di Guido Vitiello
Il Foglio Quotidiano, 18 luglio 2024
Sentite che bella frase ho inventato ieri: “Il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri”. Splendida, vero? Già vi sento: “Ma non è tua, pallonaro, è di…”. Beh, di chi è? Molti assicurano che è di Dostoevskij, e citano anche la fonte: “Memorie dalla casa dei morti”; altri - ma sono in minoranza - ribattono che non è Dostoevskij, è Voltaire; una quota ancora più piccola la attribuisce a Brecht. Non è obbligatorio scegliere, però. In un libro sul carcere di qualche anno fa, l’autore si compiaceva della coincidenza che tre così grandi ingegni - per giunta in tre secoli diversi - avessero formulato lo stesso pensiero con parole quasi identiche! Peccato che la frase non si trovi in nessuno dei tre. Da dove viene, allora? Il tentativo più erudito di rintracciarne la fonte lo ha condotto nel 2019 lo slavista Ilya Vinitsky.
Italpress, 18 luglio 2024
“Nella conversione del decreto Carcere sicuro, in corso al Senato, abbiamo proposto di introdurre la figura di un Commissario straordinario che avrà il compito di attuare in tempi brevissimi il piano nazionale di interventi per l’aumento del numero dei posti per i detenuti e per la realizzazione di nuovi alloggi destinati al personale di polizia penitenziaria: questo programma edilizio sarà imponente e sarà realizzato speditamente”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, al Question time della Camera.
di Gabriella Cerami
La Repubblica, 18 luglio 2024
Colloquio “riservato” tra il presidente e il ministro in corsa per un posto da giudice. Sono le sette di sera quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio varca il portone della Corte Costituzionale. Ad attenderlo, due giorni fa nel suo ufficio, il presidente Augusto Barbera. L’incontro non viene ufficializzato, né Consulta né via Arenula danno notizia del colloquio e questo aspetto risulta singolare trattandosi di due figure apicali nel mondo della giustizia. Il faccia a faccia arriva però in un momento delicato dei rapporti tra Consulta e Parlamento. La Corte proprio nel pomeriggio di martedì si era riunita per discutere ed emettere una sentenza sul fine vita, tema delicato su cui il presidente Barbera ha più volte sollecitato un intervento delle Camere essendoci in Italia un vuoto normativo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 18 luglio 2024
Ddl Nordio: ne parliamo con l’avvocato Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale all’Università degli studi Milano- Bicocca, che fa il seguente bilancio: “Certamente positivo è il cambio di passo rispetto alla stagione Cartabia, quando l’obiettivo era solo l’efficienza attuata con un taglio lineare delle garanzie. Oggi si parla apertamente di garantismo, ma l’impressione è che ci sia tanto fumo senza arrosto”.
di Vanessa Pallucchi*
Avvenire, 18 luglio 2024
Nei giorni scorsi l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) ha siglato un accordo con il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) che interviene in maniera inedita sulla gestione e valorizzazione dei terreni confiscati alle mafie. Per la prima volta si prevede che siano messi “a disposizione di giovani imprenditori agricoli” che dovranno esercitare l’attività imprenditoriale contestualmente alla “realizzazione di iniziative a favore di soggetti con disabilità e immigrati, nonché iniziative a carattere didattico e divulgativo”.
di Nicola Mirenzi
Il Foglio, 18 luglio 2024
Ci voleva Netflix per dare una scossa al discorso pubblico sulla giustizia: “Io non so se Massimo Bossetti sia innocente oppure colpevole”, dice Gianluca Neri, ideatore e direttore della docuserie “Il caso Yara: oltre ogni ragionevole dubbio”. “Quello che so è che in Italia si dimentica spesso l’articolo 533 del codice di procedura penale, secondo il quale è meglio avere un colpevole fuori che un innocente in galera. È il principio della condanna oltre ogni ragionevole dubbio. E vale anche di fronte ad Hannibal Lecter. Farebbero bene a rileggerselo un po’ tutti i politici, a destra e a sinistra, a partire da quelli che oggi manifestano a Genova a favore della carcerazione preventiva, in questo caso di Giovanni Toti, ma vale per chiunque”.
di Luigi Mastrodonato
Il Domani, 18 luglio 2024
Il corpo di Zdenko Ferjancic trovato dai suoi compagni di cella il giorno dopo una rivolta. Cosa è accaduto tra l’11 e il 12 luglio? Ora il legale ha preparato un esposto da mandare in procura. Il 12 luglio Zdenko Ferjancic, un detenuto del carcere di Trieste, è morto, secondo le prime ricostruzioni, per “overdose da metadone”. Il giorno prima c’era stata una rivolta nell’istituto, durante la quale alcuni detenuti avevano dato assalto all’infermeria. Ora ci si interroga su quello che è stato fatto, o non è stato fatto, per impedire quel decesso. E il suo avvocato ha presentato un esposto in procura.
di Nicolò Giraldi
triesteprima.it, 18 luglio 2024
Cosa è successo dentro al carcere del Coroneo in occasione della rivolta e nei giorni successivi? Per la persona detenuta che ha raccontato i fatti è stato garantito l’anonimato. La comunicazione è avvenuta tramite un telefono cellulare. “Siamo divorati dalle cimici, dalle formiche, dagli scarafaggi. Per poter chiamare a casa di norma ci vuole un mese e mezzo. Spesso la gente viene messa in isolamento per motivazioni sanitarie, ma non è come dicono i giornali. Tutto questo (la rivolta ndr) non è stato fatto solo per il caldo e il sovraffollamento, ma perché anche noi siamo esseri umani e abbiamo comunque i nostri diritti. La situazione è degenerata, non si voleva arrivare a tanto, l’obiettivo era di poter parlare con qualcuno che può far arrivare la nostra voce oltre queste mura, ma diciamo che non c’era motivazione per arrivare a distruggere l’infermeria, non c’entrava niente”. Il racconto esclusivo che TriestePrima è in grado di pubblicare è affidato ad una persona detenuta nel carcere del Coroneo a Trieste. Il mezzo attraverso il quale la persona rinchiusa alla Ernesto Mari (persona che manterremo anonima) descrive i fatti dello scorso 11 luglio è un telefono cellulare.
di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 18 luglio 2024
Lenzuola appese e pentole sbattute contro le inferriate. La politica prende tempo. Lenzuoli appesi e pentole sbattute contro le inferriate. Al carcere di Bolzano va in scena la protesta dei detenuti: “Vogliono sensibilizzare sulle loro condizioni” spiega il direttore Monti. Non sono settimane facili per il carcere di Bolzano. Prima l’epidemia di scabbia risolta da poco, poi l’incertezza sui fondi e su una nuova struttura che si fa attendere ormai da troppo tempo. Una situazione non facile in primis per i detenuti, tanto che è arrivata una protesta plateale: lenzuoli appesi dalle finestre e pentole sbattute contro le inferriate. Nulla di violento, ma un gesto che chiede di riaccendere una luce: “Nessuna rivolta, non ci sono stati momenti di tensione o aggressività.
di Mimmo Fornari
L’Opinione, 18 luglio 2024
La situazione peggiore è a Regina Coeli, con “1.129 presenze contro i 628 posti disponibili e un tasso di sovraffollamento del 180 per cento”. Ma nel resto delle carceri circondariali non va meglio. La fotografia scattata nella Capitale fa riflettere, come spiegato da Valentina Calderone, Garante dei detenuti a Roma. “Dal marzo 2023 a oggi ho constatato un significativo peggioramento delle condizioni di vita nella maggior parte degli istituti. La maggior parte dei dati sono aggiornati a dicembre 2023, mentre alcuni dati sono aggiornati a giugno 2024, in particolare sul sovraffollamento, in costante e preoccupante crescita”.
- Brescia. I detenuti del Nerio Fischione scrivono a Mattarella: “Vogliamo risposte”
- Terni. “In carcere ci sono 150 detenuti in più, si fatica a garantire un posto agli arrestati”
- Cagliari. Temperature record al carcere di Uta, la Garante si rivolge al ministro Nordio
- Massa Carrara. “Gravissima incuria igienica. Topi e odore di rifiuti in cella”
- Fine vita, c’è la svolta. Apertura della Corte Costituzionale sul suicidio assistito










