di Cesare Corbelli
Il Resto del Carlino, 23 gennaio 2025
Si terrà oggi, dalle 11 alle 13 presso la Casa Circondariale di Reggio, l’evento “Parole liberate: oltre il muro del carcere” dedicato ai detenuti ristretti nella Articolazione per la Tutela della Salute Mentale (Atsm). Dopo i saluti di accoglienza del direttore del carcere, Lucia Monastero, interverranno i dirigenti di “Nessuno tocchi Caino” Rita Bernardini e Sergio D’Elia, i responsabili dell’associazione “Parole Liberate” Duccio Parodi e Michele De Lucia, l’ex deputato Pierluigi Castagnetti, il Presidente della Camera Penale di Reggio Luigi Scarcella, il professore e avvocato di diritto minorile Marco Scarpati la presidente di Closer Giulia Ribaudo e il medico e membro di Nessuno tocchi Caino Federico Canziani.
di Alice Dominese
Il Domani, 23 gennaio 2025
Quello di Torino è stato ristrutturato ed è pronto per entrare di nuovo in funzione. Nelle Marche si lavora a un Cpr nei pressi di un’area contaminata e pericolosa per l’uomo. Dalle Marche al Trentino-Alto Adige, l’uso dei Cpr è la strada scelta dal governo per affrontare la gestione delle persone migranti. Dopo l’annuncio in pompa magna, nel primo anno del governo Meloni, di ulteriori aperture da parte del governo, i nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio rischiano di sorgere dove nessuno vede, anche in luoghi sotto indagine per disastro ambientale.
di Angela Nocioni
L’Unità, 23 gennaio 2025
Il governo sapeva da sabato che il criminale ricercato dalla Cpi stava arrivando in Italia. Il Guardasigilli ha mentito. Il Falcon mandato a Torino a prenderlo prima della sentenza della Corte d’appello di Roma. Chissà se qualche sostenitore del governo Meloni si infastidisce a vedere un pericoloso criminale, arrestato due giorni prima a Torino dalla polizia giudiziaria, scendere col sorrisone da un Falcon col tricolore a Tripoli accolto da banditi in tripudio perché il loro capo ha scampato un processo per reati contro l’umanità.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 23 gennaio 2025
Il cavillo giuridico che Nordio non ha rimosso, la scelta del governo e l’aereo dei Servizi. Perché l’Italia ha liberato Almasri, capo della polizia giudiziaria libica e del centro detenzione di Mitiga, accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità? Nel governo la volontà di evitare contrasti con Tripoli sui migranti. La volontà del governo italiano di ignorare il mandato di arresto del generale Najem Osama Almasri, il capo della polizia giudiziaria libica e del centro di detenzione di Mitiga accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità, è svelata in una frase del procuratore generale di Roma: “Il ministro della Giustizia, interessato da questo ufficio in data 20 gennaio immediatamente dopo aver ricevuto gli atti dalla Questura di Torino, ad oggi non ha fatto pervenire nessuna richiesta in merito”.
di Mario Chiavario
Avvenire, 23 gennaio 2025
Esito amarissimo di una vicenda per molti versi sconcertante: è il minimo che si possa dire. Dunque, libero e trionfante è tornato a Tripoli il generale Almasri, benché colpito da un mandato di arresto della Corte penale internazionale per tortura e altri crimini gravissimi, di cui vi sono molteplici testimonianze di istituzioni e organizzazioni non governative internazionali, documentate da tempo su queste colonne. Provvisoriamente arrestato sabato sera dalla Digos a Torino, è stato scarcerato tre giorni dopo dalla Corte d’appello di Roma.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 23 gennaio 2025
Il caso del generale libico a capo della “polizia giudiziaria” di Tripoli, fermato a Torino per un mandato di cattura della Corte penale internazionale, che lo considera un torturatore, e in appena 48 ore scarcerato e trionfalmente riportato in patria da un volo di stato italiano è semplice. A complicarlo sono le giustificazioni del governo Meloni. Arrestato in base all’ordine esecutivo della Corte dell’Aja, avrebbe dovuto essere consegnato ai giudici internazionali “al più presto” per essere processato, lo prevede lo statuto della Corte che proprio a Roma è stato firmato nel 1998. Rischia una condanna all’ergastolo per crimini contro l’umanità e crimini di guerra, compresi omicidi, torture e stupri. Il ministro Nordio, invece, dopo 24 ore di silenzio ha fatto sapere - con un comunicato stampa - che stava studiando “il complesso carteggio”. Nel frattempo il volo che avrebbe riaccompagnato Osama Najeem Elmasri a Tripoli era già partito da Roma per recuperarlo a Torino.
di Marina Castellaneta
Il Manifesto, 23 gennaio 2025
Crimini di guerra e crimini contro l’umanità, tra i quali tortura, omicidi, stupri e violenze sessuali commessi in Libia a partire da febbraio 2015. Sono le accuse rivolte a Osama Najeem Elmasri, destinatario di un mandato di arresto della Corte penale internazionale che, però, arrivato in Italia è stato arrestato, ma subito rilasciato. La Corte di appello di Roma, sezione IV, infatti, ha bloccato l’esecuzione del mandato di arresto. Un rifiuto che pesa come un macigno sulla giustizia penale internazionale e sulle vittime: il no alla consegna arrivato dall’Italia e l’immediato accompagnamento in Libia dell’accusato impedirà l’esercizio dell’azione penale e lo svolgimento del processo perché i procedimenti dinanzi alla Corte non si possono svolgere in contumacia. E certo Elmasri, riaccompagnato a casa dall’Italia, non correrà più il rischio di uscire dal Paese.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 23 gennaio 2025
Nello spettacolo delle firme, che Donald Trump ha offerto ai suoi fan e imposto a tutti gli altri, un ruolo importante ha giocato la mole di dossier posti sulla sua scrivania. Ne è rimasto un poco in ombra e quindi poco commentato quello riguardante la pena di morte. Trump ha ordinato di riprenderne l’esecuzione dopo che, con una moratoria disposta da Biden, essa era rimasta sospesa. Allo stesso tempo Trump ha anche ordinato all’Attorney General di aumentare i casi in cui la pena di morte viene richiesta, specialmente per crimini commessi da migranti irregolari. Le prime notizie che sono state date hanno riferito che la pena di morte era stata reintrodotta.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 23 gennaio 2025
La cancellazione della piattaforma per presentare le richieste da parte dell’amministrazione Trump lascia bloccate alla frontiera 33mila persone. Pronte sanzioni per chi non collabora. Cassata la corsia preferenziale per haitiani, venezuelani, nicaraguensi e cubani. Il Messico monta tende per accogliere i deportati. Sanzioni agli agenti che non collaboreranno alle retate “Ora che cosa accadrà?”. Da Tijuana a Nuevo Laredo, la domanda si ripete martellante fra i 33mila “reduci” della app Cbp, creata dall’Amministrazione Biden per presentare richiesta d’asilo. Donald Trump l’ha bloccata ancor prima di mettere piede nello Studio ovale. Mentre, lunedì, pronunciava il discorso inaugurale, sui cellulari degli interessati è comparso il messaggio: “Gli appuntamenti sono stati cancellati”.
di Giulia Casula
fanpage.it, 22 gennaio 2025
Oggi il ministro della Giustizia ha tenuto al Senato la sua relazione annuale sullo stato della giustizia italiana. Tra i temi toccati dal Guardasigilli, il sovraffollamento delle carceri contro cui Nordio ha ribadito il suo no a provvedimenti come amnistia e indulto: “Sarebbero un segno di debolezza dello Stato”. “Escludo provvedimenti come amnistia o scarcerazioni lineari, sarebbe una debolezza dello Stato”, ha detto in Aula. “Si può essere generosi quando si è forti, non quando si è costretti dalla necessità delle cose. Sarebbe un incentivo alla recidiva”, ha aggiunto.
- A che serve la pena senza riparazione?
- Io, detenuto, vi dico: se la pena diventa vendetta perde il Diritto e l’umanità
- Dacia Maraini: “Il sovraffollamento nelle carceri è una forma di tortura”
- Daria Bignardi: “Il carcere è molto classista, ci sono soprattutto poveri, malati e disgraziati”
- Il grido di Cospito: “Il vostro diritto è barbarie medievale”










