di Adelia Pantano
La Stampa, 18 novembre 2024
L’avvocato di un detenuto valenzano racconta le vicissitudini dell’assistito, obbligato a tornare in cella nonostante continui ricoveri in ospedale. Finirà di scontare la sua pena a fine dicembre ma, nonostante i gravi problemi di salute, dovrà trascorrere le prossime settimane in carcere. È la vicenda di Alexander Ricci, detenuto di 48 anni di Valenza, su cui pende la decisione del giudice di Sorveglianza di Alessandria che contesta all’uomo diverse violazioni tali da non permettergli di usufruire ancora dei domiciliari.
di Alessandro Ponte
Il Secolo XIX, 18 novembre 2024
L’iniziativa sarà presentata nei prossimi giorni al Forum Sistema Salute di Firenze. Allontanare, seppur virtualmente, un detenuto dal carcere. Portarlo nel metaverso e lì, nella realtà ricostruita con l’intelligenza artificiale, permettere alla persona di incontrare i medici. Di essere visitata, consigliata e ascoltata. Sarà presentata nei prossimi giorni al Forum Sistema Salute di Firenze la nuova iniziativa di Asl4 insieme al ministero di Giustizia e al carcere di Chiavari che rivoluzionerà le visite e le consulenze sanitarie in telemedicina. “Un carcere è pur sempre un carcere. Trovare il modo, anche virtualmente, di far sentire un detenuto, che nella circostanza è un paziente, in un ambiente più confortevole dove possa sentirsi a suo agio è importante - sottolinea il direttore generale dell’Asl4, Paolo Petralia - All’estero, dove questo modo di interagire con i detenuti è stato già testato, sono state ottenute risposte importanti anche per la cura dei casi di depressione. Il paziente è più tranquillo nel parlare con i medici, si confida di più. E permette un miglior approccio”.
di Elena Scarici
Corriere del Mezzogiorno, 18 novembre 2024
Dieci detenuti del carcere di Secondigliano in attesa di libertà riceveranno questa mattina il diploma di barista professionista grazie al progetto “Un chicco di speranza”, promosso dall’azienda Kimbo in collaborazione con la diocesi partenopea. A ricevere il titolo dalle mani di Giulia Russo, direttrice della casa circondariale di Secondigliano, e di Mario Rubino, presidente di Kimbo, saranno Enzo, Davide, Raffaele, Roberto, Giuseppe, Antonio, Ciro, Francesco, Felice, Salvatore... napoletani, casertani e salernitani, di età comprese tra i 27 e i 63 anni, che hanno seguito i corsi di formazione con i docenti “caffesperti” formatori.
di Andrea Guida
firenzetoday.it, 18 novembre 2024
Ricostruirsi una vita dopo il carcere. È la missione a cui puntano Spazio Reale e un ragazzo marocchino di 24 anni detenuto di Sollicciano. Ad Alaa mancano ancora nove mesi per scontare la sua pena, ma da quest’estate ha cominciato a ricostruirsi una vita nel polo d’integrazione multiculturale dell’area fiorentina, che lo ha assunto per sei mesi con l’obiettivo di allungare il rapporto lavorativo. L’iniziativa è il risultato di un percorso cominciato circa un anno fa tra la direzione dello spazio campigiano e l’associazione Seconda Chance che si occupa di inserimento lavorativo di persone detenute. Spazio Reale, peraltro, ha costituito il centro logistico dei soccorsi e degli aiuti durante l’alluvione che ha colpito un anno fa la Piana Fiorentina, ospitando per oltre 15 giorni nei propri spazi circa 500 persone, tra sfollati e volontari.
varesenews.it, 18 novembre 2024
L’ex direttrice del carcere di Bollate che trasformò in un istituto modello ha riflettuto insieme a don David Maria Riboldi sulla situazione italiana: “Basterebbe applicare le leggi che ci sono per migliorare la situazione”. “In Italia manca una cultura del carcere che non sia preda delle emozioni”. Lucia Castellano, già direttrice del carcere di Bollate e attualmente provveditrice dell’amministrazione penitenziaria della Campania, è intervenuta venerdì sera all’osteria del buon essere La Tela di Rescaldina (bene confiscato alla ‘ndrangheta) in occasione della serata dedicata al tema carcere nell’ambito della settimana della legalità che si conclude stasera con una cena dedicata ai prodotti delle terre confiscate alla mafia.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 18 novembre 2024
Cinque milioni di donatori e donatrici, quasi ottomila tonnellate di cibo da destinare a persone in difficoltà e raccolto in 12mila supermercati grazie all’aiuto di 155mila volontari. Sono solo alcune delle cifre che riassumono la 28esima Giornata nazionale della colletta alimentare svoltasi sabato 16 novembre, con l’alto patronato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che vi ha contribuito a sua volta con una donazione di beni alimentari, un gesto che testimonia la sua vicinanza a chi è in difficoltà.
di Stefania Ascari*
Il Fatto Quotidiano, 18 novembre 2024
È trascorso un anno dalla tragica morte di Giulia Cecchettin, un femminicidio che ha scosso profondamente l’opinione pubblica, innescando una rabbia collettiva e una forte richiesta di cambiamento sociale, soprattutto sul piano culturale. Tuttavia, da allora, la violenza maschile sulle donne non ha accennato a fermarsi e altre 96 donne sono state uccise da uomini. Poche settimane fa, a Piacenza, Aurora, di appena 13 anni, è morta precipitando dal terrazzo di un palazzo. Secondo le accuse, la giovane sarebbe stata spinta dal suo fidanzato, un ragazzo di 15 anni, già noto per comportamenti violenti. Questo episodio segna l’ennesima tragica testimonianza di una violenza che coinvolge sempre di più anche i giovanissimi, sia come vittime che come carnefici.
di Francesco Rigatelli
La Stampa, 18 novembre 2024
Il criminologo Premio Balzan: “Non esistono soluzioni miracolose, la democrazia incoraggia gli individui”. Il criminologo John Braithwaite, 72 anni, docente all’Australian natonal university di Canberra ed esperto di giustizia riparativa, riceverà giovedì al Quirinale a Roma uno dei quattro Premi Balzan da 700mila euro l’uno, da investire in progetti con giovani ricercatori.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 18 novembre 2024
La Costituzione sancisce che nel ripudio del conflitto c’è un giudizio definitivo. Un concetto che ministro e capo di stato maggiore della Difesa mettono in discussione. Una domenica all’inizio del mese verso sera ho incontrato una lepre. Se dico che l’ho vista, mezzo cieco come sono, è perché ha voluto proprio farsi vedere. Se ne stava sul ciglio del fosso alla vigna di Paolo, poco discosto dalla grande quercia che il figlio ha disegnato sulle etichette del suo vino. Se ne stava lì, posata eretta sulle zampe di dietro, quelle sue orecchione dritte e tese neanche volesse da dov’era auscultarmi il battito del cuore. Prima di guizzare nel fosso e sparire nei meandri del suo universo, nella quinta dimensione dove ai leprotti è consentito di governare le sfere celesti, è passato un po’ di tempo. Tempo del mio universo, tempo bastante a farmi domande umane del tipo: cosa c’è di più bello, ora, di questa lepre in ascolto di un cuore alieno in questa vigna autunnale appena dorata dal sole calante, e di quest’uomo che ascolta la lepre ascoltarlo a un passo dal fosso che segna un confine benignamente pattuito tra un vignaiolo e il resto del mondo? Cosa c’è di più struggente, ora, al mondo, di quelle lunghe orecchie che vorrei poter anche solo sfiorare, per sentire quanto sono calde, e vibranti di accondiscendente attesa di vita?
La Repubblica, 18 novembre 2024
Sebbene i dati non sia facile reperirli, soprattutto nelle nazioni africane, il fenomeno è assai più diffuso di quanto si pensi. Succede anche nei Paesi industrializzati come gli Usa. In tutto il mondo, il tasso di minorenni in stato di detenzione è, in media, di 28 ogni 100.000. E secondo un esperto incaricato dall’ONU, Manfred Nowak - sarebbero oltre sette milioni nel mondo che vivono in centri di detenzione per profughi, in luoghi di custodia come commissariati, in prigioni o altri luoghi di detenzione. Lo studio di Nowak - di qualche anno fa - rileva inoltre come ogni anno 300.000 bimbi entrano nei centri per migranti di 80 Paesi.
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