di Giansandro Merli
Il Manifesto, 18 gennaio 2025
Indiscrezioni sulle indagini: non esisterebbero protocolli operativi su quando e come inseguire le persone ritenute sospette. Dalle indagini della procura di Milano sarebbe emerso che i carabinieri che il 24 novembre scorso hanno inseguito lo scooter su cui viaggiavano Fares Bouzidi e Ramy Elgaml, morto dopo che il mezzo è finito a terra, non hanno commesso violazioni o illeciti. La notizia è stata data ieri sera dall’agenzia Agi, secondo la quale i pm impegnati nell’inchiesta avrebbero rilevato che non esistono protocolli operativi su quando e come inseguire le persone ritenute sospette. Per gli inquirenti questa attività farebbe riferimento soltanto all’articolo 55 del codice penale che dice: “La polizia giudiziaria deve, anche di propria iniziativa, prendere notizia dei reati, impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori, ricercarne gli autori, compiere gli atti necessari per assicurare le fonti di prova e raccogliere quant’altro possa servire per l’applicazione della legge penale”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 18 gennaio 2025
La Corte costituzionale, sentenza n. 2 del 2025 depositata oggi, ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 438, co. 1-bis, del Cpp. La Corte costituzionale, sentenza n. 2 del 2025 depositata oggi, conferma l’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo. Sono state infatti dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 438, co. 1-bis, del Cpp, come introdotto dall’articolo 1, co. 1, lettera a), della legge 12 aprile 2019, n. 33, sollevate, in riferimento agli articoli 3, 24, 27 e 111 della Costituzione, dalla Corte di assise di Cassino.
corriereromagna.it, 18 gennaio 2025
La cella dove era detenuto all’improvviso è andata a fuoco. Un incendio sulle cui origini e cause sono in corso indagini. Unica certezza per ora è che Y.K., origini marocchine ma da sempre residente a Cesena, per le ferite riportate nel rogo è ricoverato in gravissime condizioni, intubato ed in prognosi riservata, con i medici che ad ora non possono sbilanciarsi sulle sue possibilità di sopravvivenza. Il rogo risale a due pomeriggi fa nel carcere Sant’Anna di Modena. Una struttura che nel 2020 era stata protagonista di una rivolta dei detenuti finita nel sangue. Detenuti che lamentavano le condizioni precarie in cui scontano la pena. La settimana scorsa, un 49enne, in carcere per il terribile omicidio della moglie, si è tolto la vita inalando il gas di una bomboletta usata per scaldare cibo e bevande in cella. Stessa “sorte” toccata nei giorni precedenti e con le stesse modalità ad altri due detenuti del penitenziario modenese.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 18 gennaio 2025
Depositato in Procura un esposto per presunte violenze subite nel corso della sommossa del 2020 “Non c’entravo niente con le proteste. Gli agenti mi hanno ammanettato, picchiato e buttato per terra”. “Mi hanno ammanettato e buttato a terra. Poi mi hanno picchiato con calci e pugni. Qualcuno mi ha colpito alla testa e ho perso conoscenza”. È stato depositato ieri un nuovo esposto in Procura per le presunte violenze subite da un detenuto da parte di agenti di custodia nel corso della maxi rivolta nel carcere Sant’Anna l’8 marzo del 2020. Una rivolta in cui morirono, lo ricordiamo, nove detenuti e a seguito della quale alcuni carcerati denunciarono presunte torture. L’esposto si aggiunge alle denunce presentate da altri reclusi e per le quali pende un procedimento penale avanti alla Procura, dopo che il Gip ha respinto la richiesta di archiviazione, imponendo nuove indagini. I termini scadono tra un mese e probabilmente l’odierno esposto sarà inglobato nel procedimento in questione.
positanonews.it, 18 gennaio 2025
Un episodio dai contorni ancora poco chiari si è verificato all’interno della casa circondariale di Sant’Angelo dei Lombardi, in provincia di Avellino, dove un detenuto di 32 anni originario di Salerno, Antonio Novelli, è stato vittima di una violenta aggressione. Attualmente ricoverato presso l’ospedale “Ruggi” di Salerno, Novelli ha riportato gravi ferite, tra cui la frattura di tibia e perone, che hanno reso necessario un intervento chirurgico. Secondo quanto riferito dal suo legale, l’avvocato Salvatore Aiello, l’aggressione sarebbe avvenuta mentre il detenuto si trovava nei corridoi del carcere. Le circostanze esatte dell’accaduto sono ancora oggetto di indagine, ma sembra che Novelli sia stato brutalmente picchiato, tanto da perdere i sensi e richiedere l’immediato intervento del 118.
di Manuela D’Alessandro
agi.it, 18 gennaio 2025
Il Garante Francesco Maisto ha concluso l’ispezione nel carcere minorile di Milano, struttura segnata da rivolte, tentativi di fughe, incendi e sconvolta dall’inchiesta che ha portato all’arresto di 13 agenti della Polizia penitenziaria. I giovani reclusi nel carcere minorile ‘Beccaria’ di Milano sono “spesso costretti a mettere i materassi per terra” dove dormire per mancanza di spazi. Lo riferisce all’AGI il garante dei detenuti Francesco Maisto raccontando gli esiti dell’ispezione effettuata nei giorni scorsi nella struttura che vive una stagione molto complessa attraversata da rivolte, tentativi di fughe, incendi e sconvolta dall’inchiesta che ha portato all’arresto di 13 agenti della polizia penitenziaria ai quali è stata contestata anche l’ipotesi di reato di tortura.
di Caterina Stamin
La Stampa, 18 gennaio 2025
Mario Serio sul caso del carcere minorile: “Così sono spogliati completamente della loro dignità”. “Si potrebbero equiparare le condizioni dei detenuti che dormono per terra alle carceri iraniane, come dimostra la triste esperienza di Cecilia Sala”. Sul caso dei ragazzi che riposano su un materasso appoggiato direttamente al pavimento nel carcere minorile Ferrante Aporti, interviene il Garante nazionale dei detenuti Mario Serio. E dice: “Quei ragazzi sono spogliati completamente della loro dignità”.
garantedetenutilazio.it, 18 gennaio 2025
Anastasia e Calderone: “Le numerose proteste sono il sintomo di una situazione gravemente problematica”. Lo scorso 27 dicembre, il Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, Stefano Anastasia, e la Garante di Roma Capitale, Valentina Calderone, hanno inviato una lettera al Capo del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, Antonio Sangermano, per evidenziare le crescenti criticità riscontrate nell’istituto penale minorile di Casal del Marmo, a Roma, esprimendo preoccupazione per la sicurezza e il benessere dei minori detenuti.
di Micaela Romagnoli
Corriere di Bologna, 18 gennaio 2025
Don Cambareri, parroco del Pratello: spesso mi auguro delinquano, così non stanno in strada. “Dentro l’Istituto penale minorile ci sono bisogni infiniti. Io cerco di esserci il più possibile perché tutti gli adolescenti, ma loro ancora di più, hanno bisogno di adulti che ci siano, che condividano tempo, spazi, disagi”. Don Domenico Cambareri, parroco a San Giovanni Battista di Trebbo di Reno, dal 2020 è anche cappellano del Pratello. “Prete di galera”, come si descrive nel sottotitolo del suo libro “Ti sogno fuori”, uno scambio epistolare con uno dei giovani incontrato al di là delle sbarre.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 18 gennaio 2025
Prosegue il percorso per garantire il diritto allo studio universitario delle persone detenute nei penitenziari della Capitale e di altre Regioni. È stato infatti rinnovato l’accordo sul polo della Sapienza, siglato dal provveditore dell’amministrazione penitenziaria di Lazio, Abruzzo e Molise, Giacinto Siciliano, dal garante regionale delle persone private della libertà, Stefano Anastasìa, e dalla rettrice dell’ateneo romano, Antonella Polimeni. Il nuovo protocollo garantisce l’incontro docenti-studenti, anche per via telematica, e fissa a non meno di tre i colloqui prima di sostenere gli esami. Assicurati, inoltre, gli incontri per la preparazione della tesi finale.
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