di Gian Carlo Caselli
Il Dubbio, 24 dicembre 2024
Gentile Direttore: su “Il Dubbio” del 17 dicembre 2024 l’avvocato Francesco Petrelli polemizza con una mia intervista su “La Stampa” del 13 dicembre. La polemica è garbata e civile, per cui volentieri proverò a rispondere. Prima di tutto però debbo dire che non capisco l’accusa di ridurre a “incidenti” gli errori giudiziari, perché leggendo e rileggendo la mia intervista la parola’ “incidenti” non la trovo proprio. Ma veniamo al merito. L’avv. Petrelli mi contesta l’uso dei termini demagogico e populista in quanto riferiti a un fenomeno grave ed esteso come l’errore giudiziario che impone di riflettere sul corretto uso della giustizia.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 dicembre 2024
Mohammed Wardi Ahmed, 28 anni, era arrivato a ottobre. Incerte le cause del decesso, si parla di assunzione di alcol e farmaci. Trovato morto in cella a Sollicciano nella notte tra domenica e lunedì un detenuto somalo di 28 anni. Si tratta di uno dei cento carcerati che avevano fatto ricorso ai magistrati per avere la pena ridotta a causa delle condizioni “disumane e degradanti” del carcere fiorentino. A dare l’allarme, intorno alle 4.45, è stato il compagno di cella, che ha chiamato gli agenti penitenziari che hanno constatato il decesso. Ancora da accertare le cause, se morte naturale o altro, tra cui un’ipotesi di overdose anche se non sembra che il giovane facesse uso di sostanze. Sul corpo dell’uomo verrà adesso eseguita l’autopsia. Il ragazzo sarebbe dovuto uscire dal carcere a novembre 2025.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 24 dicembre 2024
Il Garante Regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha fatto visita al carcere di Parma, nella nottata tra il 23 e il 24 dicembre. “Sono da poco passate le due di notte e da poco sono uscito dal carcere di Parma. Ho voluto effettuare una visita notturna durata 3 ore per vedere dal vivo il lavoro notturno della Polizia penitenziaria. Con un giovane vice-ispettore, a capo della sorveglianza generale dell’istituto, ho fatto il cosiddetto “giro della conta” seguendolo.
stampaparlamento.it, 24 dicembre 2024
Ieri mattina il Garante dei diritti della persona della Regione Friuli Venezia Giulia, Enrico Sbriglia, assieme a Piero Mauro Zanin, già presidente del Consiglio regionale, e ad Anna Malisani del Partito Radicale, hanno effettuato una visita alla casa circondariale “Ernesto Mari” di Trieste, al fine di conoscerne meglio le criticità. Lo si legge in una nota del Garante. Accolta dalla direttrice in missione, che è direttore titolare della casa circondariale di Gorizia, Caterina Leva, dalla comandante Annamaria Peragine e dagli altri operatori, la delegazione ha constatato come fossero in corso importanti lavori di risistemazione interna degli spazi detentivi.
Bergamo. Fra le detenute in cerca di riscatto: “Dopo due anni in cella, ho rivisto i miei tre figli”
di Donatella Tiraboschi
Corriere della Sera, 24 dicembre 2024
Il vescovo Beschi in visita in via Gleno: “Come Elisabetta, vorrei diceste “no” a cosa non è giusto”. La detenuta più giovane ha 19 anni ed è finita dentro per una rapina, la più anziana ne ha 73. È il sorriso di don Fausto Resmini che segna il percorso nella visita al carcere. Le sue foto si trovano appese un po’ dovunque, sui muri e sulle porte fino all’ingresso della sezione femminile. Le sbarre del portone di ferro, oltre il quale si intravedono le 16 celle, sono addobbate con un festone verde, il colore della speranza, mentre lo stipite della porta del locale che funge da piccola chiesa (una semplice stanza con immagini sacre e sedie) è sormontato da una scritta: misericordia e perdono. Non è la porta santa che Papa Francesco aprirà a Rebibbia tra qualche giorno, ma il significato è lo stesso: credere nella possibilità di riscatto.
Il Resto del Carlino, 24 dicembre 2024
Grazie alla collaborazione tra la Casa di Reclusione di Fermo e le tante associazioni sportive e di volontariato presenti sul territorio e che hanno risposto positivamente all’invito della direzione di prendere parte con le loro iniziative alle attività da proporre ai ristretti per il periodo delle festività natalizie, il Natale è arrivato anche nella Casa di Reclusione di Fermo. Dopo il successo che ha avuto la iniziativa della “Pallina sospesa” patrocinata dal Comune di Fermo, molteplici sono le attività che si stanno svolgendo in questi giorni in favore dei detenuti.
di Alex Corlazzoli
Il Fatto Quotidiano, 24 dicembre 2024
Mogli, figli, mamme, papà, fratelli di persone detenute, dalle nove alle dieci e mezza del 25 dicembre, potranno telefonare in diretta allo 02.33001001 e rispondere ai messaggi di auguri raccolti nelle carceri. A portare il Buon Natale nelle carceri di Bollate, Rebibbia e Lodi quest’anno ci hanno pensato i volontari e “Radio Popolare” che domattina farà da “ponte” tra i detenuti e i parenti che grazie alle frequenze della storica radio milanese potranno scambiarsi gli auguri pur non vedendosi in faccia. Protagonista dell’iniziativa “Fuori di cella” sarà la parola: quella delle persone in cella, registrata nei giorni scorsi con l’autorizzazione delle direzioni; quella di mogli, figli, mamme, papà, fratelli che dalle nove alle dieci e mezza potranno telefonare in diretta allo 02.33001001 per far arrivare i loro messaggi a chi è in stato di detenzione; quella di Patrizio Gonnella e Susanna Marietti, presidente e coordinatrice di Antigone, ma anche conduttori a “Radio Popolare” di “Jailhouse Rock” che saranno in studio per concertare le voci di tutti.
chiesadimilano.it, 24 dicembre 2024
“La cura improbabile” è il toccante documento di un’esperienza straordinaria di incontro e rinascita. Una storia di Natale fuori dagli schemi. Un video per dare voce e visibilità a un progetto unico in Italia: “Emozioni all’Opera”. Promosso dalla Fondazione Sacra Famiglia in collaborazione con l’Associazione In Opera, l’iniziativa coinvolge un gruppo di pazienti psichiatrici e una ventina di detenuti del carcere di massima sicurezza di Milano Opera. Il video, disponibile sul canale YouTube di Fondazione Sacra Famiglia, documenta questa esperienza straordinaria e offre uno sguardo inedito sul potere delle relazioni.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 24 dicembre 2024
Vera Negri Zamagni, storica dell’Economia, ha analizzato per due anni il lavoro della cooperativa sociale nata nell’istituto di pena di Padova. Ne ha tratto un libro per l’editrice Il Mulino. Spiega a Vita: “Dovrebbe essere normale che nelle carceri si dia lavoro alle persone detenute, invece ahimè non lo è. Mi è sembrato importante, con questo mio lavoro, mostrare che si può fare e come si può fare”. La cooperativa sociale Giotto “oggi non esisterebbe, se le persone che ne hanno dato il via nel lontano 1986 non avessero incontrato la figura di un prete straordinario impegnato con la vita fino nel midollo. Si tratta del servo di Dio don Luigi Giussani.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 24 dicembre 2024
Il valore della solidarietà italiana è altissimo e sottostimato. È costituito da milioni di persone, volontari, caregivers che ogni giorno fanno qualcosa per gli altri, i più fragili. E, a volte, non ci tengono nemmeno a farlo sapere. Facciamoci un regalo. Non costa nulla. Quale? Un attimo d’attesa. L’Italia ha un grande capitale sociale che non è purtroppo un attivo patrimoniale. Invidiato da altri Paesi più ricchi di noi. Avessimo potuto contabilizzarne gli effetti nella legge di Bilancio - aggredita dalle corporazioni e veicolo di mance e mancette - trascorreremmo un Natale più sereno. Avremmo meno timori nel futuro. Il valore della solidarietà italiana è altissimo e sottostimato. È costituito da milioni di persone, volontari, caregivers che ogni giorno fanno qualcosa per gli altri, i più fragili. E, a volte, non ci tengono nemmeno a farlo sapere.
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