di Federica Augusta Rossi
Giornale di Vicenza, 16 dicembre 2024
Abbiamo passato alcune ore nel carcere Del Papa di Vicenza assistendo ai progetti dei detenuti tra prosa e il laboratorio di panificazione. “La verità” è andata in scena tra le mura del carcere San Pio X. Uno spettacolo-parodia per raccontare la vita dietro le sbarre. Quattro detenuti-attori, un regista, una pedana come palco, una sedia come unica scenografia, niente trucco né costumi, niente luci né sipario, panche di legno al posto di poltroncine in velluto per il pubblico non pagante. È bastato “poco” per trasformare in teatro una sala della casa circondariale di Vicenza Filippo Del Papa e per fare sì che mezz’ora di spettacolo tenesse fuori la prigione, che a sua volta tiene fuori il resto della vita.
di Valeria Vantaggi
vanityfair.it, 16 dicembre 2024
“Il pianto degli eroi” è il titolo del film di Bruno Bigoni e Francesca Lolli: racconta della guerra, riprendendo i testi classici e coinvolgendo i detenuti del Carcere di Bollate. Qui ne parla la regista. “Il Pianto degli eroi (prodotto da IULMovie Lab e sostenuto e reso possibile dalla direzione del carcere di Bollate, dalla Coop. Sociale Articolo3, dal Ministero di Grazia e Giustizia e dall’organizzazione esecutiva di Altamarea Film, ndr) è un film che nasce principalmente da un’esigenza artistica, ma con molteplici intenti intrecciati. La nostra intenzione era quella di portare in scena la tragedia dell’Iliade; non solo per raccontare un conflitto universale ma per provare a parlare di guerra, lotta, sofferenza e resistenza.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 16 dicembre 2024
In questi giorni il mondo del terzo settore è stato colpito da due importanti perdite. La prima riguarda la morte, pochi giorni fa, di Riccardo Bonacina. Un giornalista capace di raccontare l’Italia dei soggetti sociali, del welfare più o meno efficiente, dei diritti da conquistare e difendere, delle molte esperienze di innovazione sociale che vengono realizzate in modo diffuso e spesso poco conosciuto. Il tutto non solo con grande competenza professionale e utilizzando tutti i mezzi di comunicazione disponibili, ma con una lucida e generosa passione che, mentre era sempre accompagnata da un lucido spirito critico, gli permetteva di costruire ponti e creare legami tra soggetti diversi.
di Filomena Gallo*
La Stampa, 16 dicembre 2024
Il 10 dicembre si è tenuta l’udienza in Corte costituzionale per discutere il divieto per le persone con disabilità di utilizzare la firma digitale anche per la presentazione di liste elettorali. Il caso è stato sollevato da Carlo Gentili, completamente paralizzato a causa della sclerosi laterale amiotrofica che, con il sostegno dell’Associazione Luca Coscioni, in primavera aveva fatto ricorso quando non gli era stato consentito di firmare con firma digitale per sostenere una lista per le regionali del Lazio. Non potendo apporre una firma autografa, Gentili si è trovato escluso dalla possibilità di partecipare politicamente alla vita del Paese.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 16 dicembre 2024
La scritta “Credi nel bene a prescindere dal credo religioso” sullo storico negozio Candido 1859 di Maglie (Lecce) ha scatenato l’inferno. Nella piazza protagonista di ben altre polemiche, vedi la statua di Aldo Moro con l’Unità sotto il braccio, a scandalizzare gli abitanti di Maglie ci si è messa una scritta sulla facciata dello storico negozio di abbigliamento “Candido 1859”. “Believe in Good over God”, recita a caratteri cubitali lo slogan natalizio, che nelle intenzioni della 26enne Claretta Candido, che ha avuto l’idea, e della sorella maggiore Cristiana, copywriter, che l’ha messa in pratica, voleva dire: “Credi nel bene a prescindere dal credo religioso”.
di Micaela Romagnoli
Corriere della Sera, 16 dicembre 2024
Il progetto della Fondazione Unipolis, dedicato a 50 ragazzi e ragazze della Campania e della Calabria, iscritti al terzo anno delle superiori. “Migliorare le condizioni di vita”. “Mi ha educato alla bellezza della conoscenza e all’importanza di avere una mente critica”. L’effetto di “Bella Storia” è questo per Clemente, tra pochi giorni diciottenne, studente al quinto anno dell’istituto tecnico indirizzo turistico di Ercolano. Ad Elizabeth, 17 anni di Reggio Calabria, studentessa del liceo delle scienze umane, “questa esperienza ha fatto superare tante paure e su alcune sto ancora lavorando con l’aiuto degli altri compagni di viaggio, ormai siamo come una famiglia”, confida. Sono due storie di “Bella Storia”, progetto della Fondazione Unipolis, avviato nel 2022, dedicato a 50 ragazzi e ragazze della Campania e della Calabria, allora iscritti al terzo anno delle superiori, motivati a intraprendere un percorso di crescita culturale, sociale, civica.
di Michela Ponzani
Il Domani, 16 dicembre 2024
Combattere contro ogni forma di impunità per i crimini di guerra, che non si estinguono col passare del tempo e vanno perseguiti anche a distanza di molti anni, non è solo un dovere legale: è un obbligo morale. Mi è capitato di leggere un editoriale di Ernesto Galli della Loggia a proposito del diritto internazionale e della sua capacità di sanzionare i crimini di guerra. Una riflessione nata a seguito del mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale per Benjamin Netanyahu per gli attacchi militari su Gaza, ma che riguarda non poco pagine oscure del secondo conflitto mondiale. E, devo dire, fa un certo effetto leggere che “con le sue prescrizioni il diritto internazionale umanitario non sanziona i crimini di guerra”, ma “rende la guerra moderna, la guerra in quanto tale, un crimine”.
di Rosario Aitala*
Avvenire, 16 dicembre 2024
Ai giudici internazionali sono somministrati insulti, mandati di cattura, sanzioni finanziarie e minacce di morte. Ci si scandalizza per le loro decisioni, ma non per le atrocità che accertano. Scrive Carl von Clausewitz che “la guerra è un atto di forza all’impiego della quale non esistono limiti: i belligeranti si impongono legge mutualmente; ne risulta un’azione reciproca che logicamente deve condurre all’estremo”. Il generale prussiano scopre la formula dell’apocalisse nella “tendenza all’estremo” della violenza bellica che la politica è incapace di contenere. Intuisce la spaventosa irrazionalità delle guerre, scontri parossistici reciprocamente incrementali che segnano il corso della storia. Colto d’improvviso dalla morte, non completa il suo trattato Sulla guerra, pubblicato postumo dal 1832 al 1837. Di recente, Lucio Caracciolo ne ha riportato alla luce il pensiero per descrivere i conflitti attuali, senza scopo né termine.
di Davide Madeddu
Il Sole 24 Ore, 15 dicembre 2024
Polemica a distanza e divergenze sui dati tra Dap e Antigone. Non è solo sovraffollamento. Nelle carceri italiane cresce il numero dei detenuti che si tolgono la vita. I dati, seppure con una distinzione tra quelli ufficiali (79 suicidi) e quelli registrati dalle associazioni che si occupano dei diritti delle persone recluse (86 suicidi), parlano di una crescita rispetto al passato o, quantomeno, allo scorso anno.
di David Allegranti
La Nazione, 15 dicembre 2024
Nelle carceri può accadere qualsiasi cosa, ma per il governo e le sue estensioni non cambia e non cambierà nulla. Il 2024 sta frantumando tutti i record negativi del sistema penitenziario italiano. “Cosa altro deve accadere affinché il governo si interessi di carcere, e non solo per continuare a stiparci gente introducendo sempre nuovi reati?”. La domanda è del presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, e la risposta potrebbe non essere piacevole. Perché nelle carceri italiane può accadere qualsiasi cosa, ma per il governo e le sue varie estensioni non cambia e non cambierà nulla. D’altronde questo è pur sempre un paese in cui il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è perlopiù interessato a precisare che il numero di detenuti che si sono tolti la vita non è quello che numerose associazioni e operatori (Antigone, Ristretti Orizzonti, le Camere Penali Italiane, i sindacati di polizia penitenziaria) vanno gridando da giorni, da settimane.
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