agensir.it, 22 novembre 2024
A Roma, nella Sala stampa della Camera dei deputati - in via della Missione 4 - il 26 novembre, alle 14.45, si svolgerà la conferenza stampa “Vuoti a prendere”, che ha per sottotitolo: “L’affidamento in prova in comunità per i detenuti tossicodipendenti, una pratica in calo mentre il sovraffollamento carcerario aumenta”. Nell’annuale relazione al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia 2024 elaborata dal Dipartimento per le politiche antidroga e presentata il 25 giugno scorso dal Governo si evidenzia come al 31 dicembre 2023 erano presenti negli istituti di pena 17.405 detenuti tossicodipendenti, pari al 29% della popolazione carceraria totale (60.166).
La Repubblica, 22 novembre 2024
Il recupero di prodotti che rischierebbero di essere smaltiti donati a quattro strutture detentive milanesi: San Vittore, Bollate, Beccaria e Opera. Un progetto di riqualificazione delle carceri permetterà il recupero e la distribuzione di prodotti e arredi che rischierebbero di essere gettati via, ma che invece verranno donati da aziende del territorio, con un beneficio in termini di emissioni evitate di CO2 e un buon impatto sociale sulle comunità. L’iniziativa è coordinata dal Comune di Milano e supportata da Regusto, prima piattaforma ESG blockchain per la lotta allo spreco.
di Lara De Luna
La Repubblica, 22 novembre 2024
Coinvolta nel progetto anche la chef Ada Stefani, del ristorante stellato Ada Gourmet: “A parte i figli, questa è la cosa più bella che ho fatto in vita mia”. “Insegniamo loro non solo un lavoro, ma li accompagniamo verso un reinserimento alla vita”. Sono parole intense quelle con cui Ada Stefani del ristorante perugino Ada Gourmet, racconta un progetto a cui ha aderito in collaborazione con la cooperativa sociale Frontiera Lavoro: un corso di cucina con finalità di reinserimento lavorativo dedicato ai detenuti del Nuovo Complesso Penitenziario di Perugia.
forlitoday.it, 22 novembre 2024
Lunedì 25 alle 15.00 e in replica martedì 26 novembre alle14.30, il festival “Trasparenze” di Teatro carcere arriva in Romagna e precisamente a Forlì, dove la Casa Circondariale di via della Rocca si trasforma in palcoscenico per accogliere “Un rumoroso silenzio”, una produzione di Contatto Odv e Malocchi e profumi Aps e Coordinamento teatro carcere Emilia-Romagna. Lo spettacolo, che ha la regia di Sabina Spazzoli, Michela Gorini e Davide Zagnoli, che firmano anche la drammaturgia, vede in scena attori detenuti della Casa Circondariale forlivese, sezioni maschile, femminile e protetti e allievi del Liceo classico Monti di Cesena.
di Tommaso Labate
Corriere della Sera, 22 novembre 2024
L’ex magistrato, scrittore e sceneggiatore: “È una violenza legale, autorizzata. In certi casi irrinunciabile, certo, ma sempre violenza è. Mi dà da pensare come la nostra società occidentale, che ha tanto investito nella cultura giurisdizionale, non sia ancora riuscita a superare il carcere e l’ergastolo”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 22 novembre 2024
Di fronte alla deriva autocratica, le consultazioni sono uno strumento per risanare i guasti di democrazia. Le elezioni americane, con la vittoria a valanga di Trump negli Stati decisivi e con il sostegno di immigrati e di ceti sociali poveri, conferma l’agonia della democrazia condizionata dai poteri finanziari e speculativi. Il controllo dei media rappresenta un altro aspetto di subordinazione dei cittadini e delle persone più deboli, usate come “parco buoi”. La metà degli elettori non ha votato - e quindi con il consenso esplicito solo del trenta per cento del popolo - la destra estremista si è assicurata il controllo del Congresso oltre quello della Corte Suprema.
di Lea Melandri
Il Manifesto, 22 novembre 2024
Violenza maschile Cosa ci dicono le uscite disastrose di Valditara e Meloni sulla strada che resta da fare contro stupri e femminicidi e per intervenire sul terreno che li condiziona. Ci voleva l’intervento provocatorio e interessato di Valditara per riportare di nuovo il femminicidio dalla cronaca nera all’onore delle prime pagine dei giornali, un esito sicuramente contrario a quello che si proponeva. L’obiettivo era di sviare l’attenzione dalla cerimonia che si stava svolgendo in una sala del parlamento per presentare la Fondazione Giulia Cecchettin, e quello che il femminicidio della giovane studentessa ha rappresentato grazie alle parole del padre e della sorella: l’uscita della violenza contro le donne dal “privato”, la consapevolezza che si tratta di una questione sociale e politica del massimo rilievo, che come tale interessa tutti gli uomini.
di Maria Corbi e Eleonora Camilli
La Stampa, 22 novembre 2024
Alla vigilia della Giornata del 25 novembre, i partiti si scontrano anche sulla parola “patriarcato”. La leader Pd: “Serve formazione”. La ministra Roccella: “Aumentati i fondi per le case-rifugio”. Un anno fa il femminicidio di Giulia Cecchettin scosse l’Italia e, per un attimo, con la telefonata tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein sembrò che potessimo essere tutti dalla stessa parte per combattere la violenza sulle donne.
di Felice Cavallaro
Corriere della Sera, 22 novembre 2024
Nelle Marche nasce un’associazione ispirata al nome della protagonista di “C’è ancora domani” in stile don Ciotti. In 100 città italiane l’iniziativa legata a “Liberi di scegliere” voluta dal sacerdote per i ragazzi. Ancora non lo sa Paola Cortellesi: ma Delia, la protagonista del film su come eravamo, sul diritto e sulla gioia della donna di votare, diventa il nome di un’associazione appena nata a Macerata e pronta ad espandersi, si spera, in cento città. Obiettivo dichiarato delle organizzatrici, anzi, degli organizzatori perché sono già coinvolti tanti uomini, è di accendere “nelle scuole, nei posti di lavoro” l’attenzione sulla Costituzione, sui diritti, su una effettiva parità fra uomo e donna. Parità non compiuta, benché lontani da remissività e acquiescenza cucite come una condizione obbligata su Delia che, nell’ultima sequenza di “C’è ancora domani”, sogna il simbolo del riscatto, in fila alle urne per quel voto finalmente possibile, nel 1946.
di Goffredo Buccini
Corriere della Sera, 22 novembre 2024
La vera questione non sono gli sbarchi, ma i rimpatri e una massa di irregolari impossibile da smaltire. Chi dovesse passare una domenica dalle parti della stazione di Napoli potrebbe scoprire, attorno alla quattrocentesca Porta Nolana, un’enclave di illegalità: interi marciapiedi coperti di mercanzia variamente trafugata e riciclata, l’ormai famoso “mercato degli stracci” gestito da un popolo di migranti irregolari, là dove non osano i vigili urbani. A Roma l’oscena tendopoli di viale Pretoriano, addossata alle Mura Aureliane, è stata sgomberata da qualche settimana, dopo infinite proteste dei residenti, dalla polizia municipale.










