di Enrico Varrecchione
linkiesta.it, 24 luglio 2024
In Norvegia, il tasso di recidiva dei detenuti è significativamente più basso rispetto all’Italia. Era già passata la mezzanotte che separava l’undici e il dodici luglio, quando la rivolta nel carcere di Trieste si era placata. Dopo il caos, le coperte incendiate dai detenuti e il gas lacrimogeno adoperato dalla polizia, rimaneva un quarantottenne a terra nella propria cella. Overdose di metadone. La storia ricorda i numerosi episodi di rivolta nelle carceri a ridosso dell’emergenza Covid, con tredici vittime e settantadue casi di evasione.
di Glauco Giostra
Il Domani, 23 luglio 2024
Non esistono interventi risolutivi, ma quando ci si rifiuta di incrementare la prevista riduzione di pena per i condannati meritevoli, impedendo anche a questo refolo di speranza di insinuarsi nell’aria stagnante e marcia dei penitenziari, si resta increduli. È almeno dall’inizio di questo millennio che la situazione carceraria italiana è indegna di un paese civile. L’attuale governo è riuscito nell’ardua impresa di peggiorarla. Ma quel che più risulta inaccettabile è la sordità etica e politica rispetto all’incessante grido di sconforto, di solitudine e di paura che proviene da quel mondo socialmente rimosso; rispetto a quei commoventi, disperati tentativi di restituire umanità e dignità alla propria vita, togliendosela.
di Carlo Fusi
La Ragione, 23 luglio 2024
In Italia è in atto una carneficina tanto plateale quanto intollerabile. È quella dei suicidi in carcere. Quest’anno finora ce ne sono stati 58, uno ogni tre giorni. Vanno aggiunte sei guardie carcerarie che si sono tolte la vita: una al mese, vittime di un circuito tremendo e crudele, esistenze sacrificate sull’altare della pena di chi custodisce e di chi è custodito. à un massacro che promette di non arrestarsi e che si nutre di spietatezza soprattutto adesso, in estate, quando il caldo rende la detenzione una abominevole tortura: secondo il Garante dei detenuti, il sovraffollamento carcerario ha raggiunto il 130%. Cifre, aride e agghiaccianti. Che però, per quanto appaia inverosimile, non sono l’elemento più grave. Che è un altro: l’indifferenza.
Il Sole 24 Ore, 23 luglio 2024
Per Elisabetta Brusa, Componente del Dipartimento Pari Opportunità e Uguaglianza di OCF: “le recenti misure sono certamente apprezzabili ma assolutamente insufficienti per affrontare le emergenze”. L’Organismo Congressuale Forense (OCF) continua ad appellarsi al Governo, alle forze politiche e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché si adottino urgenti soluzioni per migliorare le condizioni del sistema penitenziario del Paese. Le richieste diventano sempre più pressanti alla luce del grave fenomeno dei suicidi in carcere (54 dall’inizio dell’anno, uno ogni due giorni), del sovraffollamento (gli istituti penitenziari ospitano circa il 130% della loro capienza regolamentare) e della crisi generale del sistema carcerario.
di Walter Massa*
L’Unità, 23 luglio 2024
L’Arci è attiva nelle carceri con operatori e volontari, tocchiamo con mano la disperazione dei detenuti. Servono provvedimenti urgenti. Gentilissime, gentilissimi, com’è noto, la situazione delle persone private della libertà detenute nel nostro Paese è davvero al limite per le condizioni disastrose dovute al sovraffollamento e al mancato investimento in ammodernamento delle strutture, nell’aumento di operatori per il sostegno psicologico e medico, nello scarso utilizzo delle pene alternative alla reclusione. Il numero terribile di persone che si sono suicidate in carcere è il segnale chiaro e drammatico di quanto la situazione sia arrivata al limite.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 23 luglio 2024
La norma prevedeva la custodia negli Icam solo in casi eccezionali, privilegiando le case famiglia per le madri detenute con figli al seguito. Ma in Parlamento c’è il dl sicurezza. La storia del piccolo Giacomo (nome di fantasia), un bambino di soli due anni recluso nel carcere di Rebibbia insieme alla madre, ha riportato all’attenzione pubblica il delicato tema della detenzione di minori nelle carceri italiane. Un articolo di Alessandra Ziniti su La Repubblica ha evidenziato questa problematica, sollevando questioni etiche e urgenti necessità di riforma del sistema penitenziario. Secondo gli ultimi dati aggiornati dal Dap al 30 giugno, ci sono 23 detenute madri con 26 minori al seguito.
di Stefano Iannaccone
Il Domani, 23 luglio 2024
Il voto segreto sul testo che facilita gli sconti di pena, per combattere il sovraffollamento, preoccupa la maggioranza. Al Senato pericoli paralleli sul decreto che per Nordio deve “umanizzare le carceri”. A dispetto delle garanzie sull’unità di intenti, le condizioni nelle carceri contrappongono la rigidità di Fratelli d’Italia e della Lega al garantismo di Forza Italia. Ancora una volta, comunque, lo scontro più acceso è tra il partito di Matteo Salvini e quello di Antonio Tajani, con Giorgia Meloni a metà del guado per cercare di placare i bollenti spiriti dei compagni di viaggio a palazzo Chigi.
di Martina Cataldo
lavialibera.it, 23 luglio 2024
Ci sono modi diversi di trattare i giovani autori di reato, diversi dalla spinta verso le carceri minorili che arriva dal decreto Caivano, che sta aumentando il numero di giovanissimi reclusi. Lo dimostrano alcune storie che, dietro garanzia di anonimato, lavialibera ha raccolto. Storie come quella di Roberta, che ha condiviso con noi la sua esperienza di riparazione: ha 20 anni, convive con il suo compagno e lavora come receptionist, ma ha alle spalle un passato tormentato.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 23 luglio 2024
Incontro serale al Colle sullo scandalo della laica di Fdi Natoli. La destra vuole evitare le dimissioni: troppi rischi in Parlamento. E Taormina minaccia ancora: cresce il timore che abbia altre rivelazioni da fare. L’incastro è di quelli complicati, da professionisti dei giochi di palazzo. Lo scandalo scatenato dalla laica Rosanna Natoli ha investito l’intero Csm, con la totalità dei togati che si è convinta della necessità delle sue dimissioni. Nel tardo pomeriggio di ieri il vicepresidente dell’organo di autogoverno dei giudici Fabio Pinelli è andato al Quirinale per parlare con il suo unico superiore: Sergio Mattarella. A quanto si apprende, il presidente avrebbe posto l’accento sulla questione istituzionale che si è aperta dopo la diffusione da parte dell’avvocato Carlo Taormina dell’audio dell’incontro privato andato in scena lo scorso 3 novembre a Paternò tra Natoli e la giudice Maria Fascetto Sivillo, oggetto di svariate inchieste disciplinari a palazzo Bachelet. Mattarella, ovviamente, non è arrivato a chiedere direttamente le dimissioni della consigliera ma non ha fatto granché per nascondere il suo sconcerto per una vicenda che mette in dubbio il prestigio e l’autorevolezza di tutto il Csm, quasi il seguito del caso Palamara che lo portò a parlare di “modestia etica”.
di Ilaria Li Vigni
Italia Oggi, 23 luglio 2024
Deve certificare i redditi prodotti all’estero lo straniero che intende avvalersi del gratuito patrocinio in Italia. Ad affermarlo la Corte costituzionale con la sentenza n. 110 dell’11 luglio 2024. A sollevare la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 79, comma 2, Dpr 115/2002, è stato il Tribunale di Firenze con l’ordinanza del 26 ottobre 2023. I giudici fiorentini, in particolare, si sono concentrati nella parte in cui si richiede ai cittadini di Stati non appartenenti alla Ue, per i redditi prodotti all’estero, di corredare l’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato con la certificazione dell’autorità consolare competente.
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