di Monica Coviello
vanityfair.it, 7 dicembre 2024
La religiosa, agli arresti domiciliari, è stata accusata di trasmettere messaggi e risolvere conflitti tra detenuti per conto del gruppo criminale legato alla ‘ndrangheta. Non ci sarebbero prove concrete, ma “solo chiacchiere che possono aver indotto all’errore”, a sostegno delle accuse a carico di suor Anna Donelli, la religiosa finita nell’inchiesta della procura di Brescia su un gruppo criminale legato alla ‘ndrangheta e ora agli arresti domiciliari. Lo dice il suo avvocato, Robert Ranieli, secondo cui “chi la conosce bene non può credere a nessuna intenzionalità”.
tusciaweb.eu, 7 dicembre 2024
Accolto il ricorso contro il diniego del tribunale di sorveglianza di un detenuto che sta scontando 27 anni e mezzo per omicidio. Condannato a 27 anni e mezzo di carcere per omicidio, un 57enne detenuto nel carcere di Mammagialla si è visto negare dal magistrato di sorveglianza di Viterbo, e poi dal tribunale di sorveglianza di Roma lo scorso 29 febbraio, un permesso premio per non avere mai confessato il delitto. Per la cassazione: “Non si può pretendere la confessione, il condannato ha diritto di negare”.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 7 dicembre 2024
Lo Cassazione, sentenza n. 44544 depositata oggi, afferma che va vagliata la plausibilità della ritrattazione delle precedenti accuse. Nei procedimenti per maltrattamenti in famiglia, o comunque violenza sulle donne, la priorità deve essere accordata alla tutela della loro sicurezza. Per revocare le misure cautelari del divieto di avvicinamento e dell’obbligo di presentazione alla Polizia, non è dunque sufficiente l’affermazione della vittima di voler riprendere la convivenza, perché il partner è “cambiato” ed ha “preso coscienza” delle proprie condotte sbagliate. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 44544 depositata oggi, accogliendo il ricorso del Pm contro la decisione del Tribunale che invece, in sede di riesame, aveva accolto le richieste di un uomo indagato per maltrattamenti e lesioni aggravate.
di Angiola Petronio
Corriere di Verona, 7 dicembre 2024
Un altro detenuto del carcere di Montorio è morto suicida. “Aveva solo 24 anni, nato in Romania, fine pena nell’agosto del 2030, mercoledì sera ha tentato di impiccarsi nella sua cella del carcere di Verona; subito soccorso, è stato condotto in ospedale in condizioni disperate, ieri sera ha finito di soffrire. Sale così a 86 il numero dei detenuti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno, di cui 4 a Verona, ai quali vanno aggiunti 7 appartenenti alla polizia penitenziaria”. È quanto ha dichiarato Gennarino De Fazio, segretario generale della Uil-Pa Polizia penitenziaria. Quel detenuto si chiamava Robert Octavian Radion e aveva un passato turbolento. Era stato arrestato nel 2021 a Marcon, nel Veneziano, dopo essere evaso dai domiciliari.
di Luca Bonzanni
L’Eco di Bergamo, 7 dicembre 2024
Tasso di affollamento al 182,8%, i posti sono 319. Venerdì 6 dicembre la visita della Commissione del Consiglio regionale: “In cantiere un protocollo per l’inserimento lavorativo”. Da tempo, la situazione s’è fatta cronica. Ora, però, in questo 2024 “nero” per le carceri di tutta Italia, si colgono ulteriori segnali acuti. Di peggioramento: è questo, anche per il carcere di Bergamo, il momento di maggior sofferenza da un quindicennio a questa parte.
telefriuli.it, 7 dicembre 2024
Protestarono in carcere a Udine dopo il suicidio di un detenuto, danneggiando le strutture del penitenziario. L’accusa ha chiesto condanne per un totale di 11 anni di reclusione. È terminata così oggi in Tribunale a Udine davanti al giudice Paola Turri la requisitoria del pm durante il processo abbreviato per danneggiamento e interruzione di pubblico servizio che vede imputati 13 uomini che il 7 novembre 2022 erano reclusi in via Spalato. Quel giorno, un 22enne dominicano, in misura cautelare con l’accusa di tentato omicidio per un accoltellamento avvenuto durante una rissa a Trieste, si tolse la vita nel carcere friulano.
di Cristina Palazzo
La Repubblica, 7 dicembre 2024
Primo verdetto nel maxi processo per le torture al Lorusso e Cutugno, un ex detenuto non riconosce le guardie accusate di umiliazioni in cella. Due agenti della polizia penitenziaria sono stati assolti nel maxiprocesso sulle presunte violenze ai detenuti nel carcere Lorusso e Cutugno. Erano loro contestate vessazioni durante le perquisizioni nei confronti di un detenuto che aveva raccontato agli inquirenti le umiliazioni subite: gli sarebbe stato spruzzato del detersivo per i piatti sulle lenzuola che usava in cella e gli sarebbero stati gettati i vestiti a terra. Durante il processo il testimone non ha però più riconosciuto i due agenti come gli autori di questi gesti. Di qui l’assoluzione dei due imputati “per non aver commesso il fatto”.
di Francesco Brun
Corriere del Veneto, 7 dicembre 2024
Sorgerà nel cuore di Vicenza: raccolti 10mila euro. “Reinseriamo nella società”. Un nuovo laboratorio nel cuore di Vicenza, per offrire opportunità lavorative stabili a chi si trova nella delicata fase di reinserimento sociale dopo aver scontato la pena. È prevista per l’estate del 2025 l’inaugurazione del nuovo locale di Libere Golosità, progetto di pasticceria artigianale a cura della cooperativa sociale “Il Gabbiano”. Dal 2019 la coop opera all’interno della casa circondariale di Vicenza con l’obiettivo di favorire il reinserimento sociale dei detenuti, i quali hanno la possibilità di dare forma a biscotti, torte, snack salati e lievitati stagionali come colombe e panettoni, poi venduti nei negozi già attivi a Vicenza e Schio.
La Nazione, 7 dicembre 2024
Concluso il progetto “Compaio” finanziato dalla Regione e promosso da Cna Servizi. I partecipanti hanno sostenuto l’esame e ottenuto la certificazione per le loro competenze. A Grosseto ci sono sei nuovi “potini” e anche “curatori di interventi ortoflorovivaistici” formati e certificati, grazie al progetto “Compaio: Competenze in panificazione interventi ortoflorovivaistici a Grosseto”. Il progetto è finanziato dalla Regione Toscana e promosso da Cna Servizi. Nei giorni scorsi sei persone detenute nel carcere di Grosseto hanno sostenuto l’esame e ottenuto la certificazione di competenze che potranno utilizzare nella loro futura attività lavorativa. “È stato un percorso molto interessante - commenta Elena Dolci, responsabile di Cna Servizi - che si è rivelato tale anche per i corsisti. Ci auguriamo che questa certificazione possa servire loro per il reinserimento lavorativo e sociale nella comunità”.
legacoopumbria.coop, 7 dicembre 2024
Cinque quelli che hanno cominciato a lavorare stabilmente nelle aziende edili del territorio. Il Cesf - Centro edile per la sicurezza e la formazione di Perugia ha recentemente presentato i risultati del progetto “Ri-costruire il futuro - per l’integrazione socio-lavorativa dei carcerati”, un’iniziativa avviata lo scorso febbraio con l’obiettivo di fornire una formazione professionalizzante ai detenuti e favorire il loro inserimento lavorativo nelle aziende del territorio. Il progetto è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione Perugia e si è concluso nelle settimane scorse con l’assunzione di nove detenuti presso imprese locali, beneficiari di misure diurne alternative alla detenzione.
- Firenze. “Futuro prossimo: nessun ragazzo in carcere”, evento dell’Arci
- Aversa (Ce). Menzione speciale al CESP per il progetto “Biblioteche innovative in carcere”
- Forlì. Scambio di auguri nei laboratori produttivi in carcere
- Livorno. Concerto in carcere: il coro dei detenuti e le Monday Girls
- La solitudine del carcere. Il fumetto di Tamiazzo










