale dei diritti: “Sovraffollamento del carcere, serve nuova struttura”










