di Francesco Dal Mas
Avvenire, 22 dicembre 2024
“Dare dignità alle persone e formarle a un’attività aiuta a rientrare nella vita reale”. Confindustria Veneto Est conta 5.100 imprese, per un totale di 276mila collaboratori. Tra costoro arriveranno, la primavera prossima, i primi 15 detenuti ammessi ad attività di formazione e lavoro all’esterno del carcere Due Palazzi di Padova o prossimi al fine pena. “È dunque, un Natale e un Giubileo di speranza quello che già vivono” ammette Matteo Sinigaglia, direttore generale di Fòrema, che per conto degli industriali di Padova, Rovigo, Venezia e Treviso coordina i programmi di formazione. “Non si tratta di un’esperienza d’inclusione una tantum - puntualizza - ma che si ripeterà di anno in anno per almeno 20-30 detenuti. E che dal “Due Palazzi” potrebbe estendersi ad altri penitenziari del territorio”.
cagliaritoday.it, 22 dicembre 2024
La richiesta delle avvocate e dell’associazione Socialismo Diritti Riforme: “Deve essere trasferito per le sue condizioni di salute che sembrano ulteriormente peggiorate”. Graziano Mesina sta male, è in sedia a rotelle e deve tornare in Sardegna. Ne sono convinte le due avvocate dell’ex primula rossa Maria Luisa Vernier e Beatrice Goddi hanno presentato proprio oggi una nuova istanza al Tribunale di Sorveglianza di Milano affinché possa essere concesso un differimento pena per motivi di salute.
di Mauro Bonciani
Corriere Fiorentino, 22 dicembre 2024
L’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli ha voluto continuare la tradizione dell’incontro con i giornalisti alla vigilia di Natale. E ieri ha invitato tutti a gesti di solidarietà verso chi è solo o soffre, chiedendo anche un concreto cambio di passo per risolvere i problemi del carcere di Sollicciano. Senza dimenticare le tragedie di Calenzano e San Felice a Ema. Ha voluto continuare la tradizione dell’incontro con i giornalisti alla vigilia di Natale. E ieri l’arcivescovo Gherardo Gambelli ha invitato tutti a gesti di solidarietà verso chi è solo o soffre, chiedendo anche un concreto cambio di passo per risolvere i problemi del carcere di Sollicciano. Un’ora di riflessioni e parole sui problemi della città e della Diocesi, dall’emergenza casa alle recenti tragedie di Calenzano e di San Felice a Ema, l’insegna del suo stile, anche confidenziale come quando ha rivelato “tornando dall’Africa mi sono trovato alle prese con lo Spid e cose simili, con tanta burocrazia, mi è venuta voglia di tornare indietro”, strappando un sorriso.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 22 dicembre 2024
In malattia la titolare, staffetta fra gli altri dirigenti toscani. Il Garante: struttura abbandonata a se stessa. Un direttore diverso ogni settimana. Nel carcere fiorentino di Sollicciano, dopo che la direttrice titolare Antonella Tuoni è entrata in malattia, alla direzione si alternano in continuazione persone diverse. Una mancanza di stabilità che va a pesare su un istituto penitenziario già di per sé molto complesso. Ad alternarsi alla guida della struttura, ci sono principalmente i direttori o le direttrici di altre carceri toscane, che però devono svolgere contemporaneamente il ruolo in due penitenziari diversi.
Il Resto del Carlino, 22 dicembre 2024
La delegazione ha elencato le criticità riscontrate tra le mura del carcere: “Manca il personale penitenziario in una struttura non facile da gestire”. “All’Arginone a si registrano sovraffollamento e carenza di personale penitenziario”. È la fotografia di quanto emerso dal report di una delegazione del Partito Radicale, autorizzata dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, che si è recata ieri mattina in visita alla Casa circondariale estense. A varcare i cancelli del carcere sono stati due membri del consiglio generale del partito, la ferrarese Maura Benvenuti, nella sua veste di capo delegazione, e Vito Laruccia di Crevalcore (Bologna).
di Marco Zane
Gente Veneta, 22 dicembre 2024
Saper creare dei ponti con il territorio per donare una luce ai detenuti. Questa la missione del direttore della Casa Circondariale di Venezia, una città che sa accogliere per dare futuro dopo la pena. Gente Veneta ha incontrato il nuovo direttore di Santa Maria Maggiore Enrico Farina. Il direttore Enrico Farina saluta Papa Francesco durante la celebrazione in Piazza San Marco, lo scorso 28 aprile. Con un detenuto ha donato al Pontefice una borsa realizzata nel laboratorio dei detenuti carcere con la scritta “Ponti di rinascita”.
udinetoday.it, 22 dicembre 2024
La manifestazione organizzata per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica sulla situazione delle carceri e in particolare della struttura di via Spalato. “Una marcia per la civiltà dentro e fuori il carcere, per ribadire che il disinteresse per le condizioni di vita negli istituti di pena è un’arma a doppio taglio, che prima o poi fa male a tutta la società. Le centinaia di persone che sono scese in strada chiedono che si metta fine alla vergogna di un sovraffollamento che a Udine raggiunge percentuali insostenibili e ostacola progetti di socialità. Chiediamo che sia sostenuto il lavoro del nuovo Garante dei detenuti e Andrea Sandra e l’impegno di Franco Corleone per attuare un ‘modello Udine’ che finalmente rispetti l’articolo 27 della Costituzione sulla rieducazione del condannato”.
Corriere della Sera, 22 dicembre 2024
Gli “abitanti” dell’istituto di pena di Milano sono stati affiancati dall’Orchestra del Mare, che hanno suonato con gli strumenti realizzati nel carcere di Opera con il legno dei barconi dei migranti affondati. Gli auguri a papa Francesco dal popolo del carcere di San Vittore. Per il suo compleanno. Da parte di detenute, detenuti, agenti, direzione, volontari. Con gli strumenti dell’Orchestra del Mare, suonati dal Quartetto Pessoa e realizzati nel carcere di Opera con il legno dei barconi dei migranti affondati. A pochi giorni dall’apertura, per la prima volta nella storia di una Porta Santa del Giubileo dentro un carcere. Questa volta quello romano di Rebibbia, dove papa Francesco è atteso per il 26 dicembre: 48 ore dopo l’apertura ufficiale del Giubileo nella Basilica di San Pietro prevista per la vigilia di Natale.
di Effatà Odv
Ristretti Orizzonti
La Casa di Reclusione di Asti ha avuto l’onore di ospitare una celebrazione liturgica natalizia presieduta dal Vescovo di Asti, Monsignor Marco Prastaro, e concelebrata insieme a Don Roberto Zappino, il cappellano dell’Istituto di Asti, un momento di profonda riflessione e spiritualità per i detenuti e il personale dell’istituto. La messa, celebrata all’interno dell’istituto, ha visto una partecipazione sentita e raccolta, dei i detenuti che hanno preso parte attivamente alle letture e ai canti liturgici. Durante l’omelia, il Vescovo ha rivolto parole di speranza e vicinanza, sottolineando l’importanza del Natale come occasione di riconciliazione e rinnovamento spirituale.
di Tommaso Giani
Corriere Fiorentino, 22 dicembre 2024
Il campo di calcetto più particolare di Pistoia ha la superficie in cemento, e al posto delle porte ha due rettangoli di vernice bianca disegnati sui muri. Al posto della tribuna ci sono le grate delle finestre delle celle dei detenuti che costituiscono il rimando visivo più lampante riguardo il luogo nel quale l’impianto sportivo è collocato. Siamo all’interno del carcere cittadino, ed è mercoledì pomeriggio, il giorno speciale in cui i detenuti che fanno sport in questo fazzoletto di cemento giocano a pallone non da soli. Il mercoledì pomeriggio infatti nel campo di calcetto più particolare di Pistoia ci sono, insieme ai detenuti, anche i ragazzi della squadra juniores del Capostrada Belvedere: giovani calciatori che hanno aderito al progetto educativo della Figc da me coordinato, e che con coraggio e disponibilità hanno accettato di mettersi in gioco in un allenamento settimanale supplementare e molto originale.
- Verbania. Dalla cella al laboratorio: la Banda Biscotti di impasta dolci per Natale
- Napoli. Al carcere minorile di Nisida, “L’ALTrA Cucina… Per un pranzo d’amore”
- Balzano e la genesi del male: “Stavolta racconto chi lo commette”
- Senso di esclusione e impoverimento, la società è sempre più polarizzata
- Il Vescovo Ruzza nel Cpr con i migranti: “Qui c’è sofferenza”










