di Simona Berterame
fanpage.it, 31 dicembre 2024
“Fatelo uscire, deve curarsi”. L’appello della sorella di Alessandro Atzeni, detenuto da mesi nonostante sia stato dichiarato dai medici non compatibile con il carcere. Dalla colonia penale al carcere nonostante le sue gravi patologie psichiatriche. La storia di Alessandro Atzeni è un calvario senza fine. Alessandro è un malato psichiatrico con doppia diagnosi e, a causa della sua condizione, era stato dichiarato persona socialmente pericolosa e ristretto nella colonia penale di Isili.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 31 dicembre 2024
L’allarme del Garante regionale Mellano sui fondi non impiegati. I soldi ci sono: 25 milioni per il Ferrante Aporti, 12 milioni e 500 mila euro per il Lorusso e Cutugno (in particolare per il padiglione C), più altri milioni non ben quantificati che sono parte di un pacchetto nazionale per la manutenzione straordinaria. Peccato che siano fermi in un cassetto, congelati in attesa di progetti da modificare e approvare, cantieri da aprire e interventi da programmare in base alle priorità. Nel frattempo, nei penitenziari del Piemonte le inferriate si arrugginiscono, le tubature si rompono, gli arredi si consumano e gli spazi - siano le celle o le stanze dedicate alle socialità - diventano fatiscenti.
primavenezia.it, 31 dicembre 2024
L’avvocato Foffano: “Uno scenario degradante”. Nel 2024 anche tre suicidi all’interno degli istituti penitenziari veneziani. Il 2024 si chiude con un bilancio complesso per le carceri del Veneto, dove problemi strutturali e sociali si intrecciano a esperienze di resilienza e tentativi di riforma. A fare il punto è l’Avvocato Marco Foffano, con 12 anni di esperienza nel volontariato e garante dei detenuti di Venezia in uscita. Dopo due anni di mandato, interrotto prima della naturale scadenza, Foffano lascia una testimonianza chiara: il sovraffollamento resta il problema principale nelle carceri.
La Nazione, 31 dicembre 2024
Anche quest’anno, nel periodo natalizio, la delegazione pistoiese di “Nessuno tocchi Caino” si è recata in Santa Caterina, il carcere di Pistoia, per prendere visione della situazione attuale. Non era presente la presidente Rita Bernardini, e del consiglio direttivo mancavano Elena Baldi e Matteo Angioli. La delegazione era quindi rappresentata da Fausto Malucchi, don Massimo Biancalani, Peppino Zarrilli e Andrea Leo. Questo il testo della lettera diffusa dopo la visita in via dei Macelli.
di Vincenzo Ammaliato
Il Mattino, 31 dicembre 2024
La direttrice annuncia la pubblicazione del bando per il locale. Fra poco più di un anno chi nella provincia di Caserta, o nell’area metropolitana di Napoli avrà desiderio di andare a ristorante, fra la scelta dei locali potrà aggiungere anche la possibilità di andare in carcere. E non si tratta di un locale con un nome bizzarro, ma di un ristorante che si troverà proprio all’interno delle mura di una casa penitenziaria, con personale di cucina, sala e accoglienza scelto, formato e assunto fra i suoi detenuti. Per l’esattezza, si potrà mangiare nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, in località San Tammaro.
Il Giorno, 31 dicembre 2024
Il progetto “Cucinare al Fresco”, che da sette anni impegna un gruppo di detenuti della Casa circondariale Bassone di Como, dopo i ricettari ha presentato il calendario 2025. Il secondo, per la precisione, la cui realizzazione è supportata dalla Camera Penale di Como e Lecco, in un’ottica di esempio virtuoso di come la creatività e la collaborazione possano diventare strumenti di rieducazione e di reinserimento sociale. Coordinati da alcuni volontari, i detenuti hanno creato una vera e propria redazione giornalistica per elaborare ricettari con piatti ideati utilizzando gli ingredienti e le attrezzature disponibili all’interno della struttura.
di Rosanna Borzillo
Avvenire, 31 dicembre 2024
Chi è in carcere perché non ha fatto l’incontro giusto e chi invece è stato baciato dalla fortuna: l’abbraccio tra un detenuto e il ballerino e conduttore televisivo, originario di Torre Annunziata, Stefano De Martino, suggella in qualche modo l’appuntamento promosso dalla comunità di Sant’Egidio al carcere napoletano di Secondigliano nei giorni scorsi. De Martino, come ha spiegato, ha rincontrato un suo compagno d’infanzia proveniente da un contesto difficile che è in carcere a scontare la sua pena. “A tutti va dato la possibilità di ricominciare”, ha commentato il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli.
di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 31 dicembre 2024
La direttiva del Viminale per Capodanno rafforza il Daspo urbano, la discrezionalità e le emergenze penali. Sarà un capodanno con meno diritti, anche se la notizia viene impacchettata in mezzo all’allarme petardi e frullata nel contesto delle eterne emergenze sicurezza dichiarate di continuo, soprattutto in occasione di grandi eventi. Il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha inviato una direttiva ai prefetti per sottolineare l’importanza di individuare, con apposite ordinanze, aree urbane dove vietare la presenza di “soggetti pericolosi” o con precedenti penali e poterne disporre l’allontanamento.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 31 dicembre 2024
Nell’ordinanza sul ricorso del governo, la Suprema Corte rinvia la decisione finale ai giudici europei ma fissa alcuni paletti: i tribunali possono disapplicare i decreti solo se vi vedono “irragionevolezza”. Con una ordinanza “interlocutoria” ma di ben trentacinque pagine, la prima sezione civile della Cassazione ha fornito un indirizzo interpretativo sulla designazione di un Paese terzo come “sicuro”, riaccendendo le polemiche su migranti e piano Albania che hanno egemonizzato negli ultimi mesi il dibattito sulla politica giudiziaria. La questione era stata congelata in attesa che la Corte di Giustizia Ue si pronunci il 25 febbraio, dopo i rinvii dei Tribunali di Firenze, Bologna e Roma. Ma adesso gli ermellini hanno riaperto la partita.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 31 dicembre 2024
Per i giudici il magistrato esamina i singoli casi. Polemica tra FdI e Pd. “Non c’è perfetta simmetria” tra le “eccezioni personali” e le “eccezioni territoriali”. La Corte di Cassazione torna sul tema dei rimpatri accelerati dei migranti irregolari in Paesi di origine inseriti nella lista dei Paesi sicuri. Lo scorso 4 ottobre la Corte di giustizia Ue aveva deciso che non può essere considerato sicuro un Paese se una parte del suo territorio non lo è (come la Transnistria in Moldavia). Il Tribunale di Roma e altre sezioni specializzate hanno dato per scontato che ciò vale anche quando ci sono categorie di persone non protette. Ma secondo la Cassazione non è così.
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