di Luca Serranò
La Repubblica, 4 gennaio 2025
La vittima è un cittadino egiziano di 25 anni, che si trovava in osservazione per una serie di atti di autolesionismo. Si è impiccato mentre era solo in cella, come tanti prima di lui. L’ennesima tragedia nel carcere fiorentino di Sollicciano si è consumata nel pomeriggio di ieri, vittima un detenuto di 25 anni di origine egiziana. Ancora da ricostruire le sue ultime ore di vita, ma i primi accertamenti sembrano tutti convergere verso l’ipotesi del suicidio.
di Leonardo Bison
veneziatoday.it, 4 gennaio 2025
Lite sull’incarico non rinnovato all’avvocato Marco Foffano. Per il consigliere è stato vittima delle sue critiche all’assessore Venturini, che nega seccamente: “Polemica infondata, era la scadenza naturale”. Dal 24 dicembre Venezia ha una nuova garante dei detenuti: è Rita Bressani, sociologa, già consulente dell’ufficio regionale del Garante. Sostituisce l’avvocato Marco Foffano, nominato nel 2022. Ma l’avvicendamento sta facendo rumore: sia perché a comunicarlo non è stato il Comune di Venezia, ma un consigliere d’opposizione, sia perché l’incarico a Foffano poteva essere rinnovato fino alla fine del mandato del sindaco, come avvenuto con il garante precedente - in carica dal 2015 al 2020 - ma così non è stato.
di Selma Chiosso
La Stampa, 4 gennaio 2025
Il dossier presentato in Regione dai Garanti dei detenuti evidenzia problemi strutturali e in alcuni punti piove dentro. Il carcere di Asti, compie 34 anni e dal 2016 ha cambiato qualifica diventando un istituto ad Alta sicurezza. È diretto da Giuseppina Piscioneri, il comandante della polizia penitenziaria è il commissario Leonardo Colangelo. Il numero dei detenuti varia di giorno in giorno, al momento è di 250. Gli anni corrono veloci ma alcuni problemi restano endemici. La fotografia emerge dal dossier presentato in questi giorni da Bruno Mellano, Garante regionale dei detenuti con i garanti comunali piemontesi. Ad Asti i problemi sono soprattutto strutturali e di organico. In alcune parti dell’istituto piove dentro, altre aree sono “colonizzate” dalla muffa.
di Andrea Zanello
La Stampa, 4 gennaio 2025
Il dossier del garante regionale non segnala solo criticità per Vercelli ma anche interventi sugli edifici. Non una promozione piena per il carcere di Vercelli ma emergono sicuramente dei passi in avanti dal “Nono dossier delle criticità strutturali e logistiche delle carceri piemontesi”. Il documento presentato da Bruno Mellano, garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, pur ricordando le perenni criticità della casa circondariale vercellese a differenza delle passate edizioni trova anche dei punti a favore della struttura. “Dopo anni di precaria opera manutentiva, a seguito della nomina del nuovo direttore nel novembre 2023 - dice Mellano - sono stati finalmente avviati, e parzialmente completati nel 2024, alcuni importanti lavori di ristrutturazione che hanno riguardato, primariamente, le coperture di edifici e corpi di fabbrica, la sostituzione di infissi esterni”.
di Tiziano Troianello
Il Giorno, 4 gennaio 2025
Grazie al progetto “Casomai” due operatrici specializzate nell’agricoltura sociale entrano nel penitenziario: “Cura della terra e contatto con la natura apportano benefici alle persone in condizioni di fragilità”. Lezioni di giardinaggio e di attività agricole per i detenuti del carcere di Lodi. Grazie al progetto “Casomai”, promosso da Regione Lombardia e Fondazione Comunitaria della provincia di Lodi e mirato a contrastare le fragilità di chi richiede protezione internazionale e di chi è colpito da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria, dal 17 dicembre scorso nel penitenziario di via Cagnola, sono partiti nuovi percorsi che hanno fatto seguito a laboratori motivazionali e tirocini organizzati nelle settimane precedenti per gli ospiti dei centri di accoglienza straordinaria del Lodigiano e per persone con pene alternative.
di Antonello Corigliano
tarantotoday.it, 4 gennaio 2025
Nella Casa Circondariale di Taranto, detenuti e detenute hanno partecipato a uno spettacolo musicale, trasformando fragilità in forza grazie al laboratorio guidato da Miriam Serio. Un giorno diverso tra le mura della Casa Circondariale di Taranto, dove i detenuti hanno trovato una voce per esprimere emozioni e racconti personali attraverso lo spettacolo musicale “Voci dal silenzio oltre i muri”. L’evento, realizzato nell’ambito delle attività natalizie, ha visto detenuti e detenute salire per la prima volta su un palco per esibirsi, grazie al laboratorio musicale condotto dalla dottoressa Miriam Serio. Un’esperienza che non è stata solo un momento di svago, ma un passo importante verso la rieducazione e il reinserimento nella società.
Corriere di Siena, 4 gennaio 2025
I detenuti della Casa circondariale di Santo Spirito hanno creato il gruppo Cella Musica e hanno realizzato un disco. InnocentEvasione è il progetto innovativo che mira a portare la musica oltre le mura della casa circondariale Santo Spirito di Siena. Questa iniziativa ambiziosa è nata dall’impegno dei detenuti e dello staff del carcere, uniti dalla passione per la musica e dal desiderio di riscatto attraverso l’arte, con la collaborazione di LaLut Centro di Ricerca e Produzione Teatrale che ha offerto laboratori permanenti, creando un gruppo musicale eterogeneo, composto da detenuti, polizia penitenziaria, operatori e musicisti professionisti.
laprovinciarieti.it, 4 gennaio 2025
Durante tutto l’anno la Comunità di Sant’Egidio è particolarmente attenta alla realtà delle carceri italiane e svolge al loro interno attività di volontariato in sostegno della popolazione carceraria che, come noto, quest’anno appena concluso ha sofferto in maniera particolarmente pesante a causa del sovraffollamento e delle carenze strutturali. Dopo il periodo di eccezionale isolamento, dovuto alla pandemia, il carcere stenta a trovare fili di collegamento con la realtà esterna che possano ridurre l’estraneità che troppo spesso caratterizza il vissuto dei detenuti, specialmente di quanti hanno le famiglie lontano o del tutto inesistenti.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 4 gennaio 2025
Penalizzate le donazioni, nessun aumento al tetto del 5 per mille, più vincoli per gli investimenti del Terzo settore. È grande la delusione del Terzo settore per la legge di Bilancio appena approvata. “Quasi nessuna delle nostre proposte è stata accolta - è il commento di Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum nazionale - e a pagarne le conseguenze saranno i soggetti della solidarietà e i più fragili”. “Quasi nessuna delle nostre proposte per la Legge di Bilancio è stata accolta e a pagarne le conseguenze saranno non solo i soggetti della solidarietà, penalizzati anche dalla nuova norma che impone un tetto agli investimenti sociali, ma anche i più fragili, già colpiti dalle emergenze sociali”. È il commento di Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum nazionale Terzo settore, sulla Legge di Bilancio approvata negli ultimi giorni dell’anno. “In un momento così difficile e segnato dalla crescita di povertà e disuguaglianze - prosegue la portavoce - ci saremmo aspettati maggiore attenzione al welfare e vere politiche di sostegno per quelle realtà, quali sono gli Enti di terzo settore, che combattono il disagio, costruiscono coesione sociale, realizzano un’economia sana”.
di Ilaria Beretta
Avvenire, 4 gennaio 2025
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole segnala un aumento di proposte didattiche e progetti di alternanza scuola-lavoro con il coinvolgimento delle forze armate. Un’intera scolaresca in caserma per una lezione di combattimento corpo a corpo. È uno degli ultimi casi, capitato a Brindisi a inizio dicembre, rilevato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e l’università che da due anni monitora tutte le volte che le forze armate entrano nelle classi in modo anomalo. Poche settimane dopo, appena prima del fermo natalizio - rileva l’ente - una dirigente scolastica della provincia di Siracusa ha firmato una convenzione per permettere agli studenti del proprio Istituto superiore di svolgere i Pcto, l’ex alternanza scuola-lavoro, presso l’arsenale militare marittimo di Augusta. E ancora: a Messina tre foto di militari in assetto da guerra, equipaggiati con divise mimetiche, caschi e armi sono state trovate persino tra le pagine della brochure di presentazione della scuola, forse a promuovere il corso di orientamento con le forze dell’ordine previsto dal piano dell’offerta formativa.
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