di Angela Stella
L’Unità, 17 gennaio 2025
L’ex leader dei penalisti commenta il primo sì della Camera alla separazione delle carriere: “I pm diventeranno squadroni della morte senza controllo? Una bufala. Sono controllati dal giudice. Separato o no, il pm è un magistrato e deve rispettare le leggi”. L’Aula della Camera ha approvato in prima lettura il ddl costituzionale a favore della separazione delle carriere. Ne parliamo con Gian Domenico Caiazza, già presidente dell’Unione Camere Penali.
di Antonio Mastrapasqua*
Il Riformista, 17 gennaio 2025
Tempi lunghi, importi insufficienti e difficoltà burocratiche: il sistema non va Bisogna riconoscere subito un assegno mensile a chi ha avuto la vita distrutta. Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma non di fronte all’amministrazione della giustizia. Non si spiega altrimenti che un cittadino come Beniamino Zuncheddu, ingiustamente condannato e proclamato innocente dopo 32 anni di carcere, per provare ad accelerare - per sé e per quel migliaio di persone che come lui ogni anno sono “vittime della giustizia” - promuova una legge di iniziativa popolare per avere un indennizzo da parte dello Stato.
Le Camere penali scrivono la Carta dei Valori per usare l’intelligenza artificiale in ambito forense
di Matteo Bonetti
Il Domani, 17 gennaio 2025
L’utilizzo dell’AI avrà un grandissimo impatto per tutti gli operatori del diritto ma resterà fondamentale fissare il focus sulle garanzie dell’equo processo e sul rispetto delle libertà individuali. Con l’entrata in vigore del AI Act si stanno aprendo nuove sfide per la professione legale: diventerà fondamentale la supervisione di quanto previsto dalla normativa europea per il rispetto delle garanzie e delle libertà individuali. L’Osservatorio dell’Unione Camere Penali Italiane ha organizzato nell’ambito dei sistemi di Ai un convegno che si terrà sabato 17 gennaio, alle ore 10,30, presso la sede di Ucpi di Roma, intitolato “Giustizia penale, scienza e intelligenza artificiale; La Carta dei valori dell’Unione delle Camere penali italiane”.
di Nello Trocchia
Il Manifesto, 17 gennaio 2025
Dopo l’incidente di Milano il numero uno dell’Arma ha scritto una lettera dove ringrazia i suoi uomini. Ma esorta vertici e militari a “rispettare le procedure”. Ecco cosa vuol dire. “Nei secoli fedele” è il motto araldico dei Carabinieri, ma il rischio è che la fiducia scricchioli nel cuore del corpo, nel rapporto tra sottoposti e gerarchie, un cedimento che comprometterebbe la solidità dell’Arma che rappresenta un riferimento per il paese, un presidio diffuso e garanzia di sicurezza. A pesare sono i casi che, in questi anni, hanno appannato la credibilità, preoccupato la pubblica opinione, ma soprattutto sfilacciato la solidità interna.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 17 gennaio 2025
Tra i 620 e i 630 detenuti, con celle in cui vivono anche 4 detenuti. È la casa circondariale di Montorio, il cui sovraffollamento è stato ricordato nell’incontro di martedì organizzato dal comitato veronese contro il disegno di legge sicurezza a cui ha aderito anche il Pd locale. Ddl che prevede nuovi reati e pene più severe e che rischia di portare al collasso le strutture carcerarie. “Più siamo, meglio è”. Quattro parole in cui è racchiusa la formula di un’adesione. Quella della federazione provinciale del Pd al comitato unitario veronese contro il disegno di legge Sicurezza, “che noi chiamiamo “decreto paura”, precisa il segretario Dem Franco Bonfante. Adesione arrivata dopo un incontro, martedì sera, promosso dalla trentina di associazioni cristiane e laiche e da Rifondazione Comunista, Movimento 5 Stelle, Verona Radicale e Cgil che di quel comitato sono l’ossatura. Una protesta, quella contro il ddl Sicurezza, che va ampliando le proprie fila.
Gazzetta di Modena, 17 gennaio 2025
Altro grave episodio in carcere a Modena, a testimonianza della situazione sempre più difficile che si vive all’interno, dopo i tre suicidi in una settimana tra la fine del vecchio anno e l’inizio di quello nuovo. Un detenuto gravemente ustionato, un altro ferito e 9 agenti di polizia penitenziaria. È il bilancio di un incendio scoppiato in una cella del carcere di Modena nel pomeriggio di oggi, giovedì 16 gennaio, un altro grave episodio che testimonia la situazione sempre più difficile vissuta al Sant’Anna. Intorno alle 16.30 la centrale operativa del 118 è stata allertata per soccorrere due detenuti rimasti feriti dopo che uno di loro - stando alle prime ricostruzioni - aveva appiccato un incendio nella cella.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 17 gennaio 2025
L’annuncio dell’assessore Paulesu: la casa di accoglienza in un edificio della Caritas. Una struttura di accoglienza per ospitare detenute fragili, a fine pena e incinte pronta per poter ospitare 4/6 ospiti sarà inaugurata a breve. Nascerà in una struttura della Caritas, l’annuncio è stato dato dall’assessore Paulesu. Una struttura di accoglienza per ospitare detenute fragili, a fine pena e incinte. È il progetto a cui sta lavorando il Comune attraverso l’assessorato alle politiche sociali. La struttura, individuata grazie alla collaborazione tra Comune (che pagherà il costo dell’ospitalità) e Caritas (che mette a disposizione un suo immobile), è praticamente pronta per poter ospitare 4/6 ospiti e sarà inaugurata a breve. A darne notizia è stato ieri mattina l’assessore al welfare Nicola Paulesu parlando ai microfoni di Novaradio. La struttura destinata alle donne è nei fatti l’evoluzione dell’originario progetto Icam (Istituto custodia attenuata per madri): previsto già dal 2008 per dare concretezza al divieto di detenzione di giovani madri e donne incinte, mai realizzato e ora superato a favore di un modello più simile ad una “casa di accoglienza” che a una struttura detentiva vera e propria.
di Alberto Giulini
Corriere di Torino, 17 gennaio 2025
Mellano: “Sovraffollamento preoccupante, come quando c’è stata la rivolta”. Non sono passati nemmeno sei mesi dalla violenta rivolta che ha scosso il carcere minorile di Torino. Una notte, quella tra l’1 e il 2 agosto, in cui una cinquantina di detenuti avevano cercato di prendere il controllo dell’istituto, tra incendi e danneggiamenti vari. Al Ferrante Aporti si continua ancora oggi a fare i conti con una situazione complicata e ricca di tensioni quotidiane, frutto anche del sovraffollamento. A fronte di una capienza complessiva di 46 posti letto, infatti, sono 53 i detenuti all’interno dell’istituto. Lo ha constato anche il garante regionale dei detenuti, Bruno Mellano, che ieri mattina, assieme ai garanti di Campania e Lazio, Samuele Ciambriello e Stefano Anastasia, a Torino per un convegno sulla situazione delle carceri italiane, ha visitato l’istituto di via Berruti e Ferrero.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 17 gennaio 2025
La vita di cinque figli di detenute per droga, reati connessi all’immigrazione o furti. Una giornata nell’istituto. Rilievi del Quirinale sulla stretta del ddl sicurezza per le donne in cella con minori C’è Daniele che quando vede un mazzo di chiavi si tappa le orecchie per non sentire le mandate. E c’è Michele che quando va dalla nonna chiede: “a che ora si chiude la porta?”. C’è Cristina che ricorda alla mamma di “fare la domandina per comprare i quaderni”. E poi c’è Angela che dorme, col ciuccio in bocca, nel passeggino. Aperta la porta blindata, sotto lo sguardo vigile di Mary Poppins, entriamo nel carcere degli innocenti per definizione. Bambini di pochi mesi o pochi anni, che condividono con le madri condanne che non hanno potuto scontare fuori.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 17 gennaio 2025
Padre Lucio Boldrin, il cappellano di Rebibbia, è indagato per favoreggiamento dai pm Stefano Pizza e Antonio Verdi. Ieri mattina ha subito una lunga perquisizione da parte degli agenti della Polizia penitenziaria. Secondo prime ricostruzioni avrebbe aiutato alcuni detenuti (in particolare quelli in attesa di processo) a comunicare con l’esterno. Un testo manoscritto, tra le altre cose, è stato sottoposto a sequestro dagli agenti che procedevano nelle operazioni. L’inchiesta nasce da un altro filone riguardante i maltrattamenti in famiglia di un detenuto. La perquisizione è solo un primo passo verso l’acquisizione di indizi. Padre Boldrin svolgerebbe un ruolo di cerniera tra esterno e interno del penitenziario. Le perquisizioni sono avvenute nel suo studio e nella sua abitazione.
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