di Simona Musco
Il Dubbio, 27 novembre 2024
Nonostante assoluzioni e archiviazioni, basta una denuncia per rimanere 20 anni nelle liste “Interforze”. E ottenere la cancellazione è ormai una corsa a ostacoli. Schedati a vita, anche se la notizia di reato era infondata. È il paradosso denunciato dall’avvocato Nicola Canestrini, del foro di Rovereto, che nelle scorse settimane ha chiesto la cancellazione dei dati di tre suoi assistiti dalla banca dati del Centro elaborazione dati (Ced), istituito con l’articolo 8 della Legge / 1/ 4/ 1981, n. 121, un calderone che contiene i dati e le informazioni ricavati da indagini di polizia o nell’attività di prevenzione o repressione dei reati. Basta, dunque, anche una semplice querela per essere registrato in quella particolare lista, dalla quale, però, non è così semplice uscire.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 novembre 2024
C’è una recente pronuncia della Cassazione sulla preclusione assoluta dei benefici previsti dall’articolo 4 bis, che non riguarda solo chi è stato condannato all’ergastolo. Infatti, la riforma voluta dalla pronuncia della Corte Costituzionale riguarda tutti i reati ostativi. Come sappiamo, il 4 bis non si applica soltanto ai reati di mafia o terrorismo, ma nel corso del tempo, da misura eccezionale, è diventato la norma per quei reati che, a seconda delle stagioni, vengono considerati di particolare allarme sociale. Addirittura - e ci sono nostalgici della legge “spazza-corrotti” tra le fila del M5S - l’allora Guardasigilli Alfonso Bonafede estese il 4 bis anche ai reati contro la Pubblica Amministrazione. La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza numero 42794 firmata dal Presidente Vito Di Nicola e dal Consigliere relatore Raffaello Magi, ha accolto il ricorso di Klodjan Veizi, smantellando l’impostazione restrittiva del Tribunale di Sorveglianza di Genova, che aveva respinto il reclamo in tema di permesso premio.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 27 novembre 2024
Lo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 43082 depositata oggi, chiarendo che l’espulsione, in alternativa al carcere, deve rispettare i criteri Cedu sulla vita privata e familiare. Il “Decreto Cutro” non rende possibile, in alternativa alla detenzione, procedere all’espulsione dello straniero irregolare che abbia commesso un reato, se la misura si risolve in una ingerenza nella vita privata, che è tutelata dalla Cedu. Lo ha stabilito la Corte di cassazione, con la sentenza n. 43082 depositata oggi, accogliendo il ricorso di un tunisino contro l’ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Catania che aveva confermato il decreto di espulsione a titolo di sanzione alternativa alla detenzione.
cagliaripad.it, 27 novembre 2024
Il giovane, un 27enne del Medio Campidano, era stato salvato da un medico e una guardia penitenziaria: dopo tre giorni, il suo cuore ha smesso di battere. Non ce l’ha fatta il detenuto che lo scorso fine settimana era stato ricoverato in ospedale dopo esser stato salvato da un gesto estremo in carcere a Uta. Il giovane, un 27enne residente nel Medio Campidano, era in carcere per aggressione. Lo scorso sabato era stato trovato in cella da un medico e da una guardia penitenziaria mentre tentava di togliersi la vita. Era stato soccorso e trasportato con urgenza in ospedale, date le condizioni molto gravi. Dopo tre giorni di agonia, il suo cuore ha cessato di battere.
di Francesca Achito
calabrianews24.com, 27 novembre 2024
La vicenda di Domenico Lauria, un giovane messinese di 28 anni trovato senza vita nella sua cella del carcere “Ugo Caridi” di Siano a Catanzaro, ha portato nuovamente l’attenzione sulle difficili condizioni nelle carceri italiane. Lauria, con un passato segnato da tossicodipendenza e problemi psichiatrici, stava scontando un cumulo di pene per reati legati prevalentemente a furti e resistenza a pubblico ufficiale. La sua morte, avvenuta venerdì scorso, ha sollevato interrogativi sulla gestione dei detenuti con fragilità psichiche e sulle responsabilità istituzionali.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 27 novembre 2024
L’inchiesta è quella sulla Ventura, la ditta di Napoli che somministrava cibo scaduto ai detenuti e gestiva anche lo spaccio interno. Il ministero benché parte offesa non si è costituito. Frodati ma, apparentemente, indifferenti. I vertici del ministero della Giustizia, curiosamente, non hanno (fin qui) manifestato l’intenzione di costituirsi parte civile al processo nei confronti di Domenico Ventura e Achille Ventura, responsabili della ditta che, negli ultimi anni, avrebbe gestito in maniera truffaldina la fornitura di cibo ai detenuti nelle strutture di Lazio e Abruzzo.
di Sara Tirrito
Il Fatto Quotidiano, 27 novembre 2024
Nella Casa circondariale di San Vittore è emergenza freddo. Lo denunciano gli avvocati che dopo decine di segnalazioni ricevute negli scorsi giorni durante i colloqui e l’attività di sportello legale hanno lanciato un appello ai milanesi affinché facciano arrivare vestiti pesanti ai detenuti. La struttura, che ha aperto per la prima volta i battenti nel 1879, soffre da sempre di inefficienze dovute ai sistemi di riscaldamento, malfunzionamenti a cui la direzione cerca di porre rimedio, ma il problema è duplice: da un lato gli impianti sono troppo antichi e richiederebbero interventi strutturali, dall’altro le persone non hanno vestiti adatti al freddo degli ambienti.
di Antonella Tuoni*
Corriere Fiorentino, 27 novembre 2024
Egregio direttore, considerato che il Corriere Fiorentino, in questi ultimi giorni, ha ripetutamente fatto cenno alla mia persona quale direttrice di Sollicciano riportando meri rumors nemmeno corrispondenti al vero - per esempio non mi è stata applicata alcuna sanzione pari a 25 mila euro - che poco interessano ai lettori e riportando addirittura virgolettati di persona estranea all’amministrazione penitenziaria, ritengo necessario fare un po’ di chiarezza e cercare di ristabilire l’oggettività dei fatti.
di Francesco Galli
reggionline.com, 27 novembre 2024
Queste le parole dell’avvocato Michele Passione, legale del Garante nazionale dei detenuti, che auspica che la sentenza attesa per il 20 gennaio 2025 confermi le richieste fatte dalla procura. “Un’azione brutale, preordinata e di violenza assolutamente gratuita”. Sono durissime le parole con cui la Pm Maria Rita Pantani ha chiesto di condannare tutti i dieci agenti di polizia penitenziaria ritenuti coinvolti nel pestaggio dell’aprile 2023 nel carcere di via Settembrini.
Volterra (Pi). Da detenuti a installatori di fibre ottiche, prima applicazione intesa con le aziende
ildenaro.it, 27 novembre 2024
Hanno preso ufficialmente il via le attività operative legate formazione dei detenuti, previste dal protocollo d’intesa siglato dal Dipartimento per la trasformazione digitale, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) del Ministero della Giustizia, Infratel Italia, il Consorzio Asi Caserta, Anie Sit e gli operatori Tlc Fastweb, Fibercop, Intred, Inwit, Open Fiber, Telecom Italia, Vodafone Italia, interessati all’attuazione dei Piani previsti nell’ambito dell’Investimento 3 “Reti ultraveloci e 5G” della Missione 1, Componente 2 del Pnrr, per favorire il reinserimento dei detenuti nel mondo del lavoro e nella società civile. Un progetto pilota di grande rilevanza sociale è già stato avviato in diversi istituti di pena, tra cui l’Istituto di Volterra, dove si parte dalla formazione dei detenuti per lo sviluppo di competenze tecniche utili nel settore della posa e giunzione delle reti in fibra ottica.
- Firenze. “Futuro prossimo: nessun ragazzo in carcere”, l’evento dedicato ai minori reclusi
- Pavia. Nel carcere l’evento “Maestre di speranza, donne che trasformano il mondo”
- Novara. Messaggio di pace dell’autrice Arisi Rota a studenti e detenuti per “Scrittori&Giovani”
- Bari. La mostra “Saltando Respiro. Fotografia fuori e dentro il carcere”
- Pistoia. La speranza nel domani dopo il carcere










